Michieletto, il jolly degli azzurri: la carta in più per prendersi l'Europeo
Stasera alle 21 la Danimarca per un posto nei quarti. Il campione di Trento ha giocato un set intero contro la Slovenia ai suoi livelli dopo otto mesi di stop
Stasera alle 21 la Danimarca per un posto nei quarti. Il campione di Trento ha giocato un set intero contro la Slovenia ai suoi livelli dopo otto mesi di stop
dalla nostra inviata Rebecca Saibene 20 settembre - 11:29 - TORINO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl Matto è l’arcano più enigmatico e potente dei tarocchi, incarna l’energia pura del caos primordiale, il potenziale infinito e la totale libertà da qualsiasi schema. È la stessa natura che appartiene al jolly: imprevedibile e capace di cambiare valore e significato a seconda di come viene giocato. Ogni mazzo ne ha almeno uno e Fefè De Giorgi ha già in mano il suo: Alessandro Michieletto. La corsa degli azzurri verso la finale riparte stasera dal PalaVela di Torino, dove alle 21.05 l’Italia sfiderà la Danimarca per un posto ai quarti, con il fenomeno azzurro che può tornare a essere un fattore. Anche se, per quello che si è visto finora, ha nelle gambe un solo set. La buona notizia è che quel set può giocarlo da Michieletto, ovvero da miglior schiacciatore e Mvp dell’ultimo Mondiale, nonché miglior pallavolista del 2025 secondo la Fivb. Contro la Slovenia, nel primo parziale intero disputato da quel 21 gennaio — Ziraat Bankasi Ankara-Trento, la sua ultima partita prima dello stop — ha messo a terra 8 punti, con 6 attacchi su 10, un ace e un muro. "Otto mesi sono tanti e lunghi, tornare a giocare un set intero è stato per me come un ingresso vero. Sono tornato a giocare a pallavolo. È stato davvero bello ed emozionante, è stato fantastico. Mai avrei pensato di dire questa cosa", ha raccontato lo schiacciatore.
VIDEO: Italia-Slovenia, gli highlights: fenomeno Giannelli, il suo punto è genialecontributo
—La prova contro la Slovenia è stata la risposta che tutti cercavano dopo la prima timida apparizione in ricezione con la Svezia e i primi punti, in attacco e a muro, contro la Slovacchia: Michieletto è recuperato, sta bene e può essere impiegato quando conta, ora che i palloni iniziano a pesare. Il limite, semmai, è la tenuta. Per quello che si è visto mercoledì, e considerando le poche partite e i pochi giorni di allenamento rimasti, non sembra possibile chiedergli più di un set. Sta quindi a De Giorgi trasformare quel limite in un’arma: se non può ancora avere il suo fenomeno per tutta la partita, può scegliere quando calare il jolly. Schierarlo nel sestetto iniziale può essere la scelta giusta per imprimere subito una direzione alla gara, alzando la pressione in battuta e offrendo a Giannelli un riferimento in più sulla palla alta, con il rischio però di scoprire troppo presto le carte. Conservarlo per un eventuale quarto o quinto set significherebbe invece inserire centimetri e potenza contro un avversario con già tre o quattro parziali nelle gambe. Ma un set di autonomia non deve necessariamente essere giocato tutto insieme. De Giorgi può anche spezzarlo, scegliendo le rotazioni in cui Michieletto può incidere di più: in prima linea, dove i suoi 211 centimetri pesano tanto in attacco quanto a muro, oppure concedendogli un giro completo per sfruttarne anche il servizio. Attacco, muro e battuta: gli stessi tre fondamentali con cui, nel solo set giocato contro la Slovenia, Michieletto ha costruito i suoi otto punti. D’altronde un jolly è tale se può fare tutto. Basta sapere sapientemente quando giocarlo.
equilibrio
—Un jolly alla… Semeniuk. Con Fornal e Leon titolari, lo schiacciatore polacco, che per valori avrebbe un posto nel sestetto di quasi tutte le altre nazionali, rappresenta per il ct Grbic la carta da calare per cambiare la partita o alzare ulteriormente il livello del sestetto. È questo il ruolo che De Giorgi può ritagliare a Michieletto: un elemento di rottura capace di sconvolgere gli equilibri in pochi palloni, un’arma che può però esistere grazie alle certezze offerte da Lavia e Bottolo. L’Italia ha infatti dimostrato di poter essere tra le migliori del mondo anche senza il suo numero 5 a tempo pieno e, negli anni, di saper rispondere alle difficoltà trovando nuove soluzioni. Lo dimostra la prima fase di questo Europeo: gli azzurri, anche senza la loro stella, sono stati l’unica nazionale a chiudere i gironi con un percorso netto. De Giorgi ha quindi potuto permettersi prima di aspettare Michieletto, poi di dosarlo, senza chiedergli di caricarsi la squadra sulle spalle. Il primo a ragionare in funzione del gruppo è proprio Alessandro: «È stata dura stare lontano dai compagni. Per me essere qui oggi è importante e voglio dare una mano». Soprattutto ora, quando iniziano le partite senza appello. «Contro la Danimarca l’attenzione dovrà essere altissima, vietato sbagliare», ha avvertito. Il primo dentro o fuori dirà anche quale carta De Giorgi deciderà di giocare. Il jolly, intanto, è tornato nel mazzo.
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