Tony Effe: "Corro per non fumare". Il running per combattere la dipendenza da THC e nicotina
Il trapper romano rivela sui social di aver smesso di fumare marijuana dopo vent'anni: ogni volta che sente lo stimolo, va a correre. Il racconto e il legame tra corsa ed endorfine
Il trapper romano rivela sui social di aver smesso di fumare marijuana dopo vent'anni: ogni volta che sente lo stimolo, va a correre. Il racconto e il legame tra corsa ed endorfine
Laerte Salvini 19 settembre - 10:16 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl running è alla portata di tutti. Un'attività pratica e accessibile per ogni esigenza. C'è chi corre per la linea, chi per il fiato, chi perché lo psicologo l'ha consigliato. Tony Effe corre per restare lontano da uno spinello. Lo ha raccontato lui stesso, senza troppi giri di parole, sul suo profilo Instagram secondario, Tonycocazero, rispondendo finalmente alla domanda che da settimane si affollava sotto ogni suo post: perché tutti quei video mentre corre? La risposta non ha niente a che fare con la passione per lo sport. Il trapper romano, compagno di Giulia De Lellis e papà di una bambina di nome Priscilla, ha rivelato di aver smesso di fumare marijuana dopo vent'anni di uso quotidiano - tra le quattro e le cinque canne al giorno, un'abitudine così radicata da seguirlo ovunque, persino in vacanza. Da due settimane, però, qualcosa è cambiato. Ogni volta che sente il bisogno di accendersi una canna, Tony Effe esce e va a correre. Una sostituzione netta, quasi meccanica: lo stimolo arriva, e invece di cedere si allaccia le scarpe. È il motivo per cui i social lo mostrano quasi ogni giorno impegnato in un allenamento: non un nuovo hobby sportivo, ma una strategia concreta per tenere a bada la dipendenza da THC e nicotina.
precedenti
—Non è la prima volta che l'artista, ex membro della DarkPolo Gang, parla apertamente del suo rapporto con le sostanze. In una vecchia intervista al podcast One More Time aveva descritto un percorso iniziato nel 2016 e degenerato negli anni successivi, fino alla rottura del gruppo nel 2018 con l'addio di Dark Side, al secolo Arturo Bruni. Un episodio in particolare - un concerto a Praga durante il quale l'ex compagno si presentò visibilmente compromesso, insieme a un tutore in condizioni ancora peggiori - gli aveva fatto capire che la strada intrapresa dal gruppo non aveva più via d'uscita comune. Da lì la separazione, e ora, anni dopo, il tentativo di cambiare rotta anche a livello personale, sostituendo una dipendenza con un'abitudine sana.
che cosa dice la scienza
—Dietro la scelta di Tony Effe c'è più di un'intuizione estemporanea: la scienza sportiva e la ricerca sulle dipendenze offrono spiegazioni piuttosto solide. L'attività fisica aerobica prolungata, come la corsa, stimola il rilascio di endorfine ed endocannabinoidi endogeni, sostanze che agiscono sugli stessi circuiti cerebrali della ricompensa coinvolti nell'uso di THC e nicotina, generando una sensazione di benessere e riduzione dello stress senza il bisogno di sostanze esterne. Diversi studi in ambito di medicina delle dipendenze indicano che l'esercizio fisico regolare può ridurre il craving, cioè il desiderio impellente di assumere la sostanza, agendo su più fronti contemporaneamente: abbassa i livelli di cortisolo (l'ormone dello stress, spesso trigger della ricaduta), migliora la qualità del sonno, frequentemente compromessa nei primi periodi di astinenza, e offre una routine strutturata che occupa il tempo altrimenti dedicato al consumo. In sostanza, correre non elimina lo stimolo, ma gli dà un'altra direzione da percorrere, letteralmente. Non è un caso che programmi di recupero da dipendenze integrino sempre più spesso protocolli di attività fisica: non come sostituto miracoloso, ma come strumento che aiuta a "riprogrammare" i circuiti del piacere del cervello nel tempo, restituendo gradualmente al corpo la capacità di provare benessere senza sostanze.
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una sfida particolare
—Tony Effe non ha nascosto la fatica di questo cambiamento, né lo ha raccontato come un traguardo già raggiunto. "Sto correndo per combattere la dipendenza", ha scritto, usando un presente che racconta più un processo in corso che una vittoria conquistata. Un modo onesto di parlare di dipendenza, senza trasformarla in un trofeo da esibire, ma neppure nascondendola come se fosse un tabù. Nel frattempo, i suoi allenamenti quotidiani sono diventati un piccolo diario pubblico: tra i percorsi Strava e le esperienze condivise, si possono vedere tutte le tappe di un percorso che il rapper sta costruendo un chilometro alla volta, sostituendo il fumo con il fiato corto della corsa.
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