Mou show dopo il ko del Real: "Ecco le foto, mancano due rossi". Simeone: "Basta: ci vuole rispetto"
Polemiche a non finire nel post-partita di Atletico-Real. Il portoghese: "L'arbitro non ha retto la pressione". La replica dell'argentino: "Abbiamo giocato meglio e abbiamo vinto"
Polemiche a non finire nel post-partita di Atletico-Real. Il portoghese: "L'arbitro non ha retto la pressione". La replica dell'argentino: "Abbiamo giocato meglio e abbiamo vinto"
Dal nostro corrispondente Filippo Maria Ricci 20 settembre (modifica alle 20:33) - MADRID English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCinque domande, cinque risposte sugli arbitri, lunghe, affilate, velenose, ironiche. Dopo la seconda sconfitta stagionale, il 2-1 nel derby al Metropolitano, Jose Mourinho arriva in sala stampa, si siede, sbuffa e esibisce un documento grafico: “Potremmo evitare la conferenza stampa, perché la partita sta tutta qui”. Pausa, poi tira su un foglio fresco di stampa prodotta negli spogliatoi dello stadio dell’Atletico con due foto: le entrate di Kang-in Lee a Federico Valverde e del ‘Cuti’ Romero a Jude Bellingham, nella seconda metà del primo tempo.
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—“Sono due rossi chiari – dice Mou -. Avete visto che difficoltà abbiamo avuto giocando in 10 contro 11, pensate cosa sarebbe stato per loro giocare in 9 contro 11. Chi può essere felice oltre all’Atletico è il Comitato arbitrale. Già mi era parso strano che si sapesse il nome dell’arbitro una settimana prima della gara quando abitualmente si ufficializza a 24 ore prima dalla partita. Poi scelgono un tipo di 41 anni (il madrileno Ortiz Arias, ndr) che non è internazionale, e non sarà certo perché è un grande arbitro, e il povero è venuto qui e non ha retto la pressione, che qui è una pressione ancora tipo anni 80, cosa rara di questi tempi. Poi c’è il signor Tujillo (designato al Var, ndr) che ha una storia molto completa con il Real Madrid: la partita in Coppa con la Real Sociedad lo scorso anno, quelle con Osasuna e Girona. E se il povero arbitro di campo non ha esperienza e dimensione per una partita come questa, il signor Trujillo non ha alcuna pressione lì a Las Rozas (sede della sala Var, ndr). O invece ha delle pressioni e non lo sappiamo. Mi sarebbe piaciuto andar via da qui senza dire nulla, sono tornato da 3 mesi e avete visto che vado in un’altra direzione, però mancano due rossi all’Elche, una partita che però abbiamo vinto, e due rossi oggi, e qui è un po’ più difficile vincere con un povero arbitro che ha fischiato solo in partite piccoline e un Var che ha una lunga storia con il Madrid. Complimenti al Comitato Arbitrale”.
non visto
—E questa è stata solo la prima, lunghissima tirata. Poi il portoghese ha fatto l’elenco degli errori arbitrali che secondo lui hanno favorito in questo inizio di Liga Atletico e Barcellona, ha detto di non aver avuto tempo di valutare la legittimità del rosso a Huijsen (e non ci sono dubbi in proposito), ricordando però che era un episodio del secondo tempo, e il primo doveva chiudersi con l’Atletico in 9.
ombre del passato
—Poi Mourinho ha soffiato sulle braci del caso Negreira, il vicepresidente degli arbitri pagato per 17 anni dal Barça all’inizio del secolo. “Pensavo di essere tornato in una Liga diversa da quella che avevo lasciato (nel 2013, ndr), ma mi hanno detto che no, che non è cambiato nulla, che è tutto uguale. Non voglio arrivare a dire che è stato tutto preparato, non lo voglio pensare. Voglio pensare solo che si sono sbagliati, che come sbagliamo noi e i calciatori ha sbagliato il Comitato arbitrale scegliendo un arbitro che non è mai stato in queste situazioni e uno al Var con la sua storia”. Mou se ne va e ‘dimentica’ sul tavolo il foglio con le foto. Potrebbe essere un regalo avvelenato per il Cholo, ma un’inserviente evita l’incidente diplomatico.
"CI VUOLE RISPETTO"
—Diego Pablo Simeone si è preso parecchio tempo prima di arrivare in sala stampa. L’ha fatto senza fogli stampati né messaggi di guerra. Era arrabbiato, anche perché il giorno prima aveva detto di essere un ammiratore sincero di Jose Mourinho: “Noi allenatori siamo in un lugo privilegiato, godiamo di grande esposizione, parliamo a una paltea molto molto vasta. Dobbiamo fare attenzione a ciò che diciamo, ci vuole rispetto per gli altri, per gli arbitri, per i colleghi. Perdiamo tutti, e quando superi la linea del rispetto che tu ti chiami Mourinho, Simeone, Flick o Pellegrini non importa, non va bene. C’è una linea che non deve essere superata”. Poi il Cholo respinge con forza tutte le altre domande su Mourinho: “Non facciamo il loro gioco, abbiamo giocato meglio e abbiamo vinto, parliamo di questo, della partita”. Sarà dura.
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