Sei giocatori e cinque coppie diverse: Milan senza pace sulla trequarti
La Gazzetta dello Sport

Sei giocatori e cinque coppie diverse: Milan senza pace sulla trequarti

Venerdì 18 settembre 2026
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Fino a questo momento Amorim ha cambiato molto, dall'inizio e a gara in corso, senza trovare una vera quadra. Pulisic si avvia a essere l'unico vero insostituibile

Fino a questo momento Amorim ha cambiato molto, dall'inizio e a gara in corso, senza trovare una vera quadra. Pulisic si avvia a essere l'unico vero insostituibile

Francesco Albanesi 18 settembre - 20:58 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Christian Pulisic e Adrien Rabiot. Getty

La parola che regna a Milanello nelle ultime settimane è una sola: caos. Nelle scelte, nelle logiche di formazione, negli approcci alle partite, nel gioco e nella fase difensiva. Dal 22 agosto, quando è cominciata la stagione contro il Torino, la cosa che preoccupa di più è una: il Milan, invece di crescere, è progressivamente regredito. Dovrebbe essere il contrario. E invece, dopo quasi un mese di stagione, i risultati tecnici - intesi come gioco e identità - stanno venendo a mancare, al di là dei risultati veri e propri. Anche se è ancora presto per fare tragedie dopo la prima partita persa. Amorim è un allenatore a cui piace un calcio offensivo e dominante, ma il continuo cambio di uomini ogni domenica rischia di diventare un boomerang. La trequarti, per esempio, è ancora un piccolo deserto. In cinque partite sono stati provati sei giocatori e ben cinque coppie diverse. E nessuna, finora, ha realmente funzionato.

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pulisic la certezza

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Amorim l’ha spiegato più volte in questo primo mese: vuole provare un po’ tutti. Il problema è che la trequarti rimane la zona più delicata da sistemare, perché è proprio da lì che nasce la fantasia necessaria negli ultimi sedici metri per arrivare in porta. Non è un segreto che ad Amorim piaccia avere i due uomini alle spalle di Ramos a piede invertito. Pulisic, una volta smaltiti definitivamente i postumi dell’infortunio, sarà presto una certezza nell’undici titolare, probabilmente già dalla sfida contro il Lecce. Sarà il trequartista di sinistra, con la possibilità di svariare su tutto il fronte offensivo. A Roma, contro la Lazio, per esempio, l’assist a Moreira è nato da una sua incursione sulla destra. Il punto interrogativo riguarda invece chi gli farà compagnia dall’altra parte. I mancini che possono giocare in quella posizione sono Rabiot e Hutchinson, anche se quest’ultimo, per il momento, non ha convinto. Rabiot, invece, in mezzo a tanto traffico sembra fare più fatica rispetto a quando parte qualche metro più indietro. Verrà provato anche Moreira? Chissà. Amorim dovrà sciogliere i dubbi nel minor tempo possibile.

le coppie provate

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Passiamo al gioco degli abbinamenti. In queste prime cinque partite Amorim ha sperimentato cinque coppie diverse sulla trequarti. La più utilizzata è stata quella composta da Loftus-Cheek e dal giovane Cisse, titolari tre volte contro Torino, Venezia e Lazio. Bilancio? Né bene, né male. Loftus è ormai lontano parente del giocatore ammirato ai tempi di Pioli, mentre Alpha è indubbiamente una sorpresa: ha già segnato due gol, ma sarebbe meglio non caricarlo subito di troppe responsabilità. Entrambi, comunque, non hanno dato la sensazione di trovarsi a occhi chiusi quando chiamati in causa. Rabiot e Saelemaekers hanno avuto la loro opportunità contro la Juve, ma non hanno funzionato, soprattutto il belga. Che, però, entrando dalla panchina contro il Venezia, ha fornito l’assist per il vantaggio di Ramos. Insomma, almeno un piccolo punto a suo favore se l’è preso. Contro il Benfica Amorim ha invece scelto dal primo minuto Cisse e Hutchinson: un destro e un mancino. Due giocatori che amano ricevere palla addosso, puntare l’uomo e venire incontro, più che attaccare la profondità. Una caratteristica che Pulisic, invece, può garantire grazie ai suoi movimenti nello spazio. Per questo l’americano sembra destinato a risolvere almeno il primo dei due dubbi di Amorim in quella zona.

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il trequartista di destra

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A partita in corso sono state sperimentate anche altre due coppie, Hutchinson-Pulisic e Pulisic-Saelemaekers. La prima si è vista negli ultimi dieci minuti a Roma contro la Lazio, quando il Milan aveva già completato la rimonta dei due gol di svantaggio. I due hanno però giocato troppo lontani, complice anche un adattamento di Omari al calcio italiano ancora tutto da definire. La seconda coppia è stata invece provata nell’ultima mezz’ora contro il Benfica: due destri che, però, finivano per pestarsi un po’ i piedi, soprattutto quando tendevano ad allargarsi verso sinistra. Anche se entrambi sanno giocare in spazi stretti. In generale, Amorim non ha mai terminato una partita con i trequartisti titolari. In media li cambia intorno al 59’, perché vuole sempre avere energie fresche in zona gol. Una scelta comprensibile, certo, ma che contribuisce a rendere ancora più difficile trovare automatismi e certezze. Insomma, il caos totale che aleggia intorno alla squadra negli ultimi giorni si riflette anche nelle scelte dell’allenatore. Al Milan manca ancora una vera identità e, soprattutto, manca un undici tipo. Moreira potrebbe essere il prossimo esperimento nei due alle spalle di Ramos. E chissà che non tocchi anche a Jashari. Di certezze, al momento, ce n’è una: Christian Pulisic. Per il trequartista di destra, invece, le candidature restano aperte. Preferibilmente un mancino. Hutchinson, sulla carta, è arrivato proprio per coprire quel ruolo. Ma per ora è tutto ancora da scoprire. L’ultima parola, ovviamente, spetta a Ruben.

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