San Siro compie 100 anni, ma il nuovo ne ha già... 7: ritardi, litigi e cause, a che punto è il progetto
La Gazzetta dello Sport

San Siro compie 100 anni, ma il nuovo ne ha già... 7: ritardi, litigi e cause, a che punto è il progetto

Venerdì 18 settembre 2026
2 visualizzazioni

Il primo progetto presentato da Milan e Inter risale addirittura al 2019, mentre il nuovo impianto dovrebbe essere pronto nel 2032. Nel frattempo, è successo di tutto: ripercorriamo le tappe principali

Il primo progetto presentato da Milan e Inter risale addirittura al 2019, mentre il nuovo impianto dovrebbe essere pronto nel 2032. Nel frattempo, è successo di tutto: ripercorriamo le tappe principali

Marco Pasotto Giornalista 18 settembre (modifica alle 19:43) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google L'esterno di San Siro allo stato attuale

Qualche lavoretto qua e là, qualche quintale di calcinacci, qualche infrastruttura spostata di una manciata di metri. San Siro in questi mesi ha pigramente iniziato quello che sarà un lunghissimo lifting per arrivare al grande giorno in cui indosserà il vestito nuovo. O meglio: il vestito buono. Ma per ora parliamo davvero di dettagli. A giugno è stata abbattuta la storica biglietteria sud, che ha portato via con sé le file, le chiacchiere appassionate e i ricordi di migliaia di tifosi. E' stato anche rimodellato in parte il perimetro di accesso allo stadio, sul lato Ovest: scomparsi un paio di ingressi, eliminate alcune delle iconiche maxi coperture rotonde, quegli ombrelli di metallo che proteggono chi entra allo stadio in caso di maltempo. Occorre iniziare a fornire più spazio in vista del super cantiere dove prossimamente prenderà vita il nuovo impianto. Il nuovo e il vecchio San Siro si guarderanno in faccia per un po', fino a quando la skyline del quartiere cambierà per sempre. Tempistiche? Entro la fine di ottobre dovrebbe essere finalmente svelato il render del nuovo impianto - pronto nel 2032, 71.500 posti, valore stimato in 2 miliardi e 149 milioni di euro -, con i lavori che, per rispettare il cronoprogramma, dovranno partire nella seconda metà del 2027.

VIDEO: Follia a San Siro: paracadutista si getta dal tetto dello stadio Giuseppe Meazza

sentenze

—  

È ancora difficile immedesimarsi al punto da immaginare il nuovo San Siro, ma è molto facile rendersi conto del percorso a ostacoli che l'ha accompagnato sin qui. Ostacoli che ovviamente non sono ancora finiti: il piano attuativo deve essere approvato dal Comune e poi passare al vaglio della Regione per il progetto di fattibilità tecnico economica. In più c'è l’ombra del fronte giudiziario: nelle prossime settimane è attesa la sentenza del Tar sui ricorsi presentati dai comitati, mentre a livello penale resta aperta l’inchiesta per il reato di turbativa d’asta. Eppure di strada ne è stata fatta parecchia, da quando ha iniziato a prendere corpo l'idea di un nuovo stadio. Una strada che ha visto i due club milanesi viaggiare a fasi alterne: si sono presi per mano, si sono lasciati, hanno diffidato reciprocamente tra un cambio di proprietà e l'altro, hanno tentato piani B, poi hanno capito che il progetto avrebbe potuto prendere davvero vita soltanto rimettendosi insieme. Un'imprescindibile esigenza di carattere economico.

condizione

—  

Se, dunque, la bandiera a scacchi sventolerà davvero nel 2032, saranno passati 13 anni dalla posa della prima pietra. Pietra virtuale, s'intende: era luglio del 2019 quando Milan e Inter presentarono il progetto studiato per il nuovo stadio. La celebre "Cattedrale" firmata Populous. Avrebbe dovuto essere completata quest'anno, ed è difficile scriverlo con leggerezza perché tutto l'iter del nuovo San Siro ha avuto - sempre e comunque - l'infinita dilatazione delle tempistiche come denominatore comune. Cattedrale su, Meazza giù. Sì perché la condizione non negoziabile posta dai due club milanesi è sempre stata la demolizione dell'impianto attuale (con l'eccezione di alcune parti, sottoposte a vincolo della Soprintendenza, fra cui una delle torri e una parte della curva Sud): troppo onerosi i costi per ristrutturarlo, o anche solo per mantenerlo in piedi dopo la dismissione. A ottobre del 2019 il Comune dà l’okay ponendo 16 condizioni, tra cui la riduzione del cemento e il mantenimento di parte del Meazza. Nei primi mesi del 2023 le strade rossonerazzurre sembrano dividersi: il Milan pensa a San Donato, l’Inter a Rozzano-Assago, ed è soprattutto il club rossonero a dare vita a un progetto alternativo credibile. Compra terreni, dialoga proficuamente col Comune di San Donato, getta le basi per andare avanti da solo, senza i cugini. Anche se, dietro un iter burocratico che effettivamente vede compiersi, passo dopo passo, gli adempimenti necessari, di base resta sempre viva l'idea del piano A. Che ovviamente è San Siro.

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

documenti

—  

A settembre 2024, il sindaco Sala annuncia: Milan e Inter non ristruttureranno San Siro. La certificazione di questo elemento chiave suona a tutti gli effetti come una strada allestita appositamente per permettere alle milanesi di continuare insieme, rimanendo in città. A marzo dell'anno successivo arriva il Documento di fattibilità, consegnato dalle società a Palazzo Marino. È il faldone che svela tutto il progetto del nuovo impianto. Sono anche i mesi in cui il tempo inizia a essere davvero tiranno e Sala diventa un uomo sempre più preoccupato. Fino a quando non viene messa sul tavolo la possibilità della cessione dell'intera area a Milan e Inter. È il boost che serviva ai club per immaginare realmente un futuro - insieme - a pochi metri dal Meazza. Intanto, però, a causa dell’inchiesta sull’urbanistica nella città, il sindaco rinvia a settembre - siamo sempre nel 2025 - la discussione sulla vendita. È una corsa contro il tempo, perché il 10 novembre subentrerebbe il "celebre" vincolo storico-architettonico sul secondo anello del Meazza, che non ne permetterebbe la demolizione. Una corsa che riesce ad andare in porto: il rogito per la compravendita dell'area viene firmato il 5 novembre per una cifra di 197 milioni, ovvero la valutazione stabilita a luglio dall’Agenzia delle Entrate (cifra che era poi stata oggetto di ulteriori approfondimenti e confermata). È la pietra angolare che permette la prosecuzione dell'iter, pur fra ricorsi e tempistiche comunque sempre tirate. Intanto il Meazza osserva e si gode i bagni di folla destinati a proseguire ancora per qualche anno. Ma là, davanti al settore ovest, il panorama è destinato a cambiare. Qualche quintale di calcinacci non rende l'idea di tutto ciò che succederà da qui al 2032.

Leggi anche Mercato, progetto e l'ombrello del club: perché Cardinale non può esonerare AmorimMilan, Pulisic out dalla lista dei convocati Usa di Pochettino: Musah c'è

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo