Amorim cambia ancora: 6 formazioni diverse in 6 partite. Contro il Lecce nuovo ribaltone possibile
Al tecnico del Diavolo piace variare, solo 4 sono rimasti titolari fino ad ora: Maignan, De Winter, Pavlović e Gonçalo Ramos. La sua filosofia: "È impossibile mantenere i giocatori sempre freschi. Si sceglie in base alle esigenze"
Al tecnico del Diavolo piace variare, solo 4 sono rimasti titolari fino ad ora: Maignan, De Winter, Pavlović e Gonçalo Ramos. La sua filosofia: "È impossibile mantenere i giocatori sempre freschi. Si sceglie in base alle esigenze"
Andrea Ramazzotti Giornalista 20 settembre - 16:01 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleRuben Amorim cambia formazione. Per la sesta partita consecutiva. Sei match ufficiali finora, compreso quello in arrivo stasera, e sei undici iniziali diversi. Il tecnico portoghese ieri aveva fatto intendere che avrebbe cambiato anche nella sfida contro il Lecce e così sarà. "Cambierò ogni settimana – ha detto – perché questo è il mio lavoro. Giocando tre match a settimana, è impossibile mantenere i giocatori sempre freschi e per questo la formazione iniziale sarà diversa in base alle esigenze e agli impegni". Sono solo quattro quelli che sono stati sempre titolari: Maignan, De Winter, Pavlović e Gonçalo Ramos.
ALMENO DUE CAMBI
—Ma diamo un’occhiata nel dettaglio a quello che è successo finora: dopo la vittoria sul campo del Torino, il Diavolo ha sfidato in casa il Venezia e, contro la formazione di Stroppa, Amorim ha fatto due avvicendamenti rispetto alla squadra che aveva superato i granata: Modrić al posto di Jashari e Bartesaghi al posto di Estupiñán. Ed eccoci al big match contro la Juventus, al quale i rossoneri sono arrivati a punteggio pieno: l’ex allenatore dello United in questo caso ha attuato una rivoluzione più profonda dell’undici di partenza, con quattro avvicendamenti rispetto al 2-0 contro i lagunari ovvero dentro Moreira, al debutto, per Chukwueze, Estupiñán per Bartesaghi, Rabiot (nelle vesti di trequartista e alla prima da titolare) per Loftus-Cheek e Saelemaekers per Cissé. Come è andata lo sanno tutti: Milan rinunciatario e quasi sempre costretto a difendersi, ma nonostante questo passato in vantaggio e raggiunto solo nel recupero dal gol di Gatti. Eccoci alla Lazio, quarto impegno in Serie A: in questo caso gli avvicendamenti nella formazione titolare sono tre. Fuori Moreira, Musah e Saelemaekers; dentro Chukwueze, Loftus-Cheek e Cissé, con Rabiot che da trequartista arretra tra i due centrocampisti centrali. Mercoledì scorso la prima gara di Europa League contro il Benfica, con la "rivoluzione" più importante e cinque cambi rispetto alla formazione di quattro giorni prima: entrano Filippo Terracciano per Gila, Musah per Modrić, Jashari per Rabiot, Bartesaghi per Estupiñán e Hutchinson per Loftus-Cheek. In tutto quattordici avvicendamenti, per una media di 3,5 da un incontro all’altro. E poi ci sono quelli in vista del match di stasera. Non essendo l’undici anti-Lecce ancora ufficiale, possiamo solo ipotizzarli: potrebbero essere sei, ovvero Gila per Terracciano, Modrić per Musah, Pulisic per Hutchinson, Estupiñán per Bartesaghi, Rabiot per Jashari e Saelemaekers per Cissé; con Moreira per Chukwueze diventerebbero sette.
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—Un discorso a parte lo meritano i cambi all’intervallo o nella ripresa. Sono stati questi, quattro volte su cinque, a dare una spinta fondamentale alla squadra: è successo a Torino, quando gli ingressi di Modrić e Rabiot – un gol e un assist per il francese – hanno fiaccato la resistenza dei granata di Abate; con il Venezia, invece, sono stati determinanti gli ingressi di Saelemaekers, autore di un assist, e Jashari, che ha propiziato un’autorete. Eccoci allo Stadium, dove a cambiare il confronto è stato l’ingresso di Cissé, che ha firmato la rete del momentaneo vantaggio dei rossoneri su assist di Chukwueze, anche lui subentrato; a Roma contro la Lazio, invece, il Diavolo era sotto per 2-0 all’intervallo quando sono entrati Musah, Moreira e Pulisic, con il portoghese che ha firmato i due gol del pareggio finale. Contro il Benfica i cambi nella ripresa hanno fatto crescere la squadra, perché Pulisic, Saelemaekers e Rabiot hanno alzato il rendimento del Milan, ma non sono riusciti a evitare il ko. E c’è un altro dato significativo da sottolineare: tutti e sette i gol segnati dal Milan in campionato sono arrivati dopo il 60’, un segnale di come la squadra sia migliorata sensibilmente con gli ingressi dalla panchina. O che quella titolare non era giusta.
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