I quattro nomi (e la regola) che hanno fatto svoltare il Milan di Amorim
La Gazzetta dello Sport

I quattro nomi (e la regola) che hanno fatto svoltare il Milan di Amorim

Lunedì 21 settembre 2026
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L'allenatore portoghese si è messo nelle mani dei senatori e ha avuto in cambio una partita solida. Dopo la sosta riprenderà il turnover ma da qui non si torna indietro...

L'allenatore portoghese si è messo nelle mani dei senatori e ha avuto in cambio una partita solida. Dopo la sosta riprenderà il turnover ma da qui non si torna indietro...

Marco Pasotto Giornalista 21 settembre - 13:31 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il gol dell'1-0 al Lecce di Pulisic

Non sappiamo quante partite giocherà da qui a fine stagione Luka Modric – impossibile avventurarsi in pronostici con un allenatore imprevedibile come Amorim -, ma con lui in campo sappiamo, al termine di questa partita, di aver osservato il miglior Milan di quest’anno. Il croato è uno dei senatori che il tecnico portoghese ha rimesso in campo dopo avergli dato una bella spolverata. Senatori, mammasantissima, capibranco: fate voi, ci siamo capiti, il senso è quello ed era un tema sempre più caldo a Milanello e dintorni. Un tema del quale Amorim aveva parlato anche in conferenza stampa, spiegando come – giustamente – alcune scelte apparse bizzarre agli occhi degli osservatori esterni fossero in realtà dovute a fattori che lungo la settimana può osservare solo lui. 

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modric, rabiot e...: i leader

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Certo, scorrendo le formazioni titolari delle ultimissime partite i dubbi - al di là delle valutazioni generate dagli allenamenti - permangono. E allo stesso tempo occorre sottolineare come stavolta sia arrivata la controprova. Con determinati giocatori in campo, è stato un altro Milan. Lecce inesistente, è vero: ma spesso in questi casi i propri demeriti terminano quando iniziano i meriti altrui. In vigilia, comunque, qualcosa da Milanello era filtrato. E cioè che l’allenatore si stesse orientando verso un undici poggiato su alcuni muri portanti imprescindibili. I nomi sono facili: Modric, Rabiot, Pulisic, Gila. E, in seconda battuta, Saelemaekers. Tanto poi, dopo la sosta, il Milan è atteso da una seconda metà di ottobre folle: sette partite in diciotto giorni, mai più di tre giorni di stacco fra un match e l’altro: in quel momento sì che ci sarà bisogno di rotazioni, tante e sagge. 

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bene gila e pulisic

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Per adesso va bene così. Per una squadra in costruzione dopo un’estate in centrifuga, sapere di trovare le certezze che ti aspetti, è già un buon genere di conforto. Su Modric, per esempio, Amorim è stato molto chiaro, giudicando “impossibili” le partite basate sulla corsa. Per avere Luka al top serve il possesso, è chiaro. Stavolta la scelta è stata azzeccata, il Milan ha condotto il ballo dal primo all’ultimo minuto e il croato ha estratto il suo repertorio classico: prezioso in copertura, intelligente in costruzione. Anche Rabiot è stato decisivo. Adrien magari non è ancora al top della condizione – no, in effetti non lo è -, ma a centrocampo ha clamorosamente vinto la sfida contro i pugliesi e si è pure preso la soddisfazione di segnare. Mentre Gila fa esattamente quello per cui è stato acquistato: ringhia sulle schiene altrui e, quando può, parte con la palla cercando di aprire le acque come Mosè. E infine c’è lui, l’uomo del match. Christian Pulisic ha appena terminato un lunghissimo incubo che durava dal 28 dicembre 2025, data in cui aveva messo a segno l’ultimo gol in una partita ufficiale. Poi, il buio. Niente col Milan, niente al Mondiale e, anzi, nuovi problemi fisici e un avvio di campionato shock: zero minuti, Amorim che diceva cose come “abbiamo Cisse” e “Pulisic è arrabbiato perché non gioca e mi piace questa cosa nei giocatori”. Gli spezzoni con Lazio e Benfica avevano poi dato buone indicazioni, fino a questo debutto da titolare che ha permesso al Milan di riprendere le sembianze su cui sta lavorando Amorim. Luka, Adrien, Mario e Christian: qualità ed esperienza sono sempre la ricetta migliore quando bisogna togliersi dai pasticci.

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