Il prezzo della benzina sale? Anche la F1 non scherza: i nuovi carburanti toccano 500 euro al litro
Il 2026 ha visto l'introduzione delle nuove miscele sostenibili, i cui costi produttivi risentono pure loro delle tensioni geopolitiche. Ecco come funzionano e il lavoro che c'è dietro
Il 2026 ha visto l'introduzione delle nuove miscele sostenibili, i cui costi produttivi risentono pure loro delle tensioni geopolitiche. Ecco come funzionano e il lavoro che c'è dietro
Giorgio Burreddu Collaboratore 21 settembre - 18:14 - BOLOGNA Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google In F1 dal 2026 si utilizzano carburanti ecosostenibiliQuanto gli costi. A loro, quelli della F1. Rapido calcolo: il nuovo carburante sostenibile, quello privo di componenti fossili, è arrivato a toccare anche il prezzo di 500 euro al litro. Molto più del normale. E siccome una F1 del 2026 ha circa 100 litri di capacità (è variabile a seconda della monoposto) il conto di un pieno è presto fatto. Dietro c’è il mondo che cambia. È l’aumento dei prezzi per la situazione geopolitica, i trasporti, le crisi. E vuol dire che in gara, consumare un serbatoio, quello con la densità ammessa dalla Fia, per una sola monoposto di F1 può venire a costare anche 25mila euro. Niente bollini, né punti regalo. E c’è ben poco da scherzare, perché se la situazione sta diventando insostenibile per gli automobilisti comuni (che comunque usano un altro tipo di carburante), il prezzo della benzina comincia ad avere riflessi anche sulla F1 e le sue monoposto. Da quest’anno, insieme alle nuove macchine e alle nuove power unit, sono arrivati anche gli Advanced Sustainable Fuels. F1.com ha raccontato cosa sono e che possono essere prodotti da carbonio catturato, rifiuti urbani e biomasse non alimentari: sono carburanti drop-in, cioè devono poter sostituire quelli fossili senza modifiche al motore. Insomma, il futuro è qui. Ma a che prezzo.
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—Dietro, come sempre, c’è di più. Cioè: una rincorsa tecnologica. Ed è quella che il sito ufficiale della F1 ha definito «la brutale corsa allo sviluppo dei carburanti», che potrebbe anche "giovare al mondo intero". Lo sport anticipa. Sempre che la crisi geopolitica dia una tregua a tutti i settori. Per Audi, il partner tecnologico BP ha valutato 70 componenti, sviluppato 400 campioni, testato 200 miscele sulla nuova power unit e consegnato 240 mila litri di carburante di prova alla fabbrica di Neuburg. Luc Jolly, responsabile dei fluidi motorsport di BP, ha raccontato a F1.com che è stato necessario quasi ripartire da zero: i componenti fossili usati in passato non erano più disponibili. "La competizione in F1 è assolutamente brutale", ha detto. Tutti hanno tecnici di alto livello: conta chi sviluppa più in fretta. "Per persone come me, è una sfida tecnica straordinaria", ha aggiunto Jolly. "Ecco perché ci piace la F1. Certo, ci sono i piloti, i tifosi, la passione e tutte queste cose, ma è anche uno sport tecnico. Se non ci fossero queste novità che scombussolano un po’ le cose, non sarebbe la F1, no?". La sfida è trovare l’equilibrio tra prestazione e affidabilità. Un margine di sicurezza eccessivo significa lasciare la prestazione sul tavolo, mentre spingersi troppo oltre significa rischiare. È quello che Jolly chiama il punto in cui il motore è affidabile quanto basta per liberare il massimo. E al primo anno, aggiunge, "c’è ancora molta prestazione da trovare". Il pilota entra in questo processo. Pur restando a distanza e senza trasformarsi in un esperto della materia. Non è la chimica che interessa ai campioni della velocità. Gabriel Bortoleto ha raccontato che, arrivato in Formula 1, ha scoperto un mondo in cui tutto si evolve: macchina, motore, carburante. Ogni componente si rinnova. È buffo, ha detto, "perché sono cresciuto guidando, guidando, guidando, guidando, e continui a guidare e a perfezionare le tue tecniche di guida, ma quando arrivi in F1, è un mondo completamente diverso. È tutta una questione di innovazione, di apportare miglioramenti alla macchina, al motore, al carburante, a ogni singolo componente della vettura".
un esempio
—La partita dei costi è uguale per tutti: da Mercedes a McLaren e tutti gli altri. Per la Ferrari, per esempio, la stessa partita si gioca con Shell. Il V-Power Race Fuel della SF-26 è stato sviluppato in quattro anni. Shell ha parlato di oltre due milioni di simulazioni, più di 110 specialisti e oltre 38 mila ore di lavoro tecnico ogni anno. Valeria Loreti, Technology Manager di Shell Motorsport, l'esperta di chimica che si occupa della benzina in Ferrari, ha spiegato che il progetto è partito subito dopo il congelamento dei fluidi del 2022. E per affrontarlo, dice, "non ci servivano soltanto chimici". Sono entrati in gioco specialisti di certificazione, calcoli della CO2, regolamenti e catena di fornitura. Dopo il successo di Lewis Hamilton a Barcellona (era giugno), Shell aveva pubblicato una nota con le congratulazioni al pilota. Ma David Bunch, vicepresidente esecutivo Shell per Mobility & Convenience, aveva sottolineato: "Ancora più importante per i nostri clienti, ciò che otteniamo in pista continua a plasmare il futuro della mobilità su strada". La nuova benzina deve rispettare anche requisiti di sostenibilità e tracciabilità. Shell indica per il carburante certificato una riduzione di almeno il 65% delle emissioni equivalenti di CO2 rispetto al riferimento fossile, secondo i criteri europei. Dal 2027, in F1 cambierà anche il flusso di carburante per riequilibrare potenza termica ed elettrica: non significherà soltanto immetterne di più, ma cambiare il modo in cui il carburante poi lavora nel motore. Per quel momento, la speranza è che i prezzi si siano contratti almeno un po’.
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