Pellacani: "Le cinesi? Si battono così. Tania Cagnotto mi ha scritto che le fischiano le orecchie per me..."
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Pellacani: "Le cinesi? Si battono così. Tania Cagnotto mi ha scritto che le fischiano le orecchie per me..."

Domenica 20 settembre 2026
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La tuffatrice azzurra: "I tuffi sono 90% testa e 10% fisico, servono forza ed eleganza. Tania mi ha scritto che le dispiace di questo confronto. In America ho imparato a cavarmela da sola"

La tuffatrice azzurra: "I tuffi sono 90% testa e 10% fisico, servono forza ed eleganza. Tania mi ha scritto che le dispiace di questo confronto. In America ho imparato a cavarmela da sola"

Sergio Arcobelli Giornalista 20 settembre - 09:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Cinque gare, cinque ori. E ancora quel sorriso che sembra raccontare tutto senza bisogno di aggiungere molto. Chiara Pellacani arriva alla Gazzetta dello Sport insieme al fidanzato tuffatore Francesco Porco e, prima ancora di parlare, conquista la redazione con la sua semplicità. Saluta, scherza, firma il muro dei campioni. La ragazza d’oro degli Europei è esattamente come appare: leggera fuori dall’acqua, tremendamente determinata quando arriva il momento di saltare. 

Chiara, cinque ori. Quando ha cominciato a pensare che fosse possibile? 

"All’inizio l’obiettivo era vincere cinque medaglie, una per gara. Era già successo a Roma 2022 e Budapest 2021. Poi, verso la fine della preparazione, il mio allenatore Tommaso Marconi mi ha detto: perché non proviamo a vincerle tutte? Io gli ho risposto: va bene, proviamo". 

Provare, appunto. Ma quanto è stato difficile? 

"Non era facile. Tre delle cinque gare erano di squadra, non dipendeva tutto da me. Io le ho affrontate sempre con una certa serenità". 

La serenità, nei tuffi, vale oro. Alla sua compagna di sincro Elisa Pizzini, prima dell’ultimo salto decisivo, gliel’ha regalata con un sorriso. 

"Ho cercato di tenerla il più tranquilla possibile. È stata molto brava a seguire i miei consigli". 

Dall’altra parte, le britanniche sono crollate sotto la pressione, fino al doppio zero. 

"Nei tuffi è 90% testa e 10% fisico". 

A Parigi si è tuffata nella stessa piscina dei Giochi del 2024, quella dei due quarti posti. Ci ha pensato? 

"Non ho avuto flashback negativi dei Giochi, anche se saltavo dallo stesso trampolino. Rimane un posto importante per me, per le cose positive e negative". 

Si prenderà la rivincita a Los Angeles? 

"Porterò un tuffo nuovo, con un coefficiente più alto, che possa darmi 10-20 punti in più". 

L’America è già nel suo percorso. È stata anche questa la chiave del successo? 

"Sono diventata molto più indipendente. Ho imparato una lingua nuova: quando sono partita sapevo un po’ di inglese, non tanto. Ho dovuto arrangiarmi, farmi capire all’università, risolvere i problemi da sola. Ho aperto per la prima volta un conto in banca. È un’esperienza che mi sta dando tanto". 

Papà Giampaolo, giornalista di La7, ha raccontato la sua impresa ai telespettatori. 

"La prima cosa che gli ho chiesto è stata: 'Come hai fatto a registrare questo servizio?'. Mi ha detto che, per l’emozione, ha dovuto farlo tre volte". 

A spingerla c’è anche nonno Massimo. 

"È il papà di mia mamma Francesca. Da quando ho iniziato a ottenere risultati compra le copie della Gazzetta e le conserva a casa. Il mio compleanno è stato il 12 settembre, quello del nonno il 17. Ci vediamo domenica (oggi, ndr) e festeggiamo insieme". 

In America ha incrociato anche Sara Curtis, altra giovane protagonista dell’estate e, come lei, ambasciatrice della diplomazia dello sport italiano. 

"Ci siamo incontrate alle gare Ncaa, anche se non la conosco benissimo. D’ora in avanti avremo modo di incontrarci di più". 

E se Chiara deve portare nel mondo i valori dello sport italiano, quali sono quelli che la rappresentano? 

"L’impegno e la disciplina. Senza quelli non si va da nessuna parte. Ma la terza cosa è che non bisogna dimenticare la spensieratezza e il divertimento, che sono poi il motivo per cui ho iniziato questo sport". 

Perché i tuffi, dietro la leggerezza di quei pochi secondi in aria, logorano? 

"Sì, è uno sport molto impegnativo. Ho esordito in Nazionale assoluta a 14 anni e a volte mi dimentico di avere appena 24 anni: sono già dieci anni". 

Il paragone con Tania Cagnotto, inevitabile, la spaventa? 

"Siamo diverse e apparteniamo a due epoche diverse. Lo sport è cambiato. Ai suoi tempi contava di più l’eleganza, mentre oggi serve anche tanta potenza, perché le donne fanno alcuni tuffi che fanno gli uomini. L’evoluzione è stata questa". 

Ma una cosa le accomuna: la determinazione. E Tania gliel’ha ricordato con un messaggio. 

"Mi ha scritto che le fischiavano le orecchie perché le chiedevano sempre di me. Mi ha anche detto che le dispiace per il continuo confronto e mi ha rivolto parole molto belle. È stato un piacere". 

Resta la domanda più difficile: come si battono le cinesi? 

"Bisogna trovare un mix tra le due cose. Fare tuffi potenti e difficili, ma senza perdere l’eleganza". 

E a Miami, lontano da Roma, cosa manca davvero? Francesco e il cibo, però, non valgono come risposta. 

"Le passeggiate. A Roma puoi uscire, andare verso il centro. Miami Beach da casa mia è a 35 minuti". 

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La prossima sfida? 

"Se potessi, allungherei di qualche mese quest’anno incredibile. Cercheremo di replicare l’anno prossimo, avvicinandoci il più possibile. Ci saranno i Mondiali, a fine giugno, a Budapest. Una piscina che mi piace tantissimo e dove ho esordito ai Mondiali".

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