Lui e il fratello Ferruccio: separati da bimbi, divisi da Herrera e poi la pace
Cresciuti lontani uno dall'altro dopo il divorzio dei genitori, Sandro fu turbato dalle le accuse di doping mosse dal fratello a quell'Inter allenata dal Mago
Cresciuti lontani uno dall'altro dopo il divorzio dei genitori, Sandro fu turbato dalle le accuse di doping mosse dal fratello a quell'Inter allenata dal Mago
Nicola Cecere Collaboratore 19 settembre - 14:52 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSandro Mazzola ha avuto un rapporto complicato con suo fratello Ferruccio, nato nel 1945 e scomparso nel 2013. Da piccoli i due vissero separati a causa delle vicende sentimentali del papà che aveva lasciato la loro madre, Emilia, e conviveva con la nuova compagna, Giuseppina. Così che Sandro era rimasto a Torino col padre mentre Ferruccio aveva seguito la mamma, originaria di Giovinazzo. Dopo la tragedia di Superga, Emilia cercò subito Sandro ma per diversi giorni le ricerche non diedero esito. Questo perché Giuseppina lo aveva nascosto a casa di amici. Un "rapimento" di breve durata originato secondo Giuseppina dal desiderio di non separarsi dal primogenito di Valentino, cresciuto amorevolmente dalla giovane come se fosse un figlio naturale.
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—Una volta che Sandro e Ferruccio si ritrovano sotto lo stesso tetto vivono il normale rapporto che si crea tra fratelli che hanno tre anni di differenza, quindi ciascuno coltiva le proprie passioni e i propri amichetti. Finché alla loro porta non bussa Benito Lorenzi, stella dell’Inter, compagno di Valentino in nazionale e soprattutto suo grande estimatore. Col permesso di mamma Emilia, si fa carico della vita sportiva dei due ragazzini portandoli nel vivaio interista il cui responsabile è Giuseppe Meazza. Che in breve mette Sandrino sotto le sue ali essendosi accorto delle qualità tecniche del primogenito di Valentino. Anche Ferruccio mostra delle doti di calciatore ma deve seguire i coetanei e quindi i due fratelli non giocheranno mai assieme. Tranne che in una occasione, Inter-Vicenza dell’8 ottobre 1967. Sul successivo mercato di novembre Ferruccio viene ceduto in prestito al Lecco (serie B), e da lì inizia in pratica una carriera che ha come tappa più significativa le cinque stagioni alla Lazio (gioca pure a Venezia e Firenze) dove riesce a mettere in campo visione di gioco, scatti e palleggio. Un buon centrocampista, insomma, ma di sicuro non paragonabile al fratello.
Benito Lorenzi con Ferruccio e Sandro Mazzola
la pillola del mago
—Eppure Ferruccio deve perennemente reggere questo accostamento avendo per giunta un carattere particolare. Che lo porta ad allontanarsi da Sandro anche dopo aver concluso la carriera di calciatore e cominciato quella di allenatore. La interruzione dei rapporti vive il suo momento più difficile allorché Ferruccio pubblica un libro di memorie nel quale, parlando dell’esperienza fatta nell’Inter gestita da Helenio Herrera, fa cenno a una pasticca misteriosa che il Mago faceva mettere nel caffè dei giocatori a fine pasto. L’allusione trasparente a una forma di doping manda su tutte le furie i protagonisti della Grande Inter, e Sandro si vede costretto a sbugiardare Ferruccio: "Quando mio fratello parla non dice mai la verità". Salvo precisare più tardi che "il rito del caffè corretto con la pillola in effetti c’era ma si trattava di una sostanza del tutto innocua come certificato da analisi di laboratorio fatte eseguire privatamente. In pratica era un’altra trovata del Mago per galvanizzare la truppa: ci faceva credere a un ritrovato della scienza capace di far smaltire in fretta la fatica".
Da sinistra Castigliano, Valentino Mazzola con Ferruccio, Serse Coppi, Sandro Mazzola e Fausto Coppi. Ansa
lite
—Seguirono repliche, contro repliche, incursioni della stampa estera: per fortuna la bufera non incrinò il mito di quei trionfi nerazzurri degli anni Sessanta. Incrinò invece definitivamente il già precario rapporto tra i fratelli. Dopo aver perso tragicamente papà Valentino, Sandro aveva in pratica perso pure Ferruccio. Al quale si riavvicinò negli ultimi tempi, essendo venuto a conoscenza dei problemi di vita e di salute.
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