Roma-Inter è anche Lulli-Dimarco, i figli di Palestrina e Calvairate
La Gazzetta dello Sport

Roma-Inter è anche Lulli-Dimarco, i figli di Palestrina e Calvairate

Venerdì 18 settembre 2026
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I due esterni si passano dieci anni di differenza e sabato potrebbero sfidarsi all'Olimpico, l'uno contro l'altro. Emanuele è una delle rivelazioni di questo campionato

I due esterni si passano dieci anni di differenza e sabato potrebbero sfidarsi all'Olimpico, l'uno contro l'altro. Emanuele è una delle rivelazioni di questo campionato

Francesco Pietrella Giornalista 18 settembre - 18:35 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Emanuele Lulli e Federico Dimarco si squadreranno da capo a piedi in un Olimpico strapieno ripensando alle coincidenze della vita. Fede, per tutti "Dimash", re degli assist in carica, magari rivedrà sé stesso con una maglia diversa, ripenserà alla strada fatta e a quella che farà "Lele" da Palestrina, cittadina a un’oretta dalla Capitale da cui è partita la sua scalata. Un tempo si chiamava "Praeneste" e ospitava il santuario dedicato alla dea Fortuna, guardiana romana del caso e della sorte. Anni fa, quando il giovane Lulli sfrecciava sulla fascia nel Palestrina Calcio, avrà notato quel fuscello dai capelli lunghi correre più veloce del pallone e l’avrà battezzato come predestinato. Al resto ha pensato Gasperini, e magari anche la famosa buona sorte, perché ad agosto, con Rensch fuori gioco e Molina tutt’altro che in forma, l’allenatore giallorosso ha pensato "sai che c’è? Faccio giocare Lulli". Il diciannovenne arrivato dalla Primavera schierato titolare finora in tutte le uscite della Roma capolista, a braccetto con l’Inter di Dimarco.

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dimarco da calvairate

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Sabato potrebbe così sfidare sulla stessa fascia Dimarco, due volte campione d’Italia e volto della Nazionale. I due si passano dieci anni e hanno uno "status" differente, ma potrebbero così essere i volti di due dei settori giovanili più importanti d’Italia. Lulli ha scoperto la Roma a 14 anni, dopo un paio di stagioni nella Tor Tre Teste, mentre Dimarco veste nerazzurro da quando ne ha sette, intervallato dai prestiti in giro per l’Italia e dall’annata svizzera a Sion. Ha sposato l’Inter nel 2004 dopo un paio di stagioni nel Calvairate. Leggenda narra che Gianni Dimarco, papà di Fede e proprietario del negozio di frutta e verdura in Porta Romana dov’è cresciuto il figlio, si presentò un giorno di nebbia e domandò con gentilezza: "Mio figlio vorrebbe giocare…". L’Inter lo notò durante uno dei soliti tornei di Natale con dozzine di osservatori sugli spalti. Silvio Vecchio, ex responsabile del settore giovanile della Calvairate, chiamò Giuliano Rusca, suo equivalente all’Inter, e gli segnalò Dimarco: "Vi siete appena affiliati a noi e ne avete già uno forte?", gli domandò. Il resto è storia recente, anche se prima di imporsi in nerazzurro ha girato parecchio: Ascoli, Sampdoria, Parma, dove segnò il primo gol in Serie A proprio alla sua amata Inter, e Sion. Qui fu costretto ad allenarsi con l’esercito francese e a dormire in tenda. "La mattina ci svegliavamo alle 6, camminavo cinque chilometri e poi mangiavamo dentro delle scatolette scaldate con il fornetto". Se oggi è una bandiera lo deve a Verona, la piazza in cui infilò cinque reti in A prima di tornare a casa. Da Porta Romana, sud-est di Milano, ai due scudetti con l’Inter vinti anche da tifoso. L’emblema di quel "te l’ho promesso da bambino, per sempre ti starò vicino" che si canta a San Siro.

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lulli da palestrina

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Il campo base di Lulli si chiama Palestrina invece, lungo la Via Prenestina, non lontano da Frascati. Storia curiosa la sua: da ragazzino aveva un gruppetto di 2007 capace di rifilare goleade alla Lazio e alla Roma durante i tornei estivi. Li chiamavano "i dannati", perché chiunque passasse delle loro parti ne usciva con il muso lungo. Stefano Versari, uno dei suoi primi allenatori al Palestrina, ha raccontato a "Il Romanista" che Emanuele "arava la fascia già a sette anni". E non solo: "Tecnicamente era rapido, sapeva già muoversi. Capiva a chi passarla, capiva i movimenti degli avversari. Proteggeva palla già allargando il braccio". Alla fine dell’allenamento aiutava i tecnici a raccogliere i materiali usati, come i conetti e i fratini. "Gli altri scappavano, lui si fermava. Lo prendevo come esempio". Bruno Conti l’ha portato alla Roma quando aveva 14 anni, strappandolo dal Tor Tre Teste nel 2021. Un paio di stagioni, sotto la guida di Gianluca Falsini, dopo ha vinto lo scudetto Under 16 battendo la Fiorentina. La squadra contro cui ha debutto in Serie A. La dea Fortuna sarà stata contenta.

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