Furio Valcareggi: "Giusto che giocasse titolare Mazzola. La staffetta con Rivera? Polemica esagerata"
La Gazzetta dello Sport

Furio Valcareggi: "Giusto che giocasse titolare Mazzola. La staffetta con Rivera? Polemica esagerata"

Sabato 19 settembre 2026
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Il figlio dell'ex c.t. azzurro: "Sandro era avanti in tutto. Una persona squisita, anche a livello familiare. Sua moglie ogni tanto chiamava al telefono di casa nostra per sapere come stesse mia mamma"

Il figlio dell'ex c.t. azzurro: "Sandro era avanti in tutto. Una persona squisita, anche a livello familiare. Sua moglie ogni tanto chiamava al telefono di casa nostra per sapere come stesse mia mamma"

Ilaria Masini Collaboratore 19 settembre - 16:41 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Furio Valcareggi, procuratore, figlio di Ferruccio, commissario tecnico della Nazionale italiana ricorda Sandro Mazzola

Furio Valcareggi, qual è il suo ricordo di Sandro Mazzola?

"Nei dieci anni di mio padre Ferruccio in Nazionale è stato un punto fermo, un leader, protagonista nella vittoria all’Europeo del ‘68 e una persona squisita, anche a livello familiare. Sua moglie ogni tanto chiamava al telefono di casa nostra per sapere come stesse mia mamma e per salutarla". 

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E anche con Valentino Mazzola il rapporto era profondo. 

"Lui e il mio babbo sono stati in Marina insieme e soprattutto mio padre lo ha sempre considerato la più grande mezzala italiana di tutti i tempi. Lo stimava tantissimo, lo raccontava sempre pure a Sandro. Anche per questo il loro rapporto era speciale". 

Cosa pensa della rivalità fra Mazzola e Rivera durante Messico ‘70? 

"Sandro stava troppo meglio di Rivera in quel periodo e quindi giocava titolare. Rivera era bravo e un genio a metà campo, ma teniamo presente che Mazzola era un campione, aiutava anche la squadra e il collettivo. Vi ricordo che così male non è andata visto che siamo arrivati in finale. E la partita del secolo, cioè la semifinale contro la Germania Ovest prevedeva Mazzola, era inevitabile. Poi in finale con il Brasile partì di nuovo Sandro e si scatenò il finimondo per gli appena sei minuti di Rivera negli ultimi minuti. Si è parlato tanto di questo, delle polemiche e degli strascichi successivi". 

Come ha vissuto le polemiche per la staffetta fra loro? 

"È stata super alimentata, mi pare in modo esagerato. Venne perfino Nereo Rocco, suo allenatore al Milan, per calmare Rivera, ma non ce ne era bisogno perché in realtà i due giocatori erano in buoni rapporti fra loro, a Coverciano scherzavano fra loro. Certo il fatto che uno fosse la bandiera dell’Inter e l’altro del Milan ha fatto ingolosire ancora di più sull’argomento. Ha messo il pepe". 

Le tante critiche che ci sono state su questa alternanza infastidivano Ferruccio? 

"Il mio babbo era uno che anche se gli cascava il mondo addosso, si scansava in un attimo. Io avrei fatto a cazzotti tutti i giorni, invece lui era molto calmo e se ne fregava nel senso che per lui era giusto far giocare Mazzola perché era più in forma. Ma poi hanno giocato anche insieme sostituendo qualcun altro. L’unico intoccabile per 'Uccio' era De Sisti. L’Europeo del ‘68 è stato vinto grazie a lui insieme a Mazzola". 

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Cosa pensa adesso che le staffette sono alla base del calcio? 

"Le ha inventate Ferruccio, diciamo la verità e ci vorrebbe il copyright (ride, ndr). Ora sono il pane quotidiano del calcio". 

Cosa le mancherà di Mazzola? 

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"Era un uomo intelligente, era avanti in tutto. Aveva ad esempio già capito anche come curare gli sponsor. Ha fatto la grande Inter stratosferica, un club che era molto presente nelle convocazioni di mio padre. È stato protagonista nella grande Italia di mio babbo che in dieci anni ha perso quattro volte. Con la scomparsa di Sandro il calcio perde un altro grande campione, a poco più di un mese di distanza da Franco Baresi".

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