Disfunzione erettile: può dipendere anche dallo stress del lavoro
La Gazzetta dello Sport

Disfunzione erettile: può dipendere anche dallo stress del lavoro

Domenica 20 settembre 2026
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Chi lavora sotto pressione ha dieci volte più probabilità di disfunzione erettile rispetto a chi è meno stressato. E anche il capo fa la sua parte... 

Chi lavora sotto pressione ha dieci volte più probabilità di disfunzione erettile rispetto a chi è meno stressato. E anche il capo fa la sua parte... 

Eu.Spa. 20 settembre - 10:28 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Tra le sei e le dieci settimane. È questo il tempo che secondo un nuovo studio passa tra lo stress accumulato al lavoro e i primi problemi a letto. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori cinesi osservando 826 uomini tra i 22 e i 40 anni, tra il 2022 e il 2024: prima si alza il cortisolo, noto come ormone dello stress, poi cala il testosterone, infine si manifestano i sintomi. E secondo lo studio, pubblicato sull'International Journal of Clinical Practice, chi lavora sotto pressione ha circa dieci volte più probabilità di soffrire di disfunzione erettile rispetto a chi lavora a ritmi meno stressanti.

stress cattivo

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Per isolare il ruolo dello stress i ricercatori hanno escluso chi aveva condizioni mediche in grado di incidere sull'erezione, dal diabete alle malattie cardiache, chi assumeva farmaci, con effetti sulla sfera sessuale, e chi faceva turni notturni. Poi hanno costruito il Workplace Psychological Stress Accumulation Index, un indice basato su cinque elementi: ore lavorate a settimana, libertà di decidere, sostegno del superiore, rapporti con i colleghi, pressione per la promozione. 

I risultati sembrano seguire una scala precisa: tra gli uomini meno stressati, a riferire problemi di erezione erano solo l'8,21% degli intervistati, tra quelli più stressati ben il 54,37%. E il gruppo più sotto pressione mostrava 10,26 volte le probabilità di disfunzione rispetto a quello meno esposto. Il fattore che pesava di più? il tempo: ogni dieci ore in più di lavoro a settimana corrispondevano a un calo misurabile del punteggio. Le cose però andavano un po' meglio se si avevano buoni rapporti col capo. 


Stress e disfunzione erettile: il ruolo degli ormoni

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I prelievi di sangue, fatti mattina e sera, hanno confermato i sospetti: tra il gruppo meno stressato e quello più stressato il cortisolo mattutino saliva di circa il 74%, mentre il testosterone si riduceva più di un terzo. Anche il ritmo quotidiano del cortisolo, che dovrebbe toccare il picco al risveglio e calare verso sera, negli uomini più sotto pressione si appiattiva. Per gli autori è il segno di un sistema dello stress che rimane acceso tutto il giorno e attribuiscono a queste variazioni ormonali quasi il 40% del legame tra lavoro e problemi di erezione, con il cortisolo nella parte del leone. Le prime variazioni del cortisolo comparivano da due a quattro settimane prima che il testosterone cominciasse a scendere e il calo di quest'ultimo precedeva di altre quattro o sei settimane i cambiamenti nella funzione erettile. Da qui l'ipotesi di una finestra di sei o dieci settimane in cui intervenire, prima che il problema si presenti. 

Naturalmente, sono stime puramente statistiche. E lo studio non dimostra che il lavoro, da solo, possa causare la disfunzione erettile, che spesso è frutto di diversi fattori. Ma guardare anche allo stress e proporre test ormonali in chi ne soffre potrebbe rivelare qualche sorpresa.

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