Di Giannantonio e il fuori onda di Bagnaia: "C'è sempre una telecamera, serve più rispetto"
La Gazzetta dello Sport

Di Giannantonio e il fuori onda di Bagnaia: "C'è sempre una telecamera, serve più rispetto"

Venerdì 18 settembre 2026
1 visualizzazione

Il romano è intervenuto sul caso delle parole dell'amico-collega in Ducati carpite e divulgate: "È stata una scorrettezza verso Pecco, ci vuole un senso del limite anche per il bene dello sport"  

Il romano è intervenuto sul caso delle parole dell'amico-collega in Ducati carpite e divulgate: "È stata una scorrettezza verso Pecco, ci vuole un senso del limite anche per il bene dello sport"  

Giorgio Burreddu Collaboratore 18 settembre - 14:38 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Fabio Di Giannantonio, 27 anni, pilota della Ducati VR46

Le ripercussioni della vicenda Pecco Bagnaia-Fabio Di Giannantonio-Dazn Spagna non sono ancora finite. Dopo le immagini, ecco i fiumi di parole. Il fuori onda pescato tra i due piloti ha suscitato l’indignazione di Pecco, che si è sfogato (sempre con educazione). Mancava l’altro interessato, Diggia, che ha commentato la vicenda (senza entrare nel merito perché "non è la mia storia") prima del GP d’Austria. Noi italiani, ha detto Diggia, "ci conosciamo da tantissimo tempo e parliamo sempre di moto. È completamente normale per noi". La tv ha mandato in onda un dialogo privato tra i due. Bagnaia, il pilota della Ducati, l’ha definita una scorrettezza. Diggia, invece, ha ricordato che "quello che è successo era qualcosa che stava avvenendo fuori dalle telecamere, o almeno pensavamo fosse fuori dalle telecamere, perché apparentemente una telecamera invece c'era". 

VIDEO: MotoGP in Austria, i segreti del Red Bull Ring

cose personali

—  

Anche per il pilota della VR46 è stato tutto "un po' scorretto, perché non io, ma un altro pilota stava parlando di cose personali". I due si sono sempre supportati, sono amici. Di più, Diggia ha ricordato che "quando ero in difficoltà con la Ducati parlavo sempre con Pecco e cercavo di strappargli più informazioni possibili. Lui mi ha sempre aiutato, cercando di darmi i migliori consigli per migliorare". Lo stesso fa lui con tutti gli altri piloti o gli amici. "Per noi era semplicemente una normalissima chiacchierata", ha detto. Questo non è il Grande Fratello. L’occhio della telecamera ha però suscitato un senso di privacy violata. O almeno questo è ciò che hanno avvertito i piloti. 

Non perderti tutti i Gran Premi di Formula 1® e MotoGP™ in esclusiva streaming su NOW! Attiva il Pass Sport da 19,99€ al mese.

LEGGI ANCHE

Bagnaia sul fuori onda: "Una scorrettezza, parole estrapolate dal contesto. Ducati mi supporta sempre"

come fossi al pub

—  

Il problema, ha detto Diggia, "è che ormai abbiamo sempre delle telecamere. Sempre. Quindi stiamo andando verso un mondo nel quale diventa difficile parlare. Per questo penso che anche i giornalisti debbano avere un certo senso del limite, anche per il bene dello sport". Il pilota della VR46 ha poi fatto un esempio: "È come se fossi in un pub a parlare di moto: non dovrei pensare che da qualche parte possa esserci un giornalista con un microfono ad ascoltare, perché magari è semplicemente una chiacchierata tra amici". E ancora: "Vorrei semplicemente che ci fosse un po' più di rispetto tra tutti noi".

Leggi anche Austria, si comincia nel segno delle Ktm: Acosta-Espargaro davanti a Martin. Bezzecchi 6°MotoGP, Marquez accende la sfida a tre: "Sono gli altri che stanno perdendo il mondiale"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo