Dalla barca da pesca ipotecata per comprare la moto al soprannome "lo squalo": tutto sul Tiburón Acosta
La Gazzetta dello Sport

Dalla barca da pesca ipotecata per comprare la moto al soprannome "lo squalo": tutto sul Tiburón Acosta

Sabato 19 settembre 2026
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In Austria lo spagnolo è a caccia della prima vittoria: al Red Bull Ring può fare il colpo dopo 15 podi in MotoGP. Poi nel 2027 sarà alla Ducati con Marquez

In Austria lo spagnolo è a caccia della prima vittoria: al Red Bull Ring può fare il colpo dopo 15 podi in MotoGP. Poi nel 2027 sarà alla Ducati con Marquez

Mario Salvini Giornalista 19 settembre - 09:15 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Venerdì... pesce. Nella fattispecie Tiburón, squalo, sebbene non sia esattamente tra le specialità della Stiria. È il soprannome di Pedro Acosta, per attitudine e anche per assonanza con Puerto de Mazarrón, la sua città, sul mare, in Murcia. Pedro però ha casa, e sembra trovarcisi perfettamente a suo agio, anche qui, sulle colline austriache, tra le curve del circuito che prende il nome del suo sponsor, la Red Bull, nel paese della sua moto, la Ktm. Che è la sua da tutta la carriera, e lo resterà però ancora per poco: un paio di mesi, poi Pedro diventerà uomo Ducati, Furia Rossa di Spagna al fianco di Marc Marquez che di lui alla Gazzetta ha detto: "Se mi batterà non sarà nient’altro di quello che accade a tutti: un giorno arriva uno più giovane che fa meglio di te". Lo vedremo. Intanto Pedro spinge la Ktm, spesso da solo, a giudicare dalla differenza tra le sue performance e quelle degli altri tre che viaggiano sulla medesima RC16. "Vincere qui sarebbe il modo migliore per chiudere il mio ciclo", ha detto giovedì arrivando a Zeltweg. Anche perché, al netto di un mezzo non all’altezza delle Ducati e delle Aprilia, l’eventualità non è mai stata inverosimile: in due stagioni e due terzi, in 55 GP, Acosta è andato sul podio 15 volte, senza tuttavia mai salirci in cima: ha fatto otto secondi, sette terzi posti e nessuna vittoria. In tutta la storia del Motomondiale è il pilota con più podi a non aver mai vinto un GP nella classe maggiore. E allora ieri ha fatto sensazione vederlo filare come ha fatto: più veloce di tutti al mattino, e poi migliore anche in prequalifica, davanti a un altro outsider, Aldeguer, e al rientrante Ogura. Con due decimi di vantaggio su Marc Marquez, quarto. E soprattutto con un passo, su gomme medie, che ha fatto immaginare di poter esorcizzare finalmente il sortilegio. 

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pescatore

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Insomma il GP d’Austria ieri ha dato la sensazione di essere quello che potrebbe rimettere a posto molte cose. Perché Acosta vincerà, di sicuro, in futuro, vestito di rosso, ma almeno una volta vuole farlo prima, in arancione. E Zeltweg sembra fatto apposta, per caratteristiche e per scenografia, suggestioni, sceneggiatura. La storia racconta che si tratta di un circuito Ducati, certamente: da quando si è ricominciato a correrci il GP d’Austria, nel 2016, ne sono state effettuate dieci edizioni, più due denominate GP di Stiria, in emergenza Covid. Di quelle dodici, dieci le hanno vinte le rosse, con sei piloti diversi. Le due eccezioni però sono andate entrambe alla KTM. Due successi sui cinque totali del team austriaco. Pedro allora ci crede. Vorrebbe che la sua prima volta fosse con la moto con cui ha cominciato, quando il papà e il nonno avevano ipotecato il “Peretujo”, la loro barca, per raggranellare i soldi che servivano a farlo correre: "Non possiamo deludere il ragazzo...". E non si trattava di uno yacht, Pedro e Pedro, anche papà e nonno si chiamano così, sono pescatori, e sul Peretujo escono ogni sera. Lo stesso Pedro Jr. chiude il suo autografo con uno svolazzo che è la chiglia della barca di famiglia a cui deve tutto. "Se non fosse stato per loro, adesso anch’io sarei a bordo con loro", ha detto in un’intervista. Avrebbe dovuto essere pescatore, è diventato Tiburòn, squalo. La sua carriera non si deciderà qui ovvio, ma Pedro, adattandosi "a uno stile di guida più dolce", come ha spiegato ieri, vuole che questo GP d’Austria sia un passaggio cruciale, di quelli da ricordare. Sarà bello guardarlo correre, tra oggi e domani.

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