Koné e l'Inter nel destino: da uomo mercato alla doppietta come Totti, così ora vola con Gasp
La Gazzetta dello Sport

Koné e l'Inter nel destino: da uomo mercato alla doppietta come Totti, così ora vola con Gasp

Domenica 20 settembre 2026
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Il francese è stato a lungo obiettivo sul mercato di tanti club (anche dei nerazzurri), ma alla fine è rimasto in giallorosso. E all'Olimpico ha confermato la sua importanza

Il francese è stato a lungo obiettivo sul mercato di tanti club (anche dei nerazzurri), ma alla fine è rimasto in giallorosso. E all'Olimpico ha confermato la sua importanza

Alessio D'Urso 20 settembre - 12:03 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Inutile immaginarlo altrove. A Londra, Manchester, in Arabia, a Milano o a Madrid. Le voci di mercato non sono più in calendario. Appartengono al passato. Le case di Manu Koné sono solo due: l’Olimpico e il Colosseo. E il francese, sempre più centrale nei progetti della Roma, vuole abitarci a lungo e, se possibile, organizzarci dentro nuove feste. Come quelle esaltanti di ieri sera: due gol nel primo tempo contro l’Inter, come erano stati capaci di fare in passato solo Totti (2013), Balbo (1995), Graziani (1986) e Pruzzo (1980). Perché la prima doppietta in carriera è un’impresa da ricordare e firmarla al cospetto proprio dei nerazzurri, che sul mediano avevano messo gli occhi fin dall’estate del 2025, non fa che accentuare il valore della prodezza.

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sosta preziosa

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Orgoglioso anche lui come il tecnico Gian Piero Gasperini di aver giocato alla pari contro l’Inter ma pure rammaricato per la rimonta subita, Koné ora può guardare avanti con rinnovata fiducia. Consapevole di aver riscoperto la cattiveria sottoporta, di essere più che mai un uomo di sicuro affidamento per la squadra e di dover allo stesso tempo ritrovare la tenuta per novanta minuti interi dopo un Mondiale dispendioso giocato da protagonista. E la sosta potrà di sicuro aiutarlo a rigenerarsi per rendere la condizione più brillante anche nelle fasi più calde dei secondi tempi, quando la sua efficacia nei contrasti e le sue incursioni possono risultare decisive, per la gioia dei tifosi, nelle partite più incerte.

passione

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E proprio verso il popolo giallorosso in tribuna Koné ha rivolto ieri il suo sguardo acceso dopo il primo e il secondo gol. Forse non è un caso che il centrocampista abbia realizzato cinque dei suoi sei gol totali in giallorosso proprio all’Olimpico, davanti alla sua gente, che ogni volta lo accoglie con ovazioni e lo accompagna con un tifo incessante durante le sue ripartenze prepotenti o quando imbecca i compagni con passaggi precisi (e ieri ne ha forniti ben 34). Un legame forte che si rinnova ogni volta che il francese scende in campo. Ed ecco spiegato anche il motivo per cui proprio tutte le voci che lo hanno riguardato fino all’ultimo giorno di mercato (Chelsea...) avevano creato malumore e ansia tra i tifosi, preoccupati dalla prospettiva di una ripresa del campionato dopo le prime due giornate senza il loro gladiatore.

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importanza

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E invece il muro alzato da Gasp per il centrocampista ha escluso clamorosi colpi di scena. Ad andarsene è stato alla fine El Aynaoui, sostituito da De Roon, mentre mister “50 milioni” (il suo valore di mercato) è rimasto a furor di popolo al suo posto. E adesso per lui si apre una prospettiva diversa che il tecnico ha già in testa: un Koné alla Ederson, simbolo della sua Atalanta, che possa spaccare le partite con gli inserimenti e i tiri verso lo specchio. Ieri il centrocampista si è preso la copertina con due gol, ma l’allenatore può portarlo col suo gioco in doppia cifra tra campionato, Champions e Coppa Italia facendone un centrocampista totale: così, sotto il cielo di Trigoria e non altrove, sta nascendo il Koné del futuro.

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