Bortolani: "Tortona, ora voglio un altro salto, ho ritrovato fiducia. Devo tanto a Nando Gentile"
La Gazzetta dello Sport

Bortolani: "Tortona, ora voglio un altro salto, ho ritrovato fiducia. Devo tanto a Nando Gentile"

Venerdì 18 settembre 2026
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Il 25enne azzurro riparte da Tortona, sede della Supercoppa, dopo la stagione a Cantù: "Qui tanto talento, Fioretti pretende concentrazione. Nando Gentile è stato il primo a credere in me". Sabato alle 17 la semifinale contro Venezia

Il 25enne azzurro riparte da Tortona, sede della Supercoppa, dopo la stagione a Cantù: "Qui tanto talento, Fioretti pretende concentrazione. Nando Gentile è stato il primo a credere in me". Sabato alle 17 la semifinale contro Venezia

Giulia Arturi Giornalista 18 settembre - 16:52 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

A 11 anni indossa per la prima volta la maglia delle giovanili dell'Olimpia Milano. Poi comincia presto a girare per fare esperienza: Legnano, Biella, Brescia, Treviso, anche la Spagna a Manresa, prima di tornare a metà stagione in Italia, a Verona. Infine Milano, questa volta nel roster della squadra in cui è cresciuto. Due anni, uno scudetto, una Supercoppa, l'Eurolega, ma poco spazio. E quando per un paio d'anni giochi poco, ritrovare sensazioni e fiducia non è immediato. A Cantù (12.8 punti di media, sempre in quintetto) si è ripreso quella convinzione necessaria per essere un realizzatore, uno di quelli a cui affidare possessi e responsabilità. A Tortona dovrà continuare a essere quel giocatore dentro un sistema diverso, con tanto talento attorno e ambizioni diverse. E ritrova Mario Fioretti, che lo conosce dai tempi di Milano. Una preparazione iniziata presto e già un obiettivo importante per Tortona: venerdì alle 20.45, davanti al proprio pubblico, la semifinale di Supercoppa contro Venezia: "Sono due partite, speriamo lo siano, quindi perché non provarci? Poi la stagione è lunga, ma vogliamo giocare i playoff e provare ad andare più avanti possibile, lottando per le posizioni di alta classifica. E per me l’Eurocup per me sarà una scoperta".

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Partiamo dalla Supercoppa. Giocate davanti al vostro pubblico e c'è subito un trofeo in palio: che atmosfera c’è?

"C’è la voglia fin da subito di provare a giocarcela davanti al nostro pubblico. Abbiamo iniziato un po' prima degli altri, quindi l'idea era quella di arrivare pronti fin da subito, anche se un po' di sfortuna con qualche infortunio l'abbiamo avuta".

Viene da una stagione con minuti, responsabilità e continuità. Qual è il prossimo passo per lei?

"Quello che mi interessa è cercare di fare meglio e confermarmi a un livello superiore. Già quello ti mette sulla mappa con una considerazione un po' diversa. L'anno scorso ho giocato, però eravamo una squadra di bassa classifica, la situazione era diversa. Voglio dare il mio contributo per essere una squadra vincente".

Dopo due anni in cui aveva giocato poco, quanto è stata importante la scorsa stagione per ritrovarsi?

"L'anno scorso ero ancora un po' contratto. Anche semplicemente quando andavo in palestra la mattina ero meno me stesso, forse avevo un po' più paura. Mi ero un po' disabituato a giocare. Adesso, dopo un anno, mi sento più libero. Dopo la preparazione mi sento in forma fisicamente e mi sto allenando tanto. Sicuramente avevo perso un po' di fiducia. Magari prima non lo dicevo o mi convincevo che non fosse così, però un po' la perdi. Forse avrei potuto avere più pazienza con me stesso, ma adesso, dopo un anno, penso di essere nell'ambiente giusto e con le persone giuste. Mi sento mentalmente più pronto".

​In cosa vuole migliorare ancora?

"Penso di essere migliorato un po' in difesa e vorrei cercare di essere il più affidabile possibile in campo. Poi vorrei essere cinico, ma senza forzare troppo: più pulito, ma allo stesso tempo sempre aggressivo. Poi con coach Fioretti ci siamo detti è semplicemente di non forzare troppo o fare le cose con fretta. Ho tanta voglia di fare, però cerco sempre di rispettare il mio ruolo".

C'è un compagno che ti ha impressionato particolarmente?
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"In attacco abbiamo tante opzioni e tanto talento. Forse l'unico che non conoscevo davvero e che non avevo mai visto giocare è Dante (Maddox). È molto difficile da marcare, molto rapido e fisico nonostante non sia altissimo. Ci marchiamo sempre in allenamento, è stimolante".
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​Regola numero uno di coach Fioretti?

"La concentrazione. In allenamento non vuole perdite di tempo, un po' la scuola che avevamo a Milano: niente pause, tutti concentrati e si passa subito da un esercizio all'altro. Su questa cosa pretende molto, bisogna stare sul pezzo".

Dopo tante esperienze, cosa ha imparato quando entra in uno spogliatoio nuovo?

"Cerco di essere me stesso. Soprattutto con gli stranieri cerco di fare qualche battuta, chiedere della loro vita, della loro storia o anche semplicemente della quotidianità. Poi anche semplicemente uscire ogni tanto, magari dopo una vittoria andare a mangiare qualcosa fuori e coinvolgersi il più possibile rendendomi disponibile".

Chi ha avuto un impatto particolarmente importante sulla sua carriera?

"Tante persone, ma all'inizio Nando Gentile. Con l'Olimpia era il nostro responsabile ed è stato uno dei primi a farmi capire che potevo fare qualcosa, quando ero ancora ragazzo. Ci pensavo proprio l’altro giorno. È stato anche il primo a crearmi il contatto con il mio procuratore, a credere in me".

Se potessi rubare una qualità a un giocatore con cui hai giocato, quale sarebbe?

"Dico un compagno recente, Eric Green. Un tipo di giocatore che mi piace, mi ci rivedo anche un po'. Ogni tanto mi dava qualche consiglio ed è proprio forte. Se devo dire un movimento preciso, forse il gioco dal mid-range, il tiro da due, palleggio arresto e tiro. Non sempre si riesce ad arrivare al ferro, quella è una soluzione". 

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