Casarin: "Virtus, vincere sempre. Ncaa e Summer League, ho scelto Bologna"
La Gazzetta dello Sport

Casarin: "Virtus, vincere sempre. Ncaa e Summer League, ho scelto Bologna"

Venerdì 18 settembre 2026
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Il play azzurro: "Al bianconero non puoi dire di no, era un treno su cui salire subito. Ci faremo rincorrere senza pensare agli errori, giocare così è un divertimento. Cremona mi ha dato fiducia"

Il play azzurro: "Al bianconero non puoi dire di no, era un treno su cui salire subito. Ci faremo rincorrere senza pensare agli errori, giocare così è un divertimento. Cremona mi ha dato fiducia"

Luca Aquino 18 settembre - 17:02 - BOLOGNA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Predestinato fin dalle giovanili della Reyer, un inizio di carriera senior ricco di alti e bassi fino alla scorsa stagione a Cremona, con il premio di giocatore più migliorato del campionato e prestazioni che gli hanno fatto meritare la chiamata di una big come la Virtus Bologna. A 23 anni, Davide Casarin ha spiccato il grande salto dopo una stagione da 10,9 punti, 5,2 assist e 4,2 rimbalzi di media e nel weekend debutterà con i bianconeri in una Supercoppa che lo vedrà protagonista subito contro Milano, nella sfida infinita fra i due club più titolati d'Italia e dominatori dell'ultimo lustro. "Per me è un onore aver firmato con un club come la Virtus — spiega il play —. Voglio crescere, disputerò l'Eurolega per la prima volta e dovrò subito capire come gestire l'enorme numero di partite che ci aspettano dando il mio apporto per vincerne più possibile". 

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Intanto si comincia con la Supercoppa. 

"La Virtus vuole vincere sempre, essere protagonista in ogni competizione e questo è ciò che voglio per avere una carriera importante. La stagione di Cremona mi ha dato molta più fiducia nei miei mezzi, ho avuto la possibilità di imparare e sbagliare, un'esperienza che mi aiuterà quest'anno per crescere ulteriormente". 

Mumbrù ha voluto subito dare un'impronta chiara alla squadra, come si trova in questo sistema di gioco che si basa su ritmi altissimi? 

"Vogliamo essere una squadra che corre tanto e non si guarda indietro se fa un errore. L'obiettivo è farsi rincorrere dagli avversari ed essere pronti sempre a giocare il possesso successivo". 

Uno stile dispendioso ma anche divertente per un giocatore? 

"Questo tipo di pallacanestro si sta diffondendo molto, mi vengono in mente Parigi ma anche Varese degli ultimi anni. Mi piace e mi dà forza, amo correre in campo aperto e in contropiede. Non pensavo andassimo a ritmi così alti, ma è divertente e aiuta anche a creare chimica fra di noi". 

Da avversario, Milano è il primo a livello ufficiale, è difficile giocare contro una squadra che va a questi ritmi?

"Difficilissimo, l'ho provato ad esempio affrontando Varese. Non importa se si sbaglia, si corre ugualmente e anche chi gioca a basso ritmo tende poi ad alzarlo e va fuorigiri. Se la squadra crede in quello che fa per gli avversari diventa ancora più complicata". 

Per la prima volta dovrà gestire il doppio impegno campionato-Eurolega: cosa si aspetta? 

"Ci saranno pochi allenamenti per prepararsi, bisogna essere pronti quando vieni chiamato in causa e performare subito ad alti livelli. Ogni errore può costare caro, serve concentrazione massima per dare un contributo alla squadra". 

Per i giovani giocatori recentemente si è aperta l'opzione Ncaa, intrigante e soprattutto remunerativa. Anche lei prima di firmare per la Virtus ha avuto un corteggiamento da oltreoceano? 

"Sono arrivate diverse offerte che ho valutato, ma alla chiamata della Virtus non puoi dire no. È il classico treno sul quale devi salire subito, sarebbe stato un azzardo incredibile andare al college. La Ncaa credo sia utile per giocatori più giovani di me, sicuramente girano tanti soldi e si sceglie anche per quello, ma io non ho voluto farlo. Ho voluto puntare sulla carriera e sulla mia crescita, magari quelle cifre arriveranno in futuro se farò bene". 

L'America l'ha però vissuta in estate. Come è stata l'esperienza con Houston in Summer League? 

"Mi sono divertito tantissimo, ci sono andato con la mentalità di voler imparare e vivere un mondo diverso e spero di rifarlo. A livello tecnico e organizzativo è un mondo a parte, hanno una enorme etica per il lavoro individuale con allenatori sempre disponibili e ci sono strutture mai viste". 

Dalla scorsa stagione, c'è più felicità per come è andata a Cremona o rammarico per non aver giocato la finale scudetto con la sua Venezia? 

"Sono stato contento per papà che la Reyer sia andata in finale, ma sono più contento per la stagione che ho fatto a Cremona. Una boccata d'aria fresca, dopo anni un po' così ho dimostrato chi sono". 

Infine, chi è Davide Casarin fuori dal campo? 

"Una persona noiosa perché penso sempre al basket, faccio terapie, mi alleno, a Verona andavo a tirare al campetto alle 3 di notte. Mi piace cucinare, il piatto che mi riesce meglio sono le crespelle ai funghi".

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