Il nuovismo avanza, ma il calcio italiano non può permettersi di lasciare fuori Antonio Conte
La Gazzetta dello Sport

Il nuovismo avanza, ma il calcio italiano non può permettersi di lasciare fuori Antonio Conte

Sabato 19 settembre 2026
1 visualizzazione

Un allenatore che cerca costantemente di migliorare e migliorarsi, proprio quello di cui avrebbero bisogno diversi club 

Un allenatore che cerca costantemente di migliorare e migliorarsi, proprio quello di cui avrebbero bisogno diversi club 

Stefano Barigelli Direttore 19 settembre - 13:08 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il calcio italiano non può permettersi di lasciare fuori Antonio Conte. Il nuovismo che avanza ovunque in Europa, e per nuovismo intendo un calcio offensivo con un paradigma comune meno speculativo, è senz’altro positivo. Lunga è la lista dei club, anche italiani, che hanno imboccato questa strada. Dal Como di Fabregas scoperto anche dalla Champions, al faticoso inizio di Amorim che sta cercando di dare al Milan una fisionomia diversa, con giocatori peraltro non sempre adatti. Anche l’Inter campione d’Italia dovrebbe abbandonare la rigidità della difesa a tre per valutare un sistema di gioco di ispirazione europea. Chivu ha messo in agenda questo passaggio, per il momento soltanto rinviato al momento in cui avrà a disposizione i calciatori per farlo. 

occasione nazionale

—  

In sostanza, l’Inter è rimasta all’impostazione che le diede Conte in nome di una squadra meno pazza, ma vincente: ambedue gli obiettivi centrati. Dopo è arrivato Inzaghi, dopo Inzaghi è arrivato Chivu, ma in sostanza il sistema è cambiato poco. Mentre Conte è cambiato molto, come ha diffusamente dimostrato nei due anni a Napoli. Uno scudetto e un secondo posto ottenuti, certo, con l’intensità ossessiva di sempre, ma con diverse e significative innovazioni. Sarebbe stato perfetto per la Nazionale, sappiamo però come è andata. Non ha senso tornarci ora che siamo alla vigilia di una Nations League che, sebbene l’Uefa abbia attenuato il rischio retrocessione, resta molto indicativa sul percorso di Mancini e sulle sue prospettive. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

vincente ovunque

—  

Ma se non è stato possibile il ritorno in azzurro, significa che resta aperta la possibilità di rivederlo in campionato. Conte, nel racconto di chi l’ha avuto, è un tecnico di spesa, amato e sostenuto dai tifosi proprio per questo. Meno dai direttori sportivi e dai presidenti. Si può dire che Conte non sia mai uscito dalla narrazione del ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca con cui si consegnò all’ira di Andrea Agnelli. Questo è certamente un aspetto che gli ha reso la vita breve nelle successive panchine. Breve se consideriamo i risultati. A parte la parentesi del Tottenham, ha sempre e ovunque vinto. Siamo certi che, così come per il sistema di gioco, Conte sarebbe oggi diverso anche per quanto riguarda le richieste. Sempre esigente, meno definitivo. A lui credo vada riconosciuta la qualità di cercare incessantemente di migliorare e di migliorarsi. Proprio quello di cui avrebbero bisogno diversi club, una volta vincenti. Ora non più.

Leggi anche Dalla Nazionale a Miss Italia: Sarah Rizea porta il nuoto artistico alla finale nazionaleLIVE Alle 14 Amorim in conferenza alla vigilia di Milan-Lecce

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo