Roma-Inter, attacchi atomici e idee diverse: all’Olimpico lo show delle capoliste
Gasperini e Chivu arrivano al big match con 25 reti già all’attivo: numeri e percorsi differenti, ma la stessa voglia di prendersi il vertice in solitaria a suon di gol
Gasperini e Chivu arrivano al big match con 25 reti già all’attivo: numeri e percorsi differenti, ma la stessa voglia di prendersi il vertice in solitaria a suon di gol
Roberto Maida Giornalista 19 settembre - 08:25 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAvanti, con criterio ma senza paura. Roma-Inter può diventare lo spot del calcio che stiamo cercando. Nella sfida dell’Olimpico, televista in tutto il mondo, si affrontano non soltanto le due capoliste della Serie A a punteggio pieno ma anche gli attacchi migliori. O forse è proprio quello, finalmente, il nesso di causa/effetto: segnare di più non è un semplice espediente per divertire la gente, è semmai un investimento sul risultato. Dodici gol ha prodotto Gasperini, altri tredici Chivu. Ed eccole lì, le loro squadre, a comandare la Serie A e a dettare i tempi dello show. Non è così importante alla quinta giornata stabilire se sia davvero una sfida da scudetto, o meglio se la Roma possa infastidire l’Inter nella marcia verso il bis tricolore. È però interessante verificare se la corrente filosofica abbia piantato radici solide nel pensiero italico: nelle prime 40 partite del campionato sono state segnate 121 reti, 13 in più rispetto al 2025. Per entrare con credenziali valide in Europa, per rifornire la Nazionale di talento e ambizione, la speculazione scaltra e l’arte di arrangiarsi non bastano più.
la crescita
—Condurre il gioco oltre la metà campo, oltre che consentire una migliore fase difensiva come insegna il vecchio adagio, frutta dividendi appetibili. La Roma, al secondo anno di Gasp, ha visto impennare le azioni del gol da 3 a 12, garantendosi un +3 in classifica. Quanto all’Inter, che già garantiva una discreta abbuffata agli esordi di Chivu, è la più prolifica del gruppo a quota 13: con 2 gol segnati in più ha fissato addirittura un +6 nel borsino dei punti. L’incremento nel primo caso si può spiegare comodamente con il recupero di Dybala e soprattutto l’innesto di Malen, che lo scorso anno di questi tempi giocava nell’Aston Villa. La costanza nel rendimento offensivo, in casa dei campioni d’Italia, è invece frutto dell’enorme ricchezza di opzioni e soluzioni: nell’Inter hanno già segnato in 9 e altri arriveranno presto al bersaglio.
uguali e diverse
—Il bello di chi disegna strategie è che si può attaccare in tanti modi a seconda delle rispettive esigenze, valorizzando le proprie caratteristiche. Roma e Inter giocano entrambe con la difesa a tre ma non potrebbero essere più diverse nell’identità, eppure si stanno dimostrando egualmente efficaci nella proposta. Gasperini sfrutta il suo terminale Malen, 6 reti in questo avvio e 20 da gennaio in poi, mentre nell’arsenale di Chivu nessuno ha segnato più di 2 gol. E poi la Roma aggredisce uomo contro uomo a tutto campo, soffocando le idee dell’avversario; l’Inter invece ha alzato il ritmo e aumentato le pressioni alte, nell’obiettivo di verticalizzare in fretta, ma continua a sfruttare anche la qualità del palleggio per stordire le rivali di turno e non rinuncia al piazzamento a zona come credo operativo.
tradizioni
—In un campionato che non ama gli 0-0 sembra difficile che proprio questa partita si sottragga alla tendenza generale, nella quale il nuovo regolamento e le interpretazioni arbitrali dello stesso hanno svolto un compito non secondario. Basti pensare che nella storia della Serie A Roma-Inter è stata la massima espressione del gol: 540 reti in 186 incroci (235 la Roma, 305 l’Inter), alla media ragguardevole di 2,9 per partita.
VIDEO: Perché Inter, Roma e Como possono vincere lo scudetto (e perché no)distanze
—Ma sarà anche una storia umana tra ex. Gasperini ha vissuto appena 60 giorni da allenatore dell’Inter, prima di essere esonerato. Chivu ha giocato invece quattro anni nella Roma, lasciata proprio per l’Inter a pochi mesi dalla scadenza di un contratto che la famiglia Sensi non avrebbe potuto rinnovare. Ma da nessuna delle due parti c’è rancore verso un passato lontano. Semmai si avverte il desiderio quasi irresistibile di divertirsi sotto lo sguardo incuriosito del mondo. Gasperini ieri ha rimarcato le differenze e la superiorità dell’Inter, stimolando però l’entusiasmo di una piazza che da molto tempo non si sentiva all’altezza di certi eventi. Chivu viceversa ha preferito non parlare ma considera la Roma uno degli avversari più pericolosi nella corsa verso il titolo. Oggi i due allenatori proveranno a battersi, senza calcoli. Con l’idea di fare un gol in più e non di gestire il malloppo: quando la qualità lo permette, è la strada giusta da percorrere. Anzi, è l’unica possibile.
Leggi anche Roma v Inter: Lulli and Dimarco, the Sons of Palestrina and Calvairate© RIPRODUZIONE RISERVATA