Caso Malagò, cosa succede se la Figc viene commissariata? Tutti gli scenari
Dopo l'ultimo grado della giustizia sportiva, possibili ricorsi al Tar. La continuità tecnica sarà assicurata
Dopo l'ultimo grado della giustizia sportiva, possibili ricorsi al Tar. La continuità tecnica sarà assicurata
Elisabetta Esposito Giornalista 18 settembre - 07:58 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleGli scenari sono ancora tutti da disegnare, ma se commissariamento sarà, che cosa accadrebbe dopo? Buonfiglio ha già fatto sapere che la continuità tecnica (a partire da Roberto Mancini ct) è assicurata. Ma Malagò e tutti gli altri? Va ricordato che con il commissariamento decadono gli organi direttivi, non solo il presidente, ma anche il Consiglio federale, che in questo caos non è minimamente coinvolto. La violazione evidenziata dal procuratore generale Taucer sarebbe stata commessa dal segretario generale Marco Brunelli nel momento in cui ha ammesso Malagò alla corsa alla presidenza senza tutti i requisiti richiesti. Non è escluso che qualcuno possa proporre di far rimanere gli organi non coinvolti, a partire dal Consiglio federale, limitandosi a scegliere un commissario ad acta che porti a nuove elezioni. In caso di commissariamento puro, tutti gli organi decaduti potranno ricorrere al Collegio di Garanzia dello Sport presso il Coni. Il presidente ha già fatto sapere che si muoverà subito, chiedendo al Collegio una sospensiva che gli permetta di continuare a lavorare in attesa del giudizio finale. Giudizio il cui esito è decisamente incerto.
VIDEO: Buonfiglio sul tesseramento di Malagò: "Intravedo un malfunzionamento"Il Collegio
—La questione sarà sottoposta all’attenzione della Terza Sezione, competente in materie amministrative, comprese quelle relative a procedimenti elettivi e commissariamenti, presieduta dall’avvocato Massimo Zaccheo. Finora il Collegio di Garanzia non è mai stato coinvolto sulla vicenda. Qualcuno ritiene opportuno avere un parere del massimo organo giudicante della giustizia sportiva prima dell’eventuale voto sul commissariamento. Non è escluso che si faccia, ma al momento è uno scenario piuttosto improbabile.
Il precedente
—C’è un altro nodo del passato recente di Malagò su cui il Collegio ha in qualche modo detto la sua: la questione “pantouflage”, ovvero quel potenziale conflitto di interessi di Malagò per essere stato numero uno del Coni fino all’anno prima. È il 9 giugno 2026 quando la presidente Gabriella Palmieri e i presidenti di sezione, tra cui ovviamente Zaccheo, rispondono alla richiesta di chiarimenti fatta dal ministro per lo Sport Andrea Abodi dichiarandosi non competenti sul caso e delegando in toto l’Anac, che dirà che è tutto in regola. In quel documento il Collegio mette nero su bianco anche queste parole: «Non è in discussione nel caso in esame ed in relazione alla procedura elettorale il possesso dei requisiti rilevanti ai fini dell’ordinamento sportivo previsti all’art. 29 dello Statuto Figc». Come dire che sotto il profilo sportivo non esistono problemi di candidabilità. Del resto i requisiti erano stati ritenuti validi dal Segretario generale quasi un mese prima e i sette giorni per impugnare erano ampiamente scaduti. A proposito di impugnazioni, dopo la pronuncia del Collegio di Garanzia scatteranno altri ricorsi (da una parte o dall’altra), prima il Tar del Lazio e poi il Consiglio di Stato, che metterà la parola fine al caso. Sarà una cosa lunga insomma. Non ne sentivamo il bisogno.
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