Il rigore negato al Torino conferma la scomparsa del Var. Ma se l'errore è evidente...
La Gazzetta dello Sport

Il rigore negato al Torino conferma la scomparsa del Var. Ma se l'errore è evidente...

Sabato 19 settembre 2026
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Non si capisce il motivo del mancato intervento dopo il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino: manca il chiaro ed evidente errore? 

Non si capisce il motivo del mancato intervento dopo il contatto tra Heggem e Oristanio in Bologna-Torino: manca il chiaro ed evidente errore? 

dal nostro inviato  Matteo Dalla Vite 19 settembre (modifica alle 18:48) - BOLOGNA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Segnatevi la data: 12 settembre, quarta giornata, Genoa-Frosinone, mani di Cittadini, "on field review" con chiamata del Var Camplone, rigore assegnato dall’arbitro Rapuano alla trentaduesima partita dell’anno. È stata la prima volta di questo campionato e forse va segnata come rarità: il Var è ammutolito o la soglia è diventata talmente alta che intervenire non va più di moda. Il calcio attuale agli allenatori piace da matti: nessuno simula, tutti si rialzano, il gioco scorre, il tempo effettivo sale, si gioca e si combatte. Ma a Bologna, match contro il Torino di oggi pomeriggio, uno a uno finale, qualcosa che lascia perplessi (eufemismo) s’è visto: al minuto 72, Heggem calcia il pallone fra le gambe di Oristanio, niente rigore ed è giusto così. Ma dieci minuti dopo anche il replay non lascia dubbi: Guida fa correre e Santoro (al Var) non apre l’interruttore della chiamata ma la chiamata a video doveva starci quantomeno per studiare fino in fondo. I protagonisti sono gli stessi, Heggem-Oristanio, col secondo che frena e sterza e il primo che porta il gambone sull’avversario spostandogli sostanzialmente il piede. Era rigore. Guida magari è stato "ingannato" dal fatto che Oristanio pianta il piede e a terra va successivamente ma quell’arto destro dell’attaccante granata viene semplicemente e palesemente spostato. Conseguenze dinamiche. Ma niente. Silenzio.

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"si commenta da solo"

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La domanda che ci si era fatti alla fine della terza giornata – zero rigori e zero "on field review" – è sempre la stessa: come Var? Va che la centralità del campo rimane sempre sovrana, che gli arbitri devono avere il coraggio di scegliere, che sulla bravura di Guida (internazionale) non ci sono dubbi, che come ha detto Roberto Rosetti "è calcio e non playStation" ma va anche che si rischia una cosa: che gli errori rimangano errori. Santoro, in Bologna-Torino (Avar, Camplone), non è intervenuto: e non si è capito il perché. Manca il chiaro ed evidente errore? Lo spostamento della gamba di Oristanio è un’evidenza ed evidentemente la successiva caduta ha indotto Guida a non considerare decisivo quel colpo. Un errore, perché poi diventa consequenziale. Va bene il calcio che scorre, ma... "il rigore non dato? Non lo commento perché si commenta da solo", dice Abate.

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