Sconfitte, infortuni e... "paura degli scalini": Spalletti diventa psicologo e rialza la Juve
La Gazzetta dello Sport

Sconfitte, infortuni e... "paura degli scalini": Spalletti diventa psicologo e rialza la Juve

Lunedì 21 settembre 2026
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Il tecnico toscano ha dovuto lavorare molto sull'aspetto mentale dei suoi giocatori dopo la sconfitta di Reggio Emilia e i gravi problemi fisici che hanno colpito uomini simbolo della squadra

Il tecnico toscano ha dovuto lavorare molto sull'aspetto mentale dei suoi giocatori dopo la sconfitta di Reggio Emilia e i gravi problemi fisici che hanno colpito uomini simbolo della squadra

Fabio Russo Giornalista 21 settembre - 18:03 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Ieri abbiamo deciso all'ultimo di non scendere in campo per l'allenamento, perché con tutto quello che succede in questo momento abbiamo detto: 'non scendiamo neanche gli scalini dello spogliatoio, stiamo dentro....'". Il grave infortunio di Grabara, dopo quelli di Yildiz, Thuram e Locatelli, unito alla sconfitta di Reggio Emilia contro il Sassuolo che "ci ha creato difficoltà e qualche dubbio": in avvicinamento alla gara contro l'Atalanta, Luciano Spalletti ha dovuto lavorare soprattutto come psicologo con i suoi giocatori, per liberare le loro menti dalla paura che poteva subentrare dopo un inizio di stagione caratterizzato da un serie incredibile di episodi negativi. 

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juve, spalletti e la disponibilità dei calciatori

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Non ne ha fatto mistero l'allenatore della Juve, che ha spiegato come sabato abbia chiesto ai suoi calciatori di provare un sistema di gioco differente (inizialmente quasi un 3-4-1-2 con Nico Gonzalez esterno a tutta fascia e Alajbegovic alle spalle di Kolo Muani e Conceiçao schierati più larghi) senza sostanzialmente effettuare esperimenti sul campo, ma soltanto abbozzando qualche posizione camminando sui prati della Continassa. Ed è lì che ha ricevuto la risposta più importante dai suoi calciatori, dei quali non ha mancato di sottolineare "la grande disponibilità: per un allenatore non c'è prezzo per questo atteggiamento". 

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juve, gruppo unito con spalletti

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D'altronde, fin dal suo arrivo alla Juve, Spalletti ha dovuto lavorare tanto dal punto di vista mentale su una squadra inizialmente schiacciata dal peso della maglia e, poi, dopo un periodo in cui sembrava essersene liberata, nuovamente vittima della necessità di raggiungere a tutti i costi il risultato minimo. È così che sono maturati i passi falsi contro Verona e Fiorentina nel finale dello scorso campionato e, in parte, è nato il folle ko di Reggio Emilia, dopo una settimana di polemiche dell'ambiente per il fatto che, contro il Milan, ci si fosse attardati troppo a festeggiare il gol di Gatti anziché portare il pallone a centrocampo e provare a vincere. "Siamo sempre noi che riusciamo a toglierci dalle spalle al muro con i nostri pensieri e i nostri comportamenti - ha ribadito Spalletti dopo il 2-0 all'Atalanta -. Come stasera: gli viene chiesto di giocare in un sistema diverso e tutti i giocatori si danno una mano. È la miglior risposta che si possa dare". Tutti uniti, nelle difficoltà: così Spalletti ha ritrovato la sua Juve.

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