MotoGP, Marquez accende la sfida a tre: "Sono gli altri che stanno perdendo il mondiale"
Bezzecchi suona la carica: "L'errore di Misano mi servirà da lezione. Pista Ducati? Si, ma ci ho vinto anche io". Martin: "Sono molto contento di lottare con Marc, è uno dei migliori piloti della storia"
Bezzecchi suona la carica: "L'errore di Misano mi servirà da lezione. Pista Ducati? Si, ma ci ho vinto anche io". Martin: "Sono molto contento di lottare con Marc, è uno dei migliori piloti della storia"
Mario Salvini Giornalista 18 settembre (modifica alle 13:33) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleBenvenuti nell’ultimo terzo di campionato. Dopo che i primi due tra colpi di scena e fasi alterne hanno sortito una nuova ripartenza quasi come se fossimo ad inizio stagione: 274 punti ha Marc Marquez, 274 ne ha Jorge Martin. Con Marco Bezzecchi di rincorsa a 241. "Ripartiamo da zero a zero", ha detto ieri Martin arrivando a Zeltweg. Gli piacerebbe che fosse così. E magari ha anche ragione, ma la sensazione è che lui e Marquez si siano momentaneamente incrociati lì, transitando però nello stesso punto a velocità diverse. Marc è di fatto davanti a lui in graduatoria perché ha (molte) più vittorie: cinque contro una. Ma ben più importante, al riguardo, è rilevare non tanto quanti sono i successi, piuttosto quando sono arrivati: ovvero tutti negli ultimi 7 GP. Per dire di quanto è in forma il campione del Mondo. L’incertezza, su di lui, riguardava la tenuta fisica, le difficoltà nei circuiti in senso orario. Dopo due primi (Sachsenring e Aragon) e due settimi posti (Assen e Silverstone) alternati a seconda del senso di marcia, Misano ha dissipato molti dei dubbi. "Gara dopo gara sono sempre più comodo in moto", ha detto lui. Lui che rallenta solo quando c’è da parlare del Mondiale: "Siamo ancora in corsa almeno in sette, lo garantisce l’aritmetica", ha detto. Salvo poi mettere bene a suo agio i rivali con un’altra bella stoccatina: "Io ero completamente fuori dalla lotta al titolo, sono gli altri che lo stanno perdendo. Anche se avessi vinto tutte le gare ed il leader di allora avesse chiuso sempre secondo, non sarei più riuscito a vincere il Mondiale. Gli altri hanno commesso degli errori, io li sto semplicemente sfruttando".
costanti si, ma...
—Il riferimento è ovviamente a Marco Bezzecchi e ai 102 punti di vantaggio che l’italiano dell’Aprilia aveva su di lui dopo il Mugello. Col medesimo stile poi Marc ha avuto qualcosa da dire anche a Martin e alla sua condotta – per scelta o per necessità – conservativa: "Abbiamo capito che in questo campionato così equilibrato serve essere costanti, ma bisogna anche rischiare perché restando costanti sul 5° o 6° posto poi il Mondiale non lo vinci. Ma quando si rischia si può cadere e basta una caduta per cambiare tutto". Quadro completo, e perfetto. Che spiega anche perché i giochi siano sia ancora aperti, se non per i sette piloti indicati da Marquez, certamente per i primi tre. "Sono molto contento di lottare con Marc che è uno dei migliori piloti della storia", gli ha idealmente risposto Martin. "Adesso si riparte da zero, lui è favorito, ma noi abbiamo le nostre armi per rispondere". Non c’è dubbio: ed è questo un altro punto da snodare volta per volta, su ogni circuito, perché sono state tante le occasioni, quest’anno, in cui l’Aprilia ne ha avuto di più. Certo però che Zeltweg è circuito Ducati. Che ci ha vinto 9 volte negli ultimi 10 anni, con 5 piloti diversi, l’ultima con Marc Marquez. L’incognita casomai è il braccio di Martin, la sindrome compartimentale di cui ha sofferto a Misano e che lo ha fatto retrocedere da primo a quinto. "Ho fatto le terapie, ma non so ancora cosa faremo dopo questa gara". Se cioè si farà operare o no.
determinata umiltà
—E poi c’è il Bez che fin qui ha fatto tantissimo e ancora di più ha disfatto. "Ho riguardato l’errore di Misano, mi servirà da lezione", ha raccontato con quella sua determinata umiltà che è una specie di marchio di fabbrica. "Il campionato è ancora lungo, Marquez è molto forte, quando è in forma, e in questo momento lo è, diventa molto difficile da battere. Però non mi devo preoccupare troppo di questo: per me l’importante è ritrovare il livello della prima parte di campionato". Magari già da qui, su una pista Ducati. "Ma ci ho vinto anche io", ha fatto notare. Vero, delle sei vittoria che ha ottenuto nelle categorie minori, tre sono state a Zeltweg.
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