Gattuso: "Ecco perché ho rifiutato Icardi. Ai tifosi della Lazio devo chiedere scusa"
La Gazzetta dello Sport

Gattuso: "Ecco perché ho rifiutato Icardi. Ai tifosi della Lazio devo chiedere scusa"

Venerdì 18 settembre 2026
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Parla il tecnico biancoceleste: "Nessuna presunzione contro il Venezia, non siamo diventati all'improvviso tutti bravi". E poi le scuse ai suoi tifosi: "Dopo la partita con il Milan ho sbagliato"

Parla il tecnico biancoceleste: "Nessuna presunzione contro il Venezia, non siamo diventati all'improvviso tutti bravi". E poi le scuse ai suoi tifosi: "Dopo la partita con il Milan ho sbagliato"

Stefano Cieri Giornalista 18 settembre - 14:50 - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La sorprendente partenza, i complimenti, la sensazione di aver imboccato la strada giusta. Ma anche la necessità di confermare tutto ciò partita dopo partita. La Lazio di Gattuso domani sarà di scena a Venezia con l’obiettivo di allungare la serie positiva che l’accompagna da inizio campionato. “Non sarà una partita facile - avverte l’allenatore -. Affronteremo un avversario che avrebbe meritato di più nelle prime giornate. E’ una squadra che ti palleggia in faccia e che è molto aggressiva negli uno contro uno. Non non dovremo assolutamente commettere l’errore di essere presuntuosi. Se lo dovessimo fare diventerebbe tutto più difficile. Non dobbiamo pensare di essere all’improvviso diventati tutti bravi. Se siamo arrivati dove siamo arrivati è perché ci abbiamo messo lo spirito giusto e abbiamo sempre giocato di squadra”. 

il peso di essere ringhio

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Al di dei risultati ottenuti, quello che ha colpito maggiormente della Lazio è stato il modo brillante in cui ha giocato. “Quando il tuo soprannome è Ringhio è inevitabile portarsi dietro una certa etichetta - osserva Gattuso -. Da giocatore le mie caratteristiche erano quelle, grinta e determinazione. Ma quello dell’allenatore è un altro mestiere. Io penso che le mie squadre si siano sempre espresse in un certo modo. Il Milan e il Napoli che ho guidato io giocavano bene. A Napoli ho fatto 77 punti e se avessimo vinto l’ultima partita con il Verona saremmo arrivati secondi…”. Sulla capacità di tenere compatto lo spogliatoio, però, i punti di contatto tra il Gattuso giocatore e il Gattuso allenatore ci sono tutti. Il tecnico ha creato un legame stretto con il gruppo e si assume la responsabilità di aver detto no a Icardi che rischiava di alterare certi equilibri. “Nessuno discute il valore di un giocatore che ha fatto più di 250 gol in carriera. Ma abbiamo preso elementi come Pinamonti e Gudmundson con cui abbiamo fatto certi discorsi. Con un Icardi in più ci saremmo incartati. E’ inutile prendere gente se poi la devi lasciare fuori”. Rosa quindi completa. E non serve neppure un giocatore con le caratteristiche di Rino. “Il centrocampo va bene così. Uno come ero io da giocatore non credo che con me allenatore giocherebbe. Oggi ci si difende di reparto e così dobbiamo fare noi”. 

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obiettivi e scelte

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Il buon inizio di campionato non autorizza voli pindarici secondo Gattuso. Che prima del via aveva sottolineato come ci fossero almeno 8-9 squadre più forti della Lazio. E’ ancora della stessa opinione? “Non dobbiamo farci prendere dall’entusiasmo. In questo momento mi interessa solo dare una mentalità alla squadra. E che si crei un’identità precisa. Non è un modo per sfuggire alle pressioni. Perché quando sei in un club storico come la Lazio le pressioni non mancano mai. Ma è fondamentale non diventare presuntuosi”. Contro il Venezia il tecnico dovrebbe cominciare con la stessa formazione con cui ha inizialmente affrontato il Milan. I ballottaggi sono in attacco, dove sulla destra Isaksen insidia Cancellieri e al centro Pinamonti prova a mettere la freccia su Noslin. “Andrea - dice Gattuso a proposito dell’ex centravanti del Sassuolo - deve solo stare tranquillo. E’ un ragazzo che ha voglia, ma deve avere pazienza: Roma non è stata costruita in un giorno… E poi in estate ha lavorato poco, non è ancora al massimo”. In quanto a Isaksen l’allenatore precisa: “E’ un giocatore forte, è uno che ha tre marce, ma deve stare bene. Deve imparare a parlare di più con noi dello staff e, a volte, lavorare anche un po’ meno, perché è uno che non si tira mai indietro. Ma c’è l’allenamento e c’è anche il recupero: sono importanti entrambi”. Capitolo tifosi. “Devo chiedere scusa - precisa Rino - ai 10-12 mila che sono venuti a incitarci contro il Milan. Nel dopopartita li ho ignorati e ho sbagliato”.

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