Quella volta in cui Mazzola giocò (e fece gol) con la Gazzetta
L'incontro, arbitrato da un giovane Roberto Rosetti, terminò 2-2 con i gol di Barbarossa e Ramazzotti per i Cantanti, e di Mazzola su rigore per la Gazzetta
L'incontro, arbitrato da un giovane Roberto Rosetti, terminò 2-2 con i gol di Barbarossa e Ramazzotti per i Cantanti, e di Mazzola su rigore per la Gazzetta
Matteo Dore Giornalista 19 settembre - 17:29 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon è vero che Sandro Mazzola, forse l’interista più interista della storia interista, abbia vestito solo due colori, il nero e l’azzurro (quello anche in Nazionale). C’è stata un’occasione speciale in cui si è messo anche una maglietta di colore rosa, e non era quella del Palermo. Era il rosa della Gazzetta.
il grande nome
—Autunno 1993. La Nazionale Cantanti decide - per un motivo incomprensibile - di lanciare una sfida alla Gazzetta. L’obiettivo era quello di raccogliere fondi per beneficienza, come sempre facevano in quegli anni. Certo, la partita del Cuore, con la diretta tv ed ex calciatori di primissima fama era tutta un’altra cosa, ma anche la Gazzetta poteva andare bene allo scopo. Decisa la data a dicembre, scelto lo stadio - il Moccagatta di Alessandria, - i Cantanti posero una sola piccola condizione: voi siete bravi ma non richiamate molto pubblico, abbiamo bisogno di qualcuno di famoso che ci aiuti a vendere qualche biglietto in più. La scelta non fu difficile, anzi. In casa avevamo un collaboratore, di più, un amico, con un discreto passato da calciatore: il Baffo. Chiederglielo fu un attimo, sentire il suo sì pieno di entusiasmo fu la conferma che Sandro era un amico. Così iniziarono i preparativi, con l’allenatore di Gazzetta, il mitico Gino Franchetti - bravissimo sia come giornalista che come tecnico in panchina - che studiava tattiche e formazioni. Fummo tutti convocati per una partita che doveva servire a far entrare Mazzola nel gruppo. Come se ce ne fosse bisogno. Si mise in mezzo al campo e un tocco di qua, un’apertura di là, un tiro in porta e n passaggio smarcante, diede con noncuranza lezioni a tutti. Uno di noi, semplicemente più bravo. Molto più bravo.
VIDEO: Mazzola, i 10 migliori gol della sua carriera: il videola partita
—Il giorno della partita ad Alessandria era grigia come solo la città dei Grigi può esserlo. Era metà dicembre. Ma fu un’emozione semplicemente arrivare al Moccagatta, almeno per noi poco abituati - o proprio per niente - a certi stadi e a certe folle. Sulle tribune c’erano 5000 persone. Fra di loro anche Candido Cannavò che era venuto a fare il tifo per i suoi ragazzi. Dentro lo spogliatoio Mazzola fu un fratello maggiore. Qualche parola per motivarci ("giochiamo di squadra, siamo tutti importanti"), qualche ricordo per prepararci: "la prima volta che giocai con la grande Inter, quando ero proprio un ragazzino, guardai le scarpe di un compagno di vecchio con invidia. Erano nuove, lui me le regalò. Erano troppo grandi ma io le usai lo stesso. Finii pieno di vesciche". Soltanto ascoltarlo era un’esperienza senza prezzo. In campo ci aspettava un arbitro giovanissimo che poi sarebbe diventato famoso, Rossetti di Torino, che già allora dimostrava personalità e capacità di gestione. Dopo un (non) fallo di un giornalista che aveva scatenato le proteste dei giornalisti, si mise davanti al (non) colpevole e facendo finta di sgridarlo gli disse semplicemente: "guardami negli occhi, bravo, ora vai pure". In campo finì 2-2. Per i cantanti segnarono Barbarossa e Ramazzotti. Mazzola fece il momentaneo 2-1 per la Gazzetta su rigore. Il centravanti della Rosea uscì in barella per un brutto intervento di un roccioso difensore dei cantanti. Fini all’ospedale per farsi controllare la gamba infortunata, nei giorni seguenti Mazzola chiamò ogni mattina per sapere come andava il recupero. Un vero compagno di squadra. Grazie Sandro
Leggi anche San Siro si racconta: "Rivera e Ronaldo i più forti qui, poi ho visto Maradona. E quella volta con Bob Marley..."© RIPRODUZIONE RISERVATA