Look anni '80, ecco Acosta lo Squalo: "Sabato un errore da imbecille, oggi la mia prima vittoria"
La Gazzetta dello Sport

Look anni '80, ecco Acosta lo Squalo: "Sabato un errore da imbecille, oggi la mia prima vittoria"

Domenica 20 settembre 2026
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A 22 anni il pilota spagnolo ha conquistato il suo primo Gran Premio con la Ktm dopo la caduta nella Sprint: dalla storia del peschereccio di famiglia ipotecato al look anni '80, il ritratto di un campione genuino pronto al futuro in Ducati

A 22 anni il pilota spagnolo ha conquistato il suo primo Gran Premio con la Ktm dopo la caduta nella Sprint: dalla storia del peschereccio di famiglia ipotecato al look anni '80, il ritratto di un campione genuino pronto al futuro in Ducati

Giorgio Burreddu Collaboratore 20 settembre (modifica alle 16:59) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Non si è mai pronti al successo. Per la sua prima vittoria in MotoGP, Pedro Acosta si è presentato con un mullet very '80s. Più vicino a un rocker che a un pilota di moto ipertecniche. Ma poi "chissene" del look. Quel che conta è l’emozione. Acosta, 22 anni, sulla sua Ktm si è preso il GP d’Austria. "Mi ricordo ancora la mia ultima vittoria con la Moto2, in Indonesia". Lo sforzo di memoria torna al 2023. Si guarda all’oggi. "È bello chiudere il mio ciclo con la Ktm vincendo proprio sulla loro pista di casa". La sognava da tre anni, e a forza di dai e dai e dai, alla fine lo spagnolo ce l’ha fatta. Portandosi dietro la sua storia di persona comune manco fosse uno di quei personaggi di Virginia Woolf. Pedro e la sua famiglia vengono da Mazarron, quel posto incantevole che risplende tra la Playa de Parazuelos e quella del Mojon. Il padre, Pedro (si chiama come lui), fa il pescatore. E così suo nonno. Un giorno decisero di ipotecare il peschereccio per permettere a Pedro di inseguire il suo sogno di pilota. Due anni fa, in Portogallo, dopo il podio il suo compagno di squadra Fernandez gli chiese: "Pedro, quando hai il volo di ritorno?". Lui sfoggiò il sorriso migliore: "Vado col furgone, sono povero".

grande vittoria

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A vederlo così, vincere in Austria, Pedro Acosta è un bambino felice. "E sono quasi più felice per questo pubblico che per me stesso. Ieri nella Sprint avevo fatto una gran cavolata ma oggi abbiamo rimediato. Chiudere così è una grande soddisfazione. Ho vinto grazie all'esperienza, compresa quella maturata dopo l'errore del sabato, davvero da imbecille". Non è ingenuo, è un po’ naif. Ma perlomeno è spontaneo e sincero: qualità rare in certi ambienti. A El Hormiguero, il programma comico che invita le star del momento, Pablo Motos, il conduttore, una volta gli chiese di Marc Marquez. Pedro lo aveva superato in Qatar, era la prima gara in MotoGP della sua vita. "Lo infastidisco come una mosca, che è poi quello che lui faceva con Valentino Rossi". Intanto Acosta e la sua Ktm ne hanno fatta di strada. Mai facile, mai banale, sempre in salita. Una salita arrivata fin qui, nell’Austria più verde e più bella per il suo team. Certo, ci sono voluti 45 gran premi, 15 podi, molte sciagure, tante arrabbiature. Però adesso ci siamo: "Alla fine abbiamo raggiunto il nostro obiettivo, nonostante le tante difficoltà, anche quelle economiche, ed è questo che conta adesso".

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nel 2027

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Rookie meraviglia, così lo chiamavano. E poi Squalo, per via di quella famelica voglia di arrivare. Ma anche per un collo (più taurino che squalesco) che ha fatto il giro del web. Pedro Acosta is the new campione. Lo diciamo da anni, da quando lo consideravano tutti l’erede di Marquez. Beh, nel 2027 una chance l’avrà davvero: Acosta correrà con la Ducati e proprio in squadra con il Cannibale. Il Cannibale e lo Squalo, la strana coppia. L’ad Claudio Domenicali, qualche mese fa, al Ducati Week, disse: "Sulla carta è una gran coppia. Pedro ci piace in pista e come carattere: più peperino. Ci piace l’idea di fare spettacolo e di avere piloti che contribuiscano ad alimentare questa fanbase". Sabato, nella Sprint, Acosta era caduto in Curva 2. Dopo il successo è tornato lì, nel punto esatto, e si è steso a terra: si torna sempre nei posti in cui si è stati infelici. Uno li esorcizza anche così. 

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la famiglia

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Poco social ("Non mi piace passare il tempo al telefono"), molto legato alla sua famiglia. A questo giornale ha raccontato che "i miei genitori sono gli unici che non hanno mai smesso di credere in me. Questa è la cosa più bella". La sorella lavorava in un magazzino di pomodori, li confezionava e faceva il turno di notte. E, ha raccontato lui, "c’era un tempo in cui la vedevo solo i fine settimana". Oggi l’Acosta family è allargata, e una parte sta nel paddock. "Ho imparato la mentalità del never give up, ovvero mai arrendersi. È la cosa più importante". Lo ha imparato sui pescherecci e da suo padre perché "in quel lavoro, se non si prende il pesce, a casa non si mangia. Il suo esempio mi ha aiutato nei momenti più difficili".

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