Il miracolo Cittadella: è l'unica imbattuta a punteggio pieno tra i professionisti
Sei vittorie su sei in campionato e due in Coppa Italia. L'allenatore Musso: "Le vittorie non sono un caso"
Sei vittorie su sei in campionato e due in Coppa Italia. L'allenatore Musso: "Le vittorie non sono un caso"
Enrico Leo 21 settembre - 08:34 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Frisenna festeggiato dai compagni. InstagramMiracolo a nordest, firmato Cittadella. Il week end appena concluso ha emesso il suo verdetto. Dopo il pari spettacolo tra Roma e Inter all’Olimpico e la sconfitta nel girone C del Sorrento contro il Bari, la creatura diretta dal debuttante Roberto Musso è l'unica con sole vittorie tra i pro in Italia. Sei su sei in campionato, due su due in Coppa. Primo posto con 18 punti, ottavi di finale a fine ottobre contro il Brescia, la probabile duellante del girone attualmente quattro distanze sotto in classifica.
il sogno
—Un paese di 20.000 abitanti, a cavallo tra le province di Padova e Vicenza, ancora una volta alla ribalta del calcio italiano. Fatto avvenuto spesso nelle diciotto partecipazioni in B tra il 2000 e il 2025, con i picchi nel 2019 e 2021 quando la Serie A era davvero ad un passo nelle finali playoff rispettivamente contro Hellas Verona e Venezia. Erano gli anni d'oro del “Cittadella Meccanico” a firma Roberto Venturato, la squadra sempre ultima nei pronostici di inizio stagione e sempre in grado di sovvertirli a maggio. Una creatura forgiata sull'acciaio della famiglia Gabrielli, proprietaria da sempre del club, e sul lavoro dietro la scrivania del direttore generale Stefano Marchetti. Uno dei dirigenti più bravi del calcio italiano, specialista nell'arte del comprare a poco e rivendere a tanto, scoprendo una miriade di talenti e permettendosi il lusso di rifiutare nell'estate 2023 il Napoli scudettato. No ad Aurelio De Laurentiis, amore eterno alle mura erette nel lontano 1220 nell'Alta Padovana.
genesi
—La sua ultima intuizione? La promozione a primo allenatore di Roberto Musso, dopo l'anno post retrocessione avaro di soddisfazioni con la leggenda Manuel Iori. In panchina l'ex regista, recordman di presenze (339) e gol (49), non ha impattato bene con la piazza come da calciatore, motivo per cui Marchetti in estate, non senza qualche mugugno, ha preferito voltare pagina e scegliere la forza calma del 46enne di Napoli, cittadellese d'adozione. Scelta, al momento azzeccata, per l'ex faro del centrocampo Citta, con 249 apparizioni e 4 reti tra il 2000 al 2011, e poi una lunga crescita dal 2015 dentro lo staff tecnico con Venturato e poi come vice di Gorini, Dal Canto e lo stesso Iori, sta smentendo tutti gli scettici.
intuizioni
—Imperniata sulla saggezza dei senatori come il portiere Zanellati (tra i migliori portieri della categoria), il braccetto Martella e l'esterno Ndrecka, gli eterni Barberis e Falcinelli, Musso ha costruito una squadra concreta, capace di cambiare pelle e interpreti a gara in corsa senza perdere identità ed equilibrio. Nessun dogma tattico rispetto al recente passato, un 3-5-2 meno futuristico, ma non per questo privo di intuizioni decisamente anomale in Lega Pro. Tre sue tutte: la riconversione dell'estroso Anastasia da ala offensiva ad esterno destro a tutta fascia, un po' come fatto da Amorim con Chukuwueze. La riscoperta del jolly Francesco D'Alessio in mezzala di lotta e governo come ai tempi della Primavera della Roma, quando si meritò il debutto in prima squadra il 4 ottobre 2023 in Europa League nei 13' finali del poker romanista contro il Servette. Allenatore di quella squadra? Un certo Josè Mourinho. Infine la definitiva esplosione del centrocampista Lorenzo Paolucci. All'alba dei trent'anni, non chiamatelo più “il fratello di Andrea”, attuale responsabile della cantera del Citta e uomo con più di 200 presenze in B. L'ex Cerignola è un centrocampista completo e con due reti in campionato al pari del fantasista classe 2006 Eduard Ihnatov, è l'attaccante ombra di una squadra che ha già mandato in gol ben otto giocatori differenti.
i risultati
—La cessione obbligata a dieci giorni dalla fine del mercato, destinazione Ravenna, del bomber Simone Rabbi, 14 reti la scorsa campagna, poteva creare sconquassi all'ambiente, ma la reazione di Marchetti è stata puntuale. L'arrivo dell'ex Mantova Mensah ha aggiunto chili ed esperienza in avanti, mentre il ritorno del figliol prodigo Mirko Antonucci, già decisivo nel successo per 2 a 1 in casa Carpi con un destro all'incrocio a 4' dalla fine, ha regalato fantasia e qualità sulla trequarti. Prima la Pergolettese all'esordio nel segno di Ekuban, poi il blitz con il Renate con sentiti ringraziamenti a Paolucci, il 2-1 al Lumezzane con il duo Barberis-Falcinelli sugli scudi. E poi la settimana perfetta appena conclusa, con la rimonta di Carpi, il 2-0 alla Juventus Next Gen nel segno dei due diciannovenni Gobbato e Ihnatov e infine il colpo sul campo dell’Ospitaletto a firma di Frisenna. Sei partite diverse, sei modi differenti di arrivare allo stesso risultato. Il Cittadella segna, soffre, aspetta, colpisce. Ma soprattutto vince, migliorando lo spettacolare avvio del 2016-2017 al rientro in B. In quel caso alla sesta a suonare la sveglia ci pensò proprio il Brescia con un sonoro 3 a 0 al Tombolato.
il presente
—Stavolta alla sesta sono arrivati i tre punti e dentro la città murata i sorrisi sono quelli dei giorni giorni migliori: "Sei vittorie consecutive? Fa piacere, siamo tutti contenti. Diciotto punti non sono un caso, ma sappiamo benissimo che non dobbiamo abbassare la guardia", riconosce Roberto Musso post Ospitaletto. "Da adesso ogni partita sarà un banco di prova importante. Non dobbiamo mollare di una virgola, anzi dobbiamo continuare a migliorare perché ci sono ancora tanti aspetti da sistemare. Però vincere fa sempre bene e ti permette di lavorare con ancora più entusiasmo". E allora avanti, senza fare troppo rumore. A Cittadella conoscono bene la ricetta del successo.
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