Atalanta, Sarri: "Da Scalvini mi aspetto di più. Raspadori non ha inciso finora, ma è un giocatore vivo"
Le parole del tecnico nerazzurro da Zingonia sulla sfida contro la Juventus di Spalletti, poi il ricordo di Mazzola, morto nella notte: "Quando scompaiono questi personaggi va via una fetta di ricordi, una fetta della tua vita"
Le parole del tecnico nerazzurro da Zingonia sulla sfida contro la Juventus di Spalletti, poi il ricordo di Mazzola, morto nella notte: "Quando scompaiono questi personaggi va via una fetta di ricordi, una fetta della tua vita"
dal nostro inviato Davide Giovanzana 19 settembre - 16:25 - ZINGONIA (BG) English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’ultimo appuntamento prima della lunga sosta nazionali è un doppio ritorno per l’Atalanta: Maurizio Sarri torna a Torino da ultimo allenatore ad aver vinto uno scudetto alla Juventus, mentre il ds Cristiano Giuntoli affronta per la prima volta la sua ex squadra dopo la fine del rapporto nell’estate 2025. Un’esperienza che nella conferenza stampa della vigilia Sarri ha definito “strana”, ripetendo le parole di ieri a Sky Sport, e “difficile per motivi extra calcistici”. Una “pagina chiusa”, comunque, “finita con una vittoria che si considerava scontata ma che non lo era”.
VIDEO: Atalanta, Sarri: "Mi sono rotto di stare a casa mercoledì e giovedì"kristensen e scalvini
—Il libro della Dea si è invece appena aperto per il tecnico, con qualche fisiologica difficoltà legata al cambiamento radicale del sistema di gioco: “Klopp in un’intervista disse che al primo anno i risultati non si devono guardare. In queste partite ho visto una fase difensiva troppo passiva, una linea troppo bassa e con cattive letture. Con il Cagliari però il baricentro è stato più alto. Vorrei vedere un atteggiamento più propositivo, 25 minuti di buon gioco trasformarsi in 60 – ha sottolineato -, e non sempre sono scelte perché qualche problema ce lo siamo creati da soli”. A Torino, con Kossounou indisponibile per un risentimento ai flessori della coscia sinistra, toccherà a Kristensen: “E’ arrivato con un problema e dopo la prima partita si è accentuato, ha fatto pochi allenamenti con noi. Non è chiaramente completamente inserito, ma è un calciatore che ha grandi qualità individuali”. Qualità proprie anche a Scalvini, calciatore che Sarri ha provato a scuotere a livello di responsabilità: “Ha ampi margini, individualmente è forte, deve fare meglio nelle letture di reparto ma il picco del miglioramento lo raggiungerà quanto migliorerà dal punto di vista della leadership. Sotto l’aspetto della personalità, da lui mi aspetto di più”.
raspadori in crescita
—Il tecnico ha provato a scuotere anche Raspadori, uno dei calciatori più in difficoltà di questo inizio di stagione nerazzurro: “In questi due mesi ha fatto fatica anche a trovare una condizione fisica di livello, in questo momento è un giocatore in crescita, nell’ultima partita quando si è spostato più centralmente ha fatto abbastanza bene, non ha inciso ma ho avuto l’impressione di un giocatore vivo”. A lui, come a tutta la squadra, serve anche passare da questi momenti: “Mondiali finiti dopo metà luglio, mercato chiuso il primo settembre, cinque settimane di nazionali… A metà novembre giocatori arrivati ad agosto hanno fatto dieci allenamenti. In partita, quindi, bisogna per forza sbagliare, accumulare errori dai quali poi cominciare a migliorare”.
il ricordo
—Al di là della partita, un doveroso ricordo a Sandro Mazzola: “Era un mio compagno di figurine, quando scompaiono questi personaggi va via una fetta di ricordi, una fetta della tua vita. Era un piacere vederlo, poi dalle figurine passi ai Mondiali, a vederlo con la maglia azzurra… sono ricordi che rimangono ma che ti svaniscono davanti”.
Leggi anche Giuntoli, prima da ex allo Stadium: ecco cosa è rimasto di lui alla JuveSarri, che frecciata alla Juve: "Pochi ricordi in bianconero, nessun rimpianto"© RIPRODUZIONE RISERVATA