Ea Sports Fc 27, la recensione: fantacalcio, figurine e realismo, un calcio anche per i boomer
La nuova modalità a mondo aperto The Grounds, ma non solo: i piccoli grandi passi di Ea Sports per rimettere il giocatore al centro
La nuova modalità a mondo aperto The Grounds, ma non solo: i piccoli grandi passi di Ea Sports per rimettere il giocatore al centro
Paolo Sirio 18 settembre - 21:05 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDieci milioni di copie in due settimane, ma un -15% di giocatori nella finestra del lancio. Questi i numeri che potrebbero aver convinto Electronic Arts a spingere sull’acceleratore per Ea Sports FC 27, il nuovo capitolo della sua milionaria serie calcistica. L’etichetta videoludica, fresca di passaggio al fondo Pif sotto la supervisione del genero di Donald Trump, si è rimboccata le maniche e ultimato i lavori su una nuova, rivoluzionaria modalità: The Grounds.
la nuova modalità
—Precisiamo subito, se non fosse chiaro, che The Grounds è una modalità multiplayer online, e in quanto tale richiede un abbonamento come PlayStation Plus per l’accesso. Si tratta di una traslazione abbastanza dichiarata dalla Città di Nba 2K, sebbene alcuni particolari non si traducano al meglio: fin da subito c’è un’attenzione allo stile come mezzo di espressione, ad aspetti modaioli che non appartengono al calcio nella sua accezione popolare. Non ancora, almeno. Ma, evidentemente, è il gancio per introdurre più sponsor (ne è pieno) e player spending. I mentori, tra cui Mbappé e Dybala doppiati da loro stessi, ci riavvicinano al calcio reale, insieme a piccoli dettagli quali la dicitura “ispirato a” sotto gli archetipi e i ruoli dei personaggi creati. La prospettiva di un mondo aperto esplorabile in 3D è allettante, se ce l’avessero detto da ragazzini mentre giocavamo a Fifa 98 saremmo esplosi di gioia, ma non c’è da farsi ingannare. Parliamo di poco più di un hub per modi di giocare già noti in qualche sfaccettatura, in cui tutto è retto da un telaio ad obiettivi, pass, sblocchi cui siamo stati abituati negli anni da Fut. Se in genere non l’amate, difficilmente lo farete qui. Ciascuna attività presenta la visuale del Club, ossia dalle spalle del giocatore, e il feeling è pure per questo un po’ più leggero, complicato da padroneggiare venendo dai match tradizionali. Ogni evento distribuisce punti per migliorare il personaggio, e specialmente nelle battute iniziali ce n’è bisogno. L’open world dispone di un sistema di viaggio rapido sfruttando le location degli eventi, per il resto (negozi, esplorazione) no: è un bell’incentivo a viverlo, così come la possibilità di “evocare” un pallone e usarlo per abbattere dei bersagli che troviamo in giro - un’intuizione semplice ma estremamente efficace, a mo’ di collezionabili da scovare. Nel complesso, The Grounds è una novità abbastanza piccola, sperimentale, in cui convergono anni di esperienze tra la progressione di Fut, il gameplay di Volta e Rush, la struttura dei Club. Presenta un buon numero di attività e il potenziale per costituire se non una terza gamba nell’immediato, comunque un gradevole diversivo grazie a sessioni pensate per essere veloci e spensierate.
