Posto di blocco o di controllo: cosa cambia e come comportarsi
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Posto di blocco o di controllo: cosa cambia e come comportarsi

Venerdì 18 settembre 2026
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Cosa fare a un posto di blocco o di controllo: documenti obbligatori, comportamento corretto e sanzioni 2026, comprese le nuove pene per chi fugge al controllo

Cosa fare a un posto di blocco o di controllo: documenti obbligatori, comportamento corretto e sanzioni 2026, comprese le nuove pene per chi fugge al controllo

Laerte Salvini 18 settembre - 07:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Quello che tutti chiamano posto di blocco è, nella maggior parte dei casi, un posto di controllo

Sebbene le due espressioni siano utilizzate come sinonimi, in realtà c'è una grande differenza tra posto di blocco e posto di controllo. Non solo nella natura dell'evento stesso e nelle sue finalità, ma anche nelle conseguenze che i comportamenti di un automobilista fermato possono causare. In alcuni casi, infatti, si può arrivare al reato penale di fuga. Ecco perché è fondamentale sapere cosa cambia tra posto di blocco e posto di controllo e come comportarsi in ognuna di queste due eventualità.

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I posti di blocco e di controllo possono essere eseguiti da esponenti di tutte le forze dell'ordine e delle forze armate (Getty)

Posto di controllo O di blocco

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Il posto di controllo si ha quando una pattuglia ferma le auto a campione, per verifiche di routine: ci sono auto che vengono fermate, altre che passano senza alcun controllo. Nel posto di blocco, invece, gli agenti bloccano tutti i veicoli in transito, incanalati da coni e dal cartello "Alt Polizia" lungo un percorso obbligato. Viene allestito quando le forze dell'ordine cercano una persona precisa o devono condurre controlli su larga scala. In entrambi i casi l'obbligo è identico: fermarsi. Tre documenti vanno sempre tenuti a bordo, meglio nel vano portaoggetti: patente di guida in corso di validità (dal luglio 2026 è accettata anche la versione digitale su smartphone), carta di circolazione e certificato di assicurazione RC auto. Chi non li ha con sé deve presentarli entro il termine fissato dall'agente presso l'ufficio competente, pena una sanzione aggiuntiva fino a 1.731 euro. Oltre ai documenti, gli agenti possono verificare lo stato psicofisico del conducente, con eventuale alcoltest (il rifiuto equivale per legge a un tasso alcolemico oltre il limite, con le stesse conseguenze della guida in stato di ebbrezza), le condizioni del veicolo e la corrispondenza tra i dati di patente, libretto e polizza. Anche gli agenti hanno obblighi: devono essere in uniforme o mostrare un segnale distintivo, e il posto di blocco o di controllo deve essere ben visibile, anche di notte.

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In un posto di controllo non ci sono i coni a terra e il segnale di Alt (Getty)

Come comportarsi

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In caso di posto di blocco o di controllo, l'importante è non agitarsi. Si rallenta appena si vede il segnale e si accosta con calma. Finestrino abbassato, mani visibili sul volante, motore spento se richiesto. Si scende dall'auto solo se lo chiede l'agente. I documenti si consegnano senza esitazioni; se sono chiusi in un vano, meglio avvisare prima di aprirlo. Eventuali contestazioni sulla regolarità della procedura vanno fatte dopo, nelle sedi opportune: sul momento è fondamentale collaborare con gli agenti. Un agente può chiederci da dove veniamo e dove stiamo andando, ma solo nel caso in cui stia svolgendo un'indagine o un controllo mirato, ad esempio poco dopo che è stato commesso un crimine. Per tale motivo in caso di posto di blocco è assai probabile che l'agente sia autorizzato a farci queste domande, mentre in caso di posto di controllo è molto meno probabile.

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Un comportamento corretto può evitare sanzioni salate (Getty)

le sanzioni

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Ignorare un semplice posto di controllo comporta e tirare dritto una sanzione da 200 a 600 euro; in caso di recidiva nei due anni precedenti scatta anche la sospensione della patente, da 15 a 30 giorni. Forzare un posto di blocco costa molto di più: da 1.500 a 6.000 euro, decurtazione di 10 punti e sospensione della patente da tre mesi a un anno. Dal 2026 la normativa prevede uno scenario ancora più severo. Il decreto legge 24 febbraio 2026, n. 23, il cosiddetto decreto sicurezza 2026, ha inserito nell'articolo 192 del Codice della strada il nuovo comma 7-bis. Se la fuga mette concretamente a rischio l'incolumità di altre persone, non si tratta più di un illecito amministrativo ma di un reato. Il confine pratico resta questo: chi non si ferma ma prosegue senza creare pericolo risponde solo in sede amministrativa; chi accelera mettendo a rischio agenti o altri automobilisti rischia il procedimento penale.

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Eventuali multe comminate dagli agenti durante un posto di controllo potranno essere contestate in seguito

Cosa succede dopo

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Se l'agente rileva un'infrazione: velocità, documenti scaduti, semaforo "bruciato", stacca il verbale. Discutere sul posto non serve: la contestazione va accettata e il verbale letto con attenzione a casa. Contro una multa ritenuta ingiusta esiste il ricorso, da presentare entro 30 giorni al Prefetto o al Giudice di pace. I documenti scaduti pesano in modo diverso tra loro: la patente scaduta impedisce di guidare, l'assicurazione scaduta può portare al sequestro del veicolo, la revisione scaduta comporta una multa ma lascia la possibilità di circolare fino al completamento della revisione stessa.

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