Cent'anni fa nasceva Libero Liberati, il meccanico di Terni che diventò Cavaliere d’acciaio
È stato campione del mondo 500 nel 1957 e uno dei piloti più forti del Motomondiale. A 60 anni dalla scomparsa in un tragico incidente in allenamento, ricordiamo la sua epopea
La Valnerina è uno di quegli scenari che, se si trovasse in Austria o in Svizzera, godrebbe della promozione turistica che merita, su scala mondiale. Con il sovrappiù di quel cielo mutevole che quando si fa scuro vena il paesaggio di fascinosa inquietudine. A meno che non stia passando un uomo sulla motocicletta. Avremmo potuto scrivere anche “un motociclista”, ma c’è una differenza nella scia che l’espressione lascia. Come quando, da lontano, gli abitanti della valle avvertivano il rombo della Gilera di Libero Liberati che si avvicinava alla città. Un cuore dal battito profondo e regolare, che in quattro tempi non scandiva soltanto le fasi della combustione: era come un rullo di tamburi sempre più vicino, che ogni giorno sottolineava l’orgoglio della gente di Terni per quel suo concittadino che a ogni piega in curva quasi capovolgeva i due emisferi della sua essenza: campione per quello che vinceva, eroe per come otteneva le vittorie.