A Roma il primo Congresso per far crescere il numero di donne ai vertici dello sport
La presenza femminile nei ruoli dirigenziali è circa del 15%. Un dato da cui si partirà per ragionare su un cambio di cultura il 17 e 18 ottobre al CPO Giulio Onesti, nell'evento organizzato da Assist e La Corsa di Miguel e sostenuto dalla consigliera delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale Alessia Pieretti, ex campionessa di pentathlon moderno
La presenza femminile nei ruoli dirigenziali è circa del 15%. Un dato da cui si partirà per ragionare su un cambio di cultura il 17 e 18 ottobre al CPO Giulio Onesti, nell'evento organizzato da Assist e La Corsa di Miguel e sostenuto dalla consigliera delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale Alessia Pieretti, ex campionessa di pentathlon moderno
Simone Corbetta 21 settembre - 18:55 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDue giorni per incontrarsi, raccontare esperienze diverse e ragionare su come aumentare la presenza delle donne nei luoghi in cui si prendono le decisioni dello sport italiano. È con questo obiettivo che il 17 e 18 ottobre Roma ospiterà il primo Congresso Nazionale delle Donne Dirigenti e Manager dello Sport. L’iniziativa è stata presentata nella Sala Di Liegro di Palazzo Valentini. A organizzarla sono Assist – Associazione Nazionale Atlete e La Corsa di Miguel, in collaborazione con Città Metropolitana di Roma Capitale. Il Congresso si terrà nell’Aula Magna del CPO Giulio Onesti.
impegno
—A lavorare alla nascita del progetto, insieme ad Assist, è stata Alessia Pieretti, consigliera delegata della Città Metropolitana di Roma Capitale, ma con un passato sportivo di alto livello. Ha infatti vestito la maglia della nazionale italiana di pentathlon moderno vincendo nel 2006 la Coppa del Mondo. Un’esperienza vissuta prima da atleta e oggi nelle istituzioni che ha contribuito a dare forma all’appuntamento del 17 e 18 ottobre. Al progetto partecipa anche La Corsa di Miguel. Alla presentazione era presente Valerio Piccioni, ideatore nel 2000 della gara podistica, dopo un viaggio in Argentina. La corsa porta il nome di Miguel Benancio Sánchez, atleta e poeta argentino rapito nel 1978 durante la dittatura militare e mai più tornato a casa. Da allora il suo nome corre ogni anno per le strade di Roma e, nel tempo, la manifestazione ha legato lo sport ai temi della memoria, dei diritti e dell’inclusione. A Palazzo Valentini sono intervenuti anche Massimo Sacchetti, rettore dell’Università Foro Italico, Luisa Garribba Rizzitelli, presidente di Assist, Antonella Bellutti, due volte olimpionica nel ciclismo su pista, e Loredana Pesoli, responsabile Relazioni Istituzionali Assist, che ha moderato l’incontro. A portare il proprio saluto è stato anche il generale Mauro D’Ubaldi, vice segretario generale della Difesa.
dati e non solo
—Il punto da cui parte il Congresso è molto concreto. Secondo i dati riportati dagli organizzatori, nelle federazioni, nelle società e negli enti sportivi la presenza femminile ai vertici rimane spesso sotto il 15%. Una percentuale che contrasta con il numero di donne che ogni giorno lavorano nello sport, nelle aree tecniche come in quelle organizzative e gestionali. Soddisfatta dell'incontro Alessia Pieretti: “Sono veramente contenta di aver accolto la proposta di Assist e di affiancarla, insieme all'Università del Foro Italico, nella presentazione e realizzazione del Primo Congresso Nazionale delle Donne Dirigenti e Manager dello Sport. Sono convinta - continua - che proporre un momento di incontro tra le Donne dello Sport italiano sia necessario per sentirne fisicamente la forza e delineare insieme strategie concrete per la crescita e la presenza in ruoli apicali. Ha arricchito l’incontro l’anniversario di Antonella Bellutti, che proprio oggi, 26 anni anni fa, ci regalava uno dei suoi ori olimpici, quello di Sydney: questo ha reso l’evento colmo di un’emozione e di un’energia meravigliosa”. Per Valerio Piccioni bisogna cambiare modo di pensare: “In Italia le donne sono circa il 25% dei partecipanti alle corse su strada. La maggior parte di esse che partecipano agli eventi podistici internazionali sono straniere -spiega -. Dobbiamo creare eventi in cui si sentano protagoniste. Non esiste una ricetta, bisogna scardinare una cultura fatta di pregiudizi, anche sull’idea che a organizzare, dirigere e guidare sia meglio un uomo”.
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