Basket in carrozzina, Carossino e il sogno olimpico: "Siamo un gruppo forte, vogliamo i Giochi di Los Angeles"
Il capitano dell'Italia arrivata per la prima volta in finale iridata: "Abbiamo preso consapevolezza dopo la vittoria sugli Stati Uniti. L'Olimpiade ci è sempre sfuggita, stavolta non possiamo sbagliare"
Il capitano dell'Italia arrivata per la prima volta in finale iridata: "Abbiamo preso consapevolezza dopo la vittoria sugli Stati Uniti. L'Olimpiade ci è sempre sfuggita, stavolta non possiamo sbagliare"
Simone Corbetta 20 settembre (modifica alle 15:38) - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL'italbasket in carrozzina raggiunge un traguardo storico, cogliendo un argento al Mondiale a Ottawa (Canada), fermata solo in finale dalla corazzata Australia (2 ori paralimpici e 3 mondiali) per 81-57. Un percorso, quello azzurro, netto. Mai si era raggiunta una finale, mai si era vinto un argento (il miglior risultato era stato un quarto posto nel 2010, ndr).
capitano
—Protagonista di questo cammino è stato il capitano Filippo Carossino, 33 anni il prossimo 12 novembre, alla sua quarta esperienza mondiale. 18,7 punti di media a partita, 7,5 rimbalzi e 5 assist nel torneo, inserito nel quintetto ideale della manifestazione. "La vittoria con gli Stati Uniti ci ha fatto capire che si sarebbe potuto fare qualcosa di magico in questo Mondiale - dice il numero 22 -. Abbiamo capito di poter competere ai massimi livelli e abbiamo preso consapevolezza dei nostri mezzi e punti di forza, creando nel gruppo, giorno dopo giorno, un’alchimia che sapeva quasi di magia. Il momento più indimenticabile - racconta - è stato certamente la vittoria in semifinale contro i britannici: loro ci avevano sempre battuto nel recente passato in ogni competizione, li abbiamo considerati per anni la nostra bestia nera. Stavolta siamo scesi in campo senza paura e questo ci ha permesso di giocare liberi, anche quando siamo andati sotto nel punteggio, e di ritrovare con serenità e lucidità le nostre certezze”. Vincere in semifinale ha rappresentato un punto di svolta importante: “Siamo usciti dal campo consapevoli che avremmo vinto una medaglia in ogni caso, una sensazione indescrivibile ancora adesso".
Gabriel Benvenutoil rammarico
—"C’è un po’ di rammarico per la finale, questo è indubbio, soprattutto per non aver giocato al nostro livello. Forse siamo entrati in campo un po’ bloccati, con troppa fatica, soprattutto mentale, che non ci ha permesso di trovare le giuste energie per rimanere in partita nel corso del secondo tempo. Ma nulla può eguagliare la gioia di aver portato i colori italiani così in alto - afferma emozionato -. Un momento davvero tanto importante per il movimento e per la Federazione, che ci ha sempre sostenuto, oltre ogni difficoltà. Adesso ci presentiamo con le carte in regola per poter competere al massimo livello nel corso del prossimo biennio - spiega Carossino - che sarà cruciale: gli Europei di Liverpool a settembre 2027 e l’obiettivo di raggiungere finalmente le Paralimpiadi, nel 2028 a Los Angeles, che purtroppo, per un'inezia, da Londra 2012 sono sempre sfumate. Ci crediamo e ci abbiamo sempre creduto, ma ora, forse, anche gli altri cominceranno a temerci. Siamo un gruppo forte e giovane, guidato da un allenatore come Castellucci che ha dimostrato di essere un tecnico di primissimo livello mondiale. Sono sicuro che ci toglieremo grandi soddisfazioni”. Conclude: "Ora ci godiamo questo importante risultato, al termine di un meraviglioso torneo, frutto di un lavoro incredibile, consapevoli di dover puntare ai Giochi del 2028".
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