Kayode, il giorno dei sogni! Prima riceve la chiamata di Mancini, poi col Brentford fa a pezzi il Chelsea
La Gazzetta dello Sport

Kayode, il giorno dei sogni! Prima riceve la chiamata di Mancini, poi col Brentford fa a pezzi il Chelsea

Venerdì 18 settembre 2026
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L'esterno azzurro riceve la chiamata in Nazionale che aspettava da tanto tempo, poi fa un partitone contro i Blues sempre più in crisi

L'esterno azzurro riceve la chiamata in Nazionale che aspettava da tanto tempo, poi fa un partitone contro i Blues sempre più in crisi

dal nostro corrispondente  Davide Chinellato 18 settembre (modifica alle 23:54) - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Difficile dire quale sia la torta e quale la ciliegina, per Michael Kayode. Nel pomeriggio ha ricevuto la conferma della tanto attesa prima chiamata in Nazionale della sua carriera, premio strameritato per la crescita enorme che questo 22enne ha fatto nel suo anno e mezzo in Premier League. In serata ha aiutato il suo Brentford a fare a pezzi il Chelsea, un 3-0 che manda i Blues all’inferno con la peggior sconfitta della stagione e le Bees e il loro piccolo ma caldissimo (nonostante la temperatura) stadio in paradiso, con la seconda vittoria in stagione che significa 9 punti in classifica e 5 gare su 5 senza perdere. Kayode è uno degli idoli della tifoseria del Brentford: nel giro di campo dopo il trionfo, tra i tifosi esultanti sono spuntate anche le bandiere (compresa quella italiana) di questa iperproduttiva multinazionale di cui il neoazzurro è uno dei simboli. 

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fratello d'italia

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Kayode aspettava da tempo la chiamata della Nazionale. Ci ha sperato a lungo anche nella passata stagione, quando nei primi mesi del 2025-26 è rimasto nella conversazione per il miglior terzino destro della Premier. Perché ha carisma e personalità, capacità di difendere e di essere un fattore in attacco, ben oltre quelle rimesse laterali da record con cui gli piace creare il caos nell’area avversaria, anche adesso che per regolamento non può più asciugare il pallone prima di prendere la rincorsa e scagliarlo a oltre 30 metri di distanza, nel cuore dell’area avversaria. Kayode, che ha giocato 31 partite in Serie A con la Fiorentina prima di spiccare il volo per Londra e per la Premier League, si è meritato l’azzurro perché ha dimostrato di poter essere protagonista nel campionato più difficile del mondo, perché ci è cresciuto dentro fino a sentircisi a casa. Così tanto che la scorsa estate si era parlato per lui di una corte serrata dell’Inter, prima della decisione di rinnovare col Brentford fino al 2032. 

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punto fermo 

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Quanto Kayode sia un punto fermo del Brentford lo si è capito anche col Chelsea. Keith Andrews, con Thomas Frank uno degli allenatori che l’ha aiutato a crescere, gli ha chiesto di rimanere basso in difesa, accanto ai centrali Jannik Schuster e Kristoffer Ajer, e di farsi vedere in attacco solo sui calci d’angolo e per le sue lunghe rimesse laterali. Kayode ha eseguito alla lettera il piano partita, rimanendo dietro per dare stabilità alla difesa e invitando Morgan Rogers, con Cole Palmer pericolo pubblico numero uno per la difesa delle Bees, a girare a largo da lui e scegliere i corridoi centrali. Andrews ha tolto Kayode al 69’, anche per dargli un po’ di respiro dopo i 90’ giocati martedì in Carabao Cup contro il Reading, col Brentford già avanti 1-0 grazie al gol di Jaidon Anthony. Il nuovo azzurro ha applaudito dalla panchina i gol di Igor Thiago e Fabio Carvalho, prima di camminare con i compagni per prendersi gli applausi della sua gente. Quella che l’ha adottato fin dal suo arrivo nel gennaio 2025, in quello stadio dove ha scoperto il sesso del suo primo figlio e che ormai chiama casa come quella di Borgomanero (provincia di Novara) in cui è cresciuto. Kayode la maglia del Brentford se la sente addosso come una seconda pelle. Ne indosserà presto un’altra, quella azzurra che sognava tanto. E che si è meritato trovando il suo paradiso in questo angolo di Premier League in cui lui e il resto delle Bees continuano a stupire.

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