"Ora basta stronz...". Tutti gli errori di Rune, che adesso prova a tornare al livello dei migliori
La Gazzetta dello Sport

"Ora basta stronz...". Tutti gli errori di Rune, che adesso prova a tornare al livello dei migliori

Lunedì 21 settembre 2026
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Dopo l'infortunio rimediato a metà ottobre del 2025 durante il torneo di Stoccolma, l'ex numero 4 del mondo rientra in Coppa Davis e avvisa tutti: “Ho imparato a non dare nulla per scontato"

Dopo l'infortunio rimediato a metà ottobre del 2025 durante il torneo di Stoccolma, l'ex numero 4 del mondo rientra in Coppa Davis e avvisa tutti: “Ho imparato a non dare nulla per scontato"

Pellegrino Dell'Anno Collaboratore 21 settembre - 15:50 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

C’è stato un tempo, che ora sembra appartenere quasi ad un’altra era geologica, in cui Holger Rune nella schiera dei tennisti del futuro partiva davanti a Sinner. Dopo l’esplosione dell’azzurro, iniziò ad essere considerato alla pari di Jannik e Alcaraz, come terzo incomodo della loro rivalità. Tutte situazioni e dichiarazioni che sono sbiadite nel tempo, con Rune che si è smarrito cammin facendo, con una testa non sempre adatta ai palcoscenici più importanti e un carattere difficile. I veri limiti, prima del punto di svolta del 18 ottobre 2025, quando si ruppe il tendine d’Achille in semifinale a Stoccolma. Undici mesi dopo il danese è tornato in campo da n.142, ben figurando in Coppa Davis, e facendo una promessa. Forse prima ancora a sé stesso che al resto del mondo: “Ho imparato a non perdere tempo in str...”. Troppo spesso i colpi di testa, nella sua giovane carriera, gli hanno impedito di compiere il salto di qualità.

testa

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Il primo passo per diventare un grande tennista è essere solidi mentalmente, avere la capacità di rimanere in partita dall’inizio alla fine senza lasciarsi andare a polemiche. In campo e fuori. Nel caso di Rune, qualche volta è anche andata bene, come a Montecarlo 2023 contro Sinner quando tra perdite di tempo, provocazioni ed esultanze rivedibili vinse tra i fischi. O a Roma nello stesso anno, quando urlò contro l’arbitro, nel quarto vinto contro Djokovic, in questi termini: “Scherzi? Ti pagano per sbagliare?”. Ma nella maggior parte dei casi questo atteggiamento ha finito solo per provocargli problemi. Un esempio? Sempre a Montecarlo, nel 2024, il danese e Sinner si incontrarono nuovamente, ai quarti di finale. L’azzurro vinse quel match, scatenando l’ira dell’ex n.4 del mondo, che iniziò a lamentarsi già in campo, prendendosi di nuovo i fischi del pubblico, per una programmazione che a suo dire lo aveva svantaggiato. Lamentando di aver giocato troppo presto dopo aver impiegato più di tre ore per battere Dimitrov agli ottavi. Proseguendo poi la protesta sui social, rispondendo a un post del torneo di Montecarlo celebrativo per Sinner: “Non mi hanno messo nelle migliori condizioni, non mi hanno lasciato abbastanza riposo. E il giudice di sedia ha sbagliato una chiamata cruciale. E scrivono ‘che la forza sia con te’…”. Polemiche sterili, che si sono spesso accoppiate ad atteggiamenti poco esemplari, tra racchettate ai teloni, racchette sfasciate, quasi vittimismo latente (a Madrid 2024 accusò il torneo di sabotarlo a causa di una racchetta incordata male) e un modo di porsi troppo irrispettoso. Con anche che casi che vanno oltre.

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maturità

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Nel 2025 Rune, accusato spesso anche di chiamare il fisioterapista nei momenti di difficoltà per spezzare il ritmo, mise all’asta del suo materiale di gioco. Tra cui anche alcune racchette rotte, arrivate addirittura a 6.000 dollari. Cifre folli, con il danese che si giustificò al tempo (non nel modo più pacifico possibile) dicendo che quei soldi sarebbero andati in beneficenza. Una serie di episodi che rappresentano la figura di un ragazzo esuberante e mai del tutto cresciuto, anche perché ritrovatosi all’improvviso nel tennis che conta, vincendo Parigi Bercy nel 2022 contro Djokovic. Una scalata poco graduale, tappe bruciate, e senza avere il tempo necessario per maturare. Ma in questi mesi, sicuramente complice il lungo stop e la ripresa non semplice, si è visto un Rune più maturo. Consapevole delle sue potenzialità e dei suoi mezzi, oltre che del bisogno di gestire bene le energie nervose per rendere al meglio. “Ho imparato a non dare nulla per scontato, la competizione e l’imprevedibilità del tennis mi sono mancate molto. Bisogna godersi il momento”. E ora Rune punta a tornare nel discorso dei migliori, con parole importanti nei confronti di Sinner e Alcaraz.

futuro

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Nel 2023, per alcuni mesi, tutti e tre i grandi prospetti dell’epoca, con Rune che nell’agosto di quell’anno si spinse al n.4 del mondo, erano insieme in top 10. E sembravano, chi più chi meno, sulla stessa linea d’onda. Ora le cose sono cambiate, almeno per quanto riguarda Holger. Che osserva quasi con ammirazione Jannik e Carlos: “Credo che ad oggi non si siano visti giocatori costanti ai vertici come Sinner, Alcaraz e Zverev. Ma non li vedo né più né meno vulnerabili rispetto a prima del mio infortunio”. Tradotto: sono i migliori, specie in termini di continuità, ma non sono diventati imbattibili in un anno. L’impressione è che Rune, esuberante e ambizioso di natura, voglia tornare il più presto possibile a quei livelli, poter guardare da pari a pari Sinner e Alcaraz, avere la chance concreta di sconfiggerli e di arrivare in fondo ai grandi tornei. Se il fisico sarà di nuovo in sesto, come apparso al rientro complice anche una lunga preparazione e un recupero curato nel dettaglio, dovrà solo tener fede alla sua promessa di non perdere più tempo con lamentele e polemiche. Ma di giocare con la testa sulle spalle: in quel caso, il tennis potrebbe riabbracciare davvero un grande protagonista.

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