Gattuso: "Senza i casini non sarei alla Lazio. Fortunati col Venezia, ora 27 punti per stare sereni"
La Gazzetta dello Sport

Gattuso: "Senza i casini non sarei alla Lazio. Fortunati col Venezia, ora 27 punti per stare sereni"

Sabato 19 settembre 2026
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Zaccagni e Noslin firmano i tre punti al Penzo. Il tecnico biancoceleste: "Abbiamo fatto un ritiro estremo, ma loro non hanno mai mollato"

Zaccagni e Noslin firmano i tre punti al Penzo. Il tecnico biancoceleste: "Abbiamo fatto un ritiro estremo, ma loro non hanno mai mollato"

Filippo Rubulotta 19 settembre - 23:44 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Lazio non ha minimamente intenzione di lasciare le prime posizioni e lo dimostra anche a Venezia. I biancocelesti sono usciti definitivamente nel secondo tempo, prima con il rigore di Zaccagni, a segno nuovamente dopo quasi un anno, e poi con l’incornata di Noslin, che trova il gol per la seconda partita consecutiva dopo la rete contro il Milan. Felicità anche per Gattuso, che dribbla la domanda sulla classifica e ricorda il folle ritiro trascorso in estate insieme a tutto il gruppo.

fortuna nel primo tempo

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"Ringrazio sempre i miei ragazzi. Siamo usciti al primo turno di Coppa Italia, abbiamo fatto un ritiro estremo, ma loro non hanno mai mollato. Ho visto grande disponibilità. Oggi l’interpretazione della partita è stata errata. Se nel primo tempo il Venezia fosse andato sull’1-0, nessuno avrebbe potuto dire nulla. Nel secondo tempo ci siamo registrati, ma siamo stati molto, molto fortunati. I 13 punti? Sì, quindi facciamo -27 per stare tranquilli", ha commentato Gattuso. 

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non si torna indietro

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"Belahyane i primi giorni non ce la faceva e veniva a scusarsi da me. È importante che non veda gente lavativa". Parole che raccontano bene la mentalità con cui Gattuso ha affrontato la sua avventura alla Lazio. Scelta, tra le altre cose, maturata senza alcun rimpianto. L'allenatore lo ha ribadito parlando nuovamente della decisione presa in estate: "Se non ci fossero stati questi casini non sarei mai venuto alla Lazio. Ho fatto una scelta. Sono stato vicino due-tre volte e ho sempre detto no a Lotito. Ho accettato perché sapevo che era un posto in cui poter lavorare e in cui avrei trovato giocatori disposti a dare tutto".

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