Safety car della Polizia: cos’è e come funziona
Può rallentare il traffico fino a fermarlo completamente quando più avanti c’è una situazione di pericolo. Ecco come funziona la safety car, dove può essere utilizzata e quali regole deve rispettare chi la incontra
Può rallentare il traffico fino a fermarlo completamente quando più avanti c’è una situazione di pericolo. Ecco come funziona la safety car, dove può essere utilizzata e quali regole deve rispettare chi la incontra
Giuseppe Biondo 22 settembre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Una volante con le dotazioni previste può essere una safety car della PoliziaIl principio è simile a quello della vettura di sicurezza di Formula Uno, chi la guarda la conosce bene. Ma sulle strade di tutti i giorni non c’è alcuna gara da vincere, c'è solo da seguire la safety car della Polizia facendo la sua andatura. In alcune situazioni infatti una pattuglia può inserirsi in testa al traffico e rallentarlo gradualmente, anche fino a fermarlo se le circostanze lo richiedono. Il Codice della strada chiama questa procedura “dispositivo safety car”.
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Anche una gazzella dei Carabinieri può essere usata come safety carCOS’È
—L’auto di sicurezza della Polizia (ma può anche essere dei Carabinieri, della Guardia di Finanza o delle Polizie provinciali e locali) è prevista dall’articolo 43 del Codice della strada. La normativa stabilisce che la safety car può essere impiegata sulle autostrade, sulle strade extraurbane principali e sulle strade urbane di scorrimento per prevenire pericoli causati dalla presenza di persone sulla carreggiata, da incidenti, dall’installazione o rimozione della segnaletica di un cantiere o da altri eventi imprevedibili. A scanso di equivoci, va detto che non esiste un’auto specifica della Polizia che svolge unicamente il ruolo di safety car. Il decreto attuativo del luglio 2025 stabilisce le caratteristiche dei veicoli che si possono utilizzare: devono avere lampeggianti gialli o arancioni e un pannello posteriore di almeno 1,20 x 0,40 metri con la scritta nera su fondo giallo “auto di sicurezza safety car”, oppure con un messaggio variabile che abbia almeno la scritta “safety car”. Per i veicoli degli organi di polizia c’è una disciplina specifica: devono avere i colori d’istituto, tenere accesi i lampeggianti blu e utilizzare il pannello a messaggio variabile.
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Nelle autostrade a due corsie basta una safety carCOME FUNZIONA
—Il sistema pienamente operativo anche nel 2026, dopo che il decreto attuativo dell’estate 2025 ne ha fissato modalità e caratteristiche. La pattuglia si pone a monte del pericolo, inizialmente adeguandosi alla velocità del traffico con il pannello di segnalazione attivo. Una volta raggiunto il punto di attivazione, prima della zona pericolosa, rafforza la segnalazione accendendo i dispositivi