Dottor Gattuso e mister Ringhio: ecco il segreto di Rino alla Lazio
Il tecnico fa giocare bene la squadra ma trasmette anche il carattere e la determinazione di quando era giocatore. Stasera a Venezia va a caccia di un record: il maggior numero di punti dopo 5 giornate nella storia del club biancoceleste
Il tecnico fa giocare bene la squadra ma trasmette anche il carattere e la determinazione di quando era giocatore. Stasera a Venezia va a caccia di un record: il maggior numero di punti dopo 5 giornate nella storia del club biancoceleste
Stefano Cieri Giornalista 19 settembre - 14:34 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDottor Gattuso e Mister Ringhio. Oggi Dottor Gattuso, ieri Mister Ringhio. Due facce della stessa medaglia, due momenti però distinti nel tempo e nello spazio. Nella rivelazione Lazio, che stasera a Venezia cerca di centrare una vittoria che le consentirebbe di totalizzare il maggior numero di punti dopo 5 giornate nella sua storia, c’è un’altra rivelazione. Quella di un Gattuso tecnico giochista. E pure di livello molto alto. La sua Lazio non solo fa risultato, ma ruba pure l’occhio per il modo in cui si esprime in campo. Tra la meraviglia di quanti (la maggior parte) avendo impresse nelle menti le immagini del Gattuso giocatore, tutta grinta, temperamento e determinazione, dà per scontato che, da allenatore, faccia esprimere le sue squadre con quelle stesse caratteristiche.
la metamorfosi
—“È inevitabile - racconta Rino - che se da giocatore hai un certo tipo di carriera, nel corso della quale vinci pure qualcosa, e tutti ti chiamano Ringhio, quell’etichetta ti resti poi per sempre”. Eppure… “Eppure le mie squadre hanno sempre giocato bene. Anche quando allenavo il Milan. Poi ancor di più quando ero al Napoli. Ma per tutti sono sempre rimasto Ringhio”. Lo dice, Gattuso, con un filo di malinconia ma anche con comprensibile orgoglio, perché del suo modo di essere giocatore non c’è certo da vergognarsi. Tutt’altro. “Ma quello dell’allenatore è un altro mestiere. E io oggi probabilmente non manderei in campo uno delle caratteristiche del Gattuso calciatore”. Già, anche perché il calcio oggi è cambiato e le interpretazioni tattiche delle partite non sono più le stesse di venti anni fa.
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—L’abiura (o, forse, è meglio dire la presa di distanza) dal Gattuso giocatore non è però totale. Perché c’è un altro aspetto in cui i due Gattuso (l’allenatore e il giocatore) sono perfettamente sovrapponibili: è il modo di gestore lo spogliatoio, di curare i rapporti interpersonali, di pretendere e ottenere dai suoi uomini l’intensità negli allenamenti e in partita. Il Gattuso giocatore divenne leader nel Milan e in Nazionale grazie alla sua schiettezza e alla lealtà. Gli stessi ingredienti con cui ha conquistato e compattato lo spogliatoio della Lazio. E poi l’intensità. “Le gambe devono farci male alla fine di ogni partita” ripete sempre ai suoi giocatori. Era quello che imponeva a se stesso quando giocava. Dottor Gattuso e Mister Ringhio, quindi. Sempre e comunque. Campionissimo in campo e smanioso di esserlo (ma con modi completamente diversi) anche adesso che “gioca” in panchina.
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