Rocchi e le "bussate" alla sala Var: la Procura di Monza chiede l'archiviazione. "Voleva correggere errori"
La Gazzetta dello Sport

Rocchi e le "bussate" alla sala Var: la Procura di Monza chiede l'archiviazione. "Voleva correggere errori"

Venerdì 18 settembre 2026
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L'ex designatore di Serie A e Gervasoni erano indagati ma la Procura di Monza nega la finalità di alterazioni dei risultati per Udinese-Parma e Salernitana-Verona

L'ex designatore di Serie A e Gervasoni erano indagati ma la Procura di Monza nega la finalità di alterazioni dei risultati per Udinese-Parma e Salernitana-Verona

Lorenzo Cascini Giornalista 18 settembre - 15:17 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Si chiude un capitolo. Così come aveva già fatto in estate la Procura di Milano per il caso arbitri, oggi è arrivata la richiesta di archiviazione relativa cosiddette “bussate” alla sala Var di Lissone nelle partite Udinese-Parma del 1° marzo 2025 e Salernitana-Verona dell’8 marzo. Secondo la Procura, dagli atti dell'indagine non sono emerse condotte di natura fraudolenta né il dolo per l’alterazione dei risultati. 

Rocchi e gli altri 

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La Procura di Monza (il filone era passato a loro per competenza territoriale) ha chiesto l'archiviazione di questa tranche di indagine, trasmessa a luglio dai pm di Milano, che vedeva indagati per concorso in frode sportiva l'ex designatore arbitrale Gianluca Rocchi, l'ex supervisore Var Andrea Gervasoni e gli ex varisti Luigi Nasca e Rodolfo Di Vuolo. Adesso un’altra pagina di queste storia si avvia alla conclusione. 

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VIDEO: Caso Rocchi: e se fosse la prima volta che qualcuno che vuole frodare perde?

La Procura 

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Ora si attende solo la decisione del Gip. Intanto, dalla Procura spiegano che "gli atti di indagine raccolti consentono di sostenere in giudizio, con ragionevole previsione di condanna, né la natura fraudolenta delle condotte né il dolo specifico richiesto dalla norma, ossia che le condotte fossero finalizzate all'alterazione del risultato di campo piuttosto che a correggere errori arbitrali". L'ulteriore prosecuzione delle indagini, poi, "non appare idonea a modificare il quadro, essendo già stati acquisiti audio, video, tabulati, dati del portale delle designazioni, documentazione regolamentare, sommarie informazioni e conversazioni successive alla discovery”. Peraltro, è stato possibile, scrive ancora la Procura, "al contrario verificare in alcuni casi che l'intervento esterno era finalizzato esclusivamente a correggere un evidente e poi riconosciuto errore di campo".

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