Amorim, non c'è tempo: il Milan è deluso, fiducia al tecnico ma deve ripartire
La Gazzetta dello Sport

Amorim, non c'è tempo: il Milan è deluso, fiducia al tecnico ma deve ripartire

Venerdì 18 settembre 2026
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Il club garantisce sostegno all'allenatore anche dopo la sconfitta senza appello in Europa. Ora subito una vittoria contro il Lecce

Il club garantisce sostegno all'allenatore anche dopo la sconfitta senza appello in Europa. Ora subito una vittoria contro il Lecce

Alessandra Gozzini Giornalista 18 settembre - 07:30 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Milanisti felici dopo il mercoledì di coppa? Nessuna mano alzata dai 65mila di San Siro e neppure da chi ha seguito in tv l’esordio europeo dei rossoneri contro il Benfica: tra questi Gerry Cardinale, numero uno del club. Amarezza si somma ad amarezza: invece che un infrasettimanale di Champions, il Milan dell’anno scorso si è guadagnato solo l’accesso in Europa League. I tifosi avevano comunque caricato l’attesa riempiendo lo stadio: dentro, invece che uno show di gioco e risultati, uno spettacolo decisamente deludente. Per tutti e ovviamente anche per chi (Cardinale) aveva costruito la squadra con altre intenzioni: dal mercato ricco e dal sostegno costante al gruppo si aspettava un altro risultato. Gerry ha seguito la partita da New York, dove si tratterrà ancora qualche ora prima di tornare a Milano e riprendere posto in tribuna per la partita di domenica con il Lecce. 

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la scelta

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In estate Cardinale ha voluto Amorim tra tanti: il portoghese aveva vinto il casting per l’assegnazione della parte. Dalla sua, la giovane età e la spregiudicatezza con cui intendeva (e intende ancora) definire la squadra. Un Milan dominante, che tenesse il controllo della palla e del gioco, votato alla ricerca di un gol in più anziché subirne uno in meno. Aggressività, intensità, divertimento: presupposti distanti dal Milan 2025-2026, da cui il proprietario era rimasto profondamente deluso e quindi portato al cambiamento radicale. Ad Amorim ha poi offerto un sostegno personale (presente in tutte le partite tranne due giorni fa) e sostanziale, con un mercato di colpi pesanti. Impensabile rinnegare tutto dopo appena cinque partite, con una sola, per quanto triste, sconfitta. 

solito supporto

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La fiducia all’allenatore non è dunque in discussione e anche nei contatti dopo la partita di mercoledì la situazione è stata analizzata senza drammatizzarne le conseguenze. Amorim resta saldo in panchina, Cardinale altrettanto vicino al suo fianco. Certo, occorre un nuovo cambio di rotta. Da domenica con il Lecce in campionato per poi trovare una stabilità nel prossimo ciclo ravvicinato di partite: tra la sosta di ottobre e quella di novembre il Milan giocherà nove partite, di cui cinque in trasferta. Tra Serie A ed Europa League sarà impegnato ogni tre giorni: fuori con Sassuolo e Salisburgo, in casa con l’Atalanta e poi di seguito a Bournemouth e Udine, poi Milan-Bologna, derby, Milan-Ferencvaros e Genoa-Milan.

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la sfida dell'allenatore

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Dopo l’esperienza allo United, Amorim a sua volta ha scelto Milano consapevole delle difficoltà della sfida. Il rumore dei nemici, evocato anche in una delle più recenti uscite pubbliche, un po’ lo tormenta. Dopo la notte di Europa League è uscito dallo stadio per ultimo, senza concedersi un po’ di respiro: è tornato da solo a Milanello, qui ha passato una notte di riflessioni (non ci sono dirigenti con cui possa confrontarsi su temi strettamente tattici) prima di riaccogliere la squadra per l’allenamento. Vuole fare da scudo alle critiche esterne, ponendosi in difesa di un gruppo fatto anche di giocatori poco più giovani di lui: Modric ha la sua stessa età, 41 anni. E non si tira certo indietro dalla sfida, accettata solo pochi mesi fa. Con la squadra lavora da due mesi e i risultati degli allenamenti avevano portato alle prime vittorie contro Torino e Venezia. Poi il passo indietro, che lo stesso allenatore non ha negato: sotto il piano del gioco e della carica agonistica. È su questo aspetto che Amorim insisterà nei prossimi giorni. La tristezza per la prestazione di coppa subito messa da parte. La ricerca di serenità è un concetto su cui il tecnico insiste: possono restituirla i risultati e anche per questo è obbligato a battere il Lecce, per poi trascorrere con più leggerezza le tre settimane di pausa dal campionato. Serenità per allontanare la tensione e il nervosismo evidente anche in partita. Per restituire il sorriso a chi, come lo stesso Modric, non aveva avuto modo di aiutare la squadra nella serata di Europa League. Ritroveranno una maglia da titolari Rabiot e soprattutto Pulisic che Amorim aveva definito "arrabbiato" per lo scarso utilizzo. Ci sono poi aspetti tecnici da sistemare, di cui lo stesso allenatore ha parlato apertamente. Serve tempo, che però "si compra vincendo le partite", sempre Amorim. Se per la rivoluzione serviranno settimane, intanto è necessario vincere le singole battaglie, con la strategia cara all’allenatore (squadra alta, palleggio e gol) o con qualche accorgimento temporaneo, con una squadra meno spregiudicata ma più stabile, che risulti comunque efficace.

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