Prandelli: "Voci su Conte alla Juve? Uno stimolo per Spalletti. Woltemade ricorda il giovane Ibra"
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Prandelli: "Voci su Conte alla Juve? Uno stimolo per Spalletti. Woltemade ricorda il giovane Ibra"

Sabato 19 settembre 2026
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L’ex ct azzurro, presenta la sfida dello Stadium tra bianconeri e nerazzurri: "Juventus favorita, Kessie è tornato all'Atalanta per riconoscenza"

L’ex ct azzurro, presenta la sfida dello Stadium tra bianconeri e nerazzurri: "Juventus favorita, Kessie è tornato all'Atalanta per riconoscenza"

Filippo Cornacchia Giornalista 19 settembre - 12:26 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"La Juventus parte favorita contro l’Atalanta, in Europa League ho visto finalmente una squadra bella, coesa, compatta. I giocatori mi hanno dato l’impressione di dire: leggiamo che Spalletti è in difficoltà, allora adesso ci pensiamo noi. E hanno battuto il Nec 5-0". Cesare Prandelli, ct dell’Italia vice campione d’Europa 2012, “gioca” la sfida di domani tra le sue ex squadre allenate dai quasi coetanei Luciano Spalletti e Maurizio Sarri. 

Spalletti e Sarri sono più diversi o simili in panchina? 

"Sono toscani differenti, però sono due tra i migliori tecnici italiani e sul lavoro si assomigliano: idee e concetti chiari, spartito preciso. Luciano ha conquistato lo scudetto col Napoli, Maurizio con la Juventus. Ma è uno scandalo che a Sarri siano serviti così tanti anni per avere una occasione in Serie A". 

Che Juventus-Atalanta si aspetta all’Allianz Stadium? 

"Spalletti e Sarri si conoscono bene e si stimano: giocheranno una partita a scacchi. Sono curioso di vedere chi farà la prima mossa e rischierà di più inizialmente. Penso Luciano, che ha più certezze dopo la prestazione convincente in Europa League: contro il Nec si sono visti gioco, profondità, gol. Un po' di tutto". 

Basta il passaggio alla difesa a tre per spiegare la svolta positiva della Juventus europea dopo la pesante sconfitta col Sassuolo di domenica scorsa? 

"No, anche perché Spalletti ha una squadra che si può adattare a vestiti tattici diversi. Piuttosto il passaggio alla difesa a tre conferma la bravura e il mestiere di Luciano, uno che in trent’anni di carriera ha provato di tutto e a differenza di altri colleghi non senti mai dire frasi tipo: “il mio calcio è così”. Spalletti ha capito il momento della squadra e risposto alla grande a chi lo aveva messo in discussione". 

La nostalgia dei tifosi della Juventus per Antonio Conte, attualmente libero dopo l’addio al Napoli, può diventare un problema per Spalletti? 

"Luciano è in questo mondo da molti anni e conosce le dinamiche del calcio. Le voci su Conte saranno uno stimolo per lui. Non un problema". 

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Dovesse giocarsi una pizza sullo juventino decisivo contro l’Atalanta? 

"Punto su Nico Gonzalez, l’autentica fortuna della Juventus: con Yildiz infortunato, l’ex viola è il giocatore più forte di Spalletti. Mi piaceva già a Firenze, ma ora Nico mi sembra pure più completo: destra, sinistra, centro. Sempre in velocità e con spirito argentino. Luciano è bravo a coccolarlo e contro l’Atalanta può essere ancora decisivo. Avvertire la fiducia del proprio allenatore fa la differenza, guardate Douglas Luiz. Il brasiliano sembra un altro rispetto alla prima stagione a Torino, però ha le potenzialità per fare ancora meglio". 

Preferisce Kolo Muani o Woltemade al centro dell’attacco della Juventus? 

"Kolo Muani ha bisogno di spazi e lo vedo meglio largo. Woltemade lo seguo dai tempi dell’Under 21 della Germania e ho sempre avuto un debole per lui. Non segna molto, ma vede calcio. Non ha la potenza di Ibrahimovic, però come struttura ricorda il giovane Ibra, quello che nei primi tempi alla Juventus segnava poco e poi...". 

E poi? 

"Alla scuola di un grande allenatore come Fabio Capello è diventato un finalizzatore seriale". 

Stupito che Kessie abbia preferito l’Atalanta alla Juventus a fine agosto? 

"Più che i soldi, penso abbia pesato la riconoscenza verso l’Atalanta, il club che lo ha lanciato". 

Dopo il caso di mercato “Kessie”, si aspetta il gol del centrocampista ivoriano contro la Juventus? 

"È un giocatore di personalità ed esperienza, ma l’Atalanta ne ha tanti di bravi: Rowe, Scamacca...". 

C’è dell’altro? 

"Io punto su Raspadori, che ha una tradizione favorevole contro la Juventus". 

Potesse “prestare” a Spalletti e Sarri un suo ex compagno per la sfida di domani? 

"A parte Platini, che è unico, penso che Luciano in questa fase avrebbe bisogno soprattutto di un centrocampista totale come Tardelli, moderno già negli anni ottanta. A Sarri farebbe comodo la leadership di Stromberg, mitico anche nell’aggregare i compagni". 

L’Atalanta è reduce da due vittorie e altrettante sconfitte in campionato: quanto tempo le servirà per diventare “sarriana”? 

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"Serve pazienza, la rivoluzione è stata totale. Maurizio è bravissimo e il suo gioco raffinato richiede tempo. Resto ottimista. La proprietà è illuminata e lo sostiene, Giuntoli è bravo e conosce Sarri dai tempi di Napoli".

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