Petrolio in Italia, importazioni: Libia prima e in crescita, aumentano ordini da Usa, Venezuela e Arabia
L'Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Crolla la zona ex-Urss, torna a crescere quella mediorientale. Import generale leggermente in positivo
L'Africa rimane la regione da cui il nostro Paese importa più greggio. Crolla la zona ex-Urss, torna a crescere quella mediorientale. Import generale leggermente in positivo
Marco Bruckner 19 settembre - 15:19 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google La Libia è il Paese da cui l'Italia importa più petrolioLa Libia e l'Africa rimangono rispettivamente il Paese e il continente da cui l'Italia importa più petrolio. Sono infatti 9.277.000 le tonnellate di greggio arrivate da Tripoli nei primi sette mesi del 2026 (27,2% del totale importato), con un aumento del 19,4% rispetto al periodo precedente del 2025. Leggero calo per quanto riguarda l'Africa come regione: da qui sono arrivate 13.655.000 tonnellate al maggio 2026, ovvero il 40,1% delle importazioni totali (-3,3%). Aumentano, invece, gli ordini dal Medio Oriente. Dal Golfo sono arrivate 4.573.ooo tonnellate di greggio, cifra pari al 13,4% delle importazioni totale e superiore dell'8,8% rispetto al periodo equivalente dello scorso anno. A trainare questa crescita è l'Arabia Saudita: da Riad sono arrivate infatti 2.526.ooo tonnellate di petrolio (7,4% del totale), ovvero il 30,6% in più rispetto al 2025. Tutti i dati presenti in questo articolo sono stati elaborati da Unem (unione energie per la mobilità).
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le altre aree
—La seconda area da cui l'Italia importa più petrolio è quella dei Paesi ex Urss (Kazakhstan e Azerbaijan), che registra comunque un calo del 23%: le tonnellate importate sono state in totale 8.426.000 (24,7%). In grande aumento, invece, gli ordini dal continente americano, da cui sono arrivate 6.358.000 tonnellate di greggio, pari al 18,7% dell'ammontare totale (+52,9% rispetto allo stesso periodo nel 2025). Crescono, in particolare, le importazioni dagli Stati Uniti: da Washington sono arrivate 3.262.000 tonnellate di petrolio, ovvero il 48% rispetto al periodo equivalente del 2025 (9,6% del totale). In aumento anche gli ordini dal Venezuela, Paese in cui gli Usa nel gennaio 2026 hanno effettuato un'operazione militare che ha portato all'arresto del presidente Maduro: da Caracas sono arrivate 526.000 tonnellate di greggio, il 245,3% in più rispetto all'anno scorso (1,5% delle importazioni totali). L'area da cui l'Italia importa meno greggio è dunque quella europea: dal Vecchio Continente sono stati ordinate solo 1.048.000 tonnellate di petrolio, cifra pari al 3,1% degli ordini totali e inferiore del 17,8% rispetto all'anno scorso. In generale, gli ordini di greggio sono leggermente invece aumentati nei primi cinque mesi dell'anno: in totale Roma ha importato 34.061.000 tonnellate di petrolio, l'1,9% in più rispetto al periodo gennaio-luglio 2025.
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