C'è un nuovo Amorim: "integralista" ma ora più flessibile. Per non ripetere un'altra Manchester
La Gazzetta dello Sport

C'è un nuovo Amorim: "integralista" ma ora più flessibile. Per non ripetere un'altra Manchester

Lunedì 21 settembre 2026
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L'esperienza con lo United gli è servita per modificare, in parte, un approccio troppo rigido. "Bisogna adattarsi un minimo", ha detto dopo la partita col Lecce in cui il Milan, con alcuni cambiamenti tattici, ha svoltato rispetto alle partite precedenti

L'esperienza con lo United gli è servita per modificare, in parte, un approccio troppo rigido. "Bisogna adattarsi un minimo", ha detto dopo la partita col Lecce in cui il Milan, con alcuni cambiamenti tattici, ha svoltato rispetto alle partite precedenti

Marco Pasotto Giornalista 21 settembre - 23:26 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Ruben Amorim, 41 anni. LaPresse

Il calcio a volte è bizzarro. Può anche capitare che un allenatore esonerato bruscamente, tra gli stracci che volavano, tra accuse e rivendicazioni, in totale rottura con tutto l'ambiente, qualche mese dopo venga rimpianto. Sta succedendo a Ruben Amorim e stiamo parlando di Manchester. Ovviamente non della dirigenza, ma dei tifosi. O quanto meno di una parte di essi. Lo United arranca, annaspa, boccheggia a quota cinque punti in altrettante partite e la gente dei Diavoli Rossi inizia a rimpiangere Ruben. Il tre a zero del Milan sul Lecce è stato il detonatore della nostalgia, ma più di un affezionato si era sbilanciato già dopo il quattro a due che Amorim aveva rifilato a Carrick nell'amichevole di Ferragosto. Il Manchester peraltro pare un fattore destinato a comparire spesso nei ragionamenti che coinvolgono Amorim. Perché certo, quando un'avventura finisce male brucia dentro, ma porta sempre con sé anche qualche insegnamento.

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errore

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Cosa facilmente deducibile dalle parole del tecnico nel dopogara con il Lecce: "Nelle ultime partite abbiamo avuto qualche difficoltà perché avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni, mentre oggi i giocatori avevano un po' più di libertà e, con un po' più di libertà, giocano meglio. Quello che ho percepito nelle ultime partite, e che avevo già provato allo stesso modo al Manchester United, motivo per cui non posso commettere di nuovo lo stesso errore, è che a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo". A prima vista, per chi non lo conosce, parrebbe una semplice frase di buon senso. Un'ovvietà. Ma per uno come Amorim è qualcosa di molto più ampio. Praticamente un cambio d'approccio, una rivisitazione dei propri dogmi. Perché esattamente un anno fa, dopo uno 0-3 incassato dal City, a una domanda sull'opportunità di cambiare sistema di gioco il tecnico aveva risposto così: "Nessuno mi farà cambiare idea. Neppure il Papa. Questa è la mia responsabilità quindi non cambierò nulla tatticamente". Scova le differenze tra quell'Amorim e questo Amorim.

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approccio

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Il portoghese è quindi sbarcato a Milanello preceduto dalla sua fama di allenatore integralista. Quello che non deroga mai dal suo credo, nemmeno sotto tortura. Detto in poche parole: parliamo di un tecnico che adatta i giocatori al proprio modulo, e non il contrario. L'ha fatto a Manchester, dove è andato schiantarsi. In parte l'ha già fatto anche a Milano dove, prima del Lecce, spiravano venti non esattamente gradevoli. La partita coi salentini ha restituito un Milan rimesso a nuovo perché nuovo è stato l'approccio di Ruben. Diciamo un po' più elastico. Si sono per esempio viste tracce evidenti di difesa a quattro, come d'altra parte ha confermato l'allenatore nel dopogara: "Abbiamo inziato a quattro per rendere Chukwueze un po' più offensivo". Ripercorrendo le sue parole, diventa quindi molto interessante sentirgli dire che "avevamo una struttura davvero troppo rigida nelle posizioni" e "a volte non abbiamo le caratteristiche ideali per giocare in un determinato modo. Se non le abbiamo, dobbiamo adattarci un minimo". Riflessioni che si riagganciano ai giorni precedenti, quando aveva sottolineato come la rosa non fosse del tutto adatta al suo modo di giocare (aggiungendo poi, per evitare malumori dai piani alti che "quando si arriva in un nuovo club è impossibile avere tutte le caratteristiche giuste in ogni aspetto"). Ad ogni modo, quella "libertà in più" sottolineata da Amorim ha trasfigurato il Milan, rendendolo più pericoloso e imprevedibile. In fondo si può restare fedeli al proprio credo anche concedendosi qualche deroga.

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