il realismo giusto
—Il gameplay realistico, fruibile esclusivamente nel single-player, consegna una raffigurazione perfetta della Serie A, come e forse più degli ultimi Pes pre-eFootball. Il giro palla e i cambi di campo sono fondamentali per trovare il pertugio in cui infilarsi, e non perdere la sfera a volte è l’unica cosa che conta - lasciar sfreddare una contesa anziché affondare il colpo e rischiare un contrattacco. Un cambio di paradigma per una serie che ha fatto della velocità di pensiero e fruizione un suo caposaldo, e che la trasforma più in una partita di scacchi: sorprendente che una proposta del genere arrivi da Ea Sports, come a voler puntualizzare che, se vogliono, certe cose le sanno fare anche loro. I difensori sembrano adesso più piazzati, più equipaggiati sia nell’1v1 che nell’uscita aggressiva. Sempre un rischio, certo, ma non siamo più in balia degli eventi. Su Fc 27, comunque, l’impressione è che si sia acuito il solco con il multiplayer, a conti fatti quello originale e quello che continuerà ad essere il più usato. La Carriera è stata asciugata in alcuni dei suoi sistemi più inutilmente farraginosi. Via gli allenamenti, che tanto saltavamo ugualmente tutti; spuntati i tempi delle trattative, che ora passano per una telefonata nella stessa schermata anziché richiedere giorni; e il nuovo overall dinamico rende più palese l’impatto delle nostre scelte di formazione, e quindi le semplifica. Un giocatore fuori ruolo “scende”, uno a cui diamo fiducia nel tempo sale. C’è ancora margine per spuntare orpelli à la Football Manager, come certi colloqui coi calciatori, ma la strada è giusta. Per finire, la Serie A è coreografata più o meno come in tv ed è una bella sensazione, dopo anni di ghosting: gli sponsor a bordo campo, i volti di diversi degli allenatori, alcuni inni, i cori. Determinati dettagli sono implementati un po’ a strascico, però, come la polizia a cavallo o gli stendardi all’interno dello stadio (al Maradona l’effigie di Zola, pur stimato a Napoli, non pensiamo si sia mai vista). E la “spersonalizzazione” di Milan e Inter rappresenta una ferita che gronda ancora sangue, che da un titolo leader di settore si fatica a digerire.
tra fantacalcio e figurine
—Fut prosegue nel solco inaugurato da un paio di stagioni almeno, precisamente dalla “liberalizzazione” dell’Intesa. Ovvero, è diventato una sorta di fantacalcio virtuale in cui tutto è possibile. In Ea Sports FC 27, gli incentivi che muovono il mercato (delle carte) sono due. In primis, un album in cui esporre tutte le carte possedute durante l’annata: un mezzo con cui il gioco punta a farci ruotare le rose più spesso e con meno rimpianti, ma anche dimostrare di “ricordare” di più i nostri sforzi. In secondo luogo, l’abbattimento dei requisiti più stringenti delle Sfide Creazione Rosa, che consentiranno di avere le desideratissime promo più facilmente. Con la trovata dell’album, dunque, Ultimate Team ha abbracciato la sua dimensione da card game, dando l’opportunità di inserire ogni carta mai ottenuta in un raccoglitore e farle valutare come faremmo con le nostre figurine. Questo apre ad ennesimi strati di sblocchi, ma dà contestualmente maggiori durata e respiro al club, tipicamente assenti. Alla base, una volta scesi sul manto verde, troviamo il gameplay competitivo: velocissimo, sembra di scivolare sul burro. Con quello realistico della Carriera sono due esperienze che possono coesistere, nel contesto più leggero e meno verosimile di Fut ha senso che sia così. Ma scordatevi le valutazioni tecniche fatte finora: siamo più vicini al flipper che al calcio, con portieri e difese pressoché disarmati. Le decine di animazioni e sfumature di senso introdotte finiscono schiacciate dal passo asfissiante e dai continui capovolgimenti di fronte. Ed è questo il motivo per cui nella giocabilità originale, quella che ora si chiama competitiva appunto, sembrava non venisse mai modificato alcunché. Adesso che c’è uno spazio dal ritmo più ragionato, i ritocchi annuali, tra cui dei nuovi calci d’angolo che daranno grattacapi contro avversari umani, iniziano ad emergere.
ea sports fc 27, il verdetto
—Il realismo non viene più al costo del divertimento nella Carriera, in campo abbiamo due modalità differenti che assecondano i gusti dell’utente medio ma anche quelli del boomer, Fut compie qualche timido passo per migliorare in fatto di memoria storica (pur continuando coi colpi di spugna da un capitolo al successivo). E The Grounds è l’ennesimo tentativo di procurare alla serie la spinta in più che è sempre mancata. Ea Sports Fa 27 è l’emblema di una serie che, pur mantenendo una sua identità chiara, ci ha fatto finalmente la pace e ha trovato soluzioni per rispondere ad alcuni dei suoi problemi atavici. Per tutti gli altri, c’è sempre l’anno prossimo.
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