Da Loftus-Cheek a Saelemaekers, chi sono i "poco adatti" per Amorim
La Gazzetta dello Sport

Da Loftus-Cheek a Saelemaekers, chi sono i "poco adatti" per Amorim

Venerdì 18 settembre 2026
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Il tecnico portoghese ha criticato parte della rosa rossonera. In difficoltà anche Tomori, Bartesaghi e Gabbia

Il tecnico portoghese ha criticato parte della rosa rossonera. In difficoltà anche Tomori, Bartesaghi e Gabbia

Marco Guidi Giornalista 18 settembre - 12:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Ruben Loftus-Cheek e Alexis Saelemaekers. Getty

Da un mercato da 10 a una rosa inadatta al suo gioco. Ruben Amorim non deve essere il tipo che ama le mezze misure. D’altronde, dopo il ko con il Benfica, il primo in una gara ufficiale da allenatore del Milan, ha dichiarato che se deve fallire, lo farà alla grande. Tradotto: con le sue idee, in barba alla critica e alle polemiche. Ma come si è arrivati a questo punto? Amorim nelle prime cinque partite ha schierato cinque formazioni diverse, cercando di ruotare il più possibile i suoi uomini, anche per conoscerli e valutarli da vicino, prima di prendere decisioni definitive. Lo 0-2 casalingo all’esordio in Europa League, però, deve aver convinto il tecnico portoghese che più di una pedina non sia così funzionale al suo calcio. "Se la rosa non è adatta al mio 3-4-2-1? In parte è vero, ma è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto già pronto", il virgolettato testuale di Amorim, che comunque è stato sempre impegnato in prima linea sul mercato estivo, contribuendo alla scelta degli acquisti e all’indicazione dei sacrificabili.

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i nomi

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Ma a chi si riferisce il tecnico rossonero quando parla di parte dei giocatori inadatti? Naturalmente Amorim non ha fatto nomi, almeno pubblicamente. Facile, però, immaginare chi non abbia propriamente le caratteristiche per esaltarsi nel suo calcio. Il primo è Fikayo Tomori, che in estate era finito nel calderone degli “epurati” con Fofana, Nkunku e compagnia. Dopo la fine del mercato e in mancanza di un ulteriore arrivo in difesa, Tomori è stato reintegrato a tutti gli effetti, ma senza ancora giocare un minuto. Restando nel reparto arretrato, Pavlovic è un titolare fisso, ma non rappresenta il braccetto ideale del tecnico portoghese, soprattutto nel trattamento palla. Mentre Gabbia, al netto dei problemi fisici, non è ancora sceso in campo con Amorim e la cosa pare più di un indizio.

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ibridi

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A centrocampo, l’ex allenatore di Sporting e Manchester United ha sempre ricercato intensità e corsa, da accompagnare al possesso. Ecco, il Modric 41enne non può garantire prestazioni costanti come tempo fa. Mentre Jashari, dopo un inizio confortante, sembra essere tornato alle incertezze dello scorso anno. Sulle fasce Bartesaghi non è il profilo di laterale tipico di Amorim, che ha spesso usato o terzini di garra e spinta o addirittura giocatori d’attacco adattati (vedi Diallo allo United o Chukwueze ora al Milan). Ci sono poi gli ibridi come Saelemaekers o Loftus-Cheek, per cui il portoghese ha provato una collocazione tattica sulla trequarti, pur non rispondendo all’idea “amoriniana” del ruolo: il belga perché un po’ troppo confusionario, l’inglese per qualità e continuità nell’azione. Insomma, i nomi su cui Ruben nutre dubbi non sono pochi. E chissà se il tecnico avrà il tempo per correggere la rosa a suo piacimento nelle prossime sessioni di mercato.  

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