Così è nato il Common Rail: la rivoluzione del diesel tra Italia e Germania
La Gazzetta dello Sport

Così è nato il Common Rail: la rivoluzione del diesel tra Italia e Germania

Domenica 20 settembre 2026
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Dall'intuizione del fisico Mario Ricco nei laboratori pugliesi al debutto mondiale sull'Alfa Romeo 156, la storia dell'iniezione diretta che ha cambiato l'automobile moderna

Dall'intuizione del fisico Mario Ricco nei laboratori pugliesi al debutto mondiale sull'Alfa Romeo 156, la storia dell'iniezione diretta che ha cambiato l'automobile moderna

Alessio Macaluso 20 settembre - 07:54 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google L'Alfa Romeo 156: primo modello con il Common Rail sui motori diesel

Fino alla seconda metà degli Anni 90 il motore diesel era considerato una soluzione appannaggio dei "macinatori" di chilometri come tassisti, rappresentanti di commercio o professionisti su veicoli commerciali. Un motore rumoroso a freddo, lento a salire di giri e spesso accompagnato da più di una fumata nera in accelerazione. Da qui, la mera ipotesi che un propulsore diesel potesse diventare fluido, scattante, piacevole da guidare o addirittura sportivo, sembrava un'utopia ingegneristica. Fino a quando, una scommessa tutta italiana, ha ribaltato i canoni della termodinamica applicata all'automobile. 

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Il laboratorio pugliese

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La genesi dell'Unijet affonda le proprie radici alla fine degli Anni 80 nel centro ricerche Magneti Marelli di Bari, guidato all'epoca del fisico Mario Ricco. L'obiettivo era semplice quanto ambizioso. E cioè quello di superare il limite strutturale dell'iniezione meccanica tradizionale per come avevamo imparato a conoscerla, dove la pressione del gasolio dipende dal regime di rotazione dell'albero a camme. L'intuizione di Ricco fu quindi quella di separare la generazione della pressione dalla fase di iniezione. Per farlo si affidò ad un unico condotto ad altissima pressione, confidenzialmente detto anche "flauto" mantenuto a oltre 1.300 bar, e iniettori a controllo elettronico capaci di polverizzare il carburante con una precisione al millisecondo. 

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Il Common Rail debuttò sull'Alfa Romeo 156 al Salone di Francoforte nel 1997

LA DIMOSTRAZIONE DELLA FIALA

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Naturalmente lo sviluppo del sistema dovette affrontare ostacoli tecnici, legati in particolare alla tenuta delle microvalvole che erano sottoposte a sollecitazioni estreme. Tra gli aneddoti legati al progetto, spicca proprio quello del prototipo portato all'attenzione dei vertici di quello che all'epoca era il gruppo Fiat, a Torino. Per dimostrare che il sistema fosse davvero in grado di polverizzare il gasolio in particelle infinitesimali così da garantire una combustione pulita e priva di scorie visibili, i tecnici raccolsero i gas di scarico in un contenitore trasparente. L'assenza del tipico particolato fuligginoso convinse la dirigenza piemontese, dando il via libera ai collaudi avanzati su strada. 

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L'accordo con bosch

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Nonostante la superiorità del brevetto, a metà degli anni Novanta il Lingotto stava però affrontando una congiuntura finanziaria complessa, tale da non disporre delle risorse necessarie per industrializzare su vasta scala un componente così delicato. Nel 1994 Fiat cedette così la proprietà industriale del sistema a Bosch, mantenendo ad ogni modo una prelazione temporale per il debutto commerciale sui propri modelli. Il colosso tedesco completò quindi la messa a punto dell'elettronica e dei processi produttivi di massa, consentendo alla tecnologia di trasformarsi nello standard globale che tutti i costruttori avrebbero poi adottato.

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La 156 fu seguita qualche mese dopo dalla Mercedes Classe C 220 Cdi

IL DEbutto su strada

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L'esordio avvenne al Salone di Francoforte del 1997 sotto il cofano della neonata Alfa Romeo 156 con la sigla Jtd. Il 4 cilindri da 1.9 litri erogava 105 Cv di potenza con una progressione e una silenziosità di marcia fino a quel momento sconosciute per un'auto a gasolio di segmento medio. Pochi mesi dopo arrivò la risposta di Mercedes sulla sua Classe C 220 Cdi, ma la paternità concettuale della rivoluzione era ormai tracciata.

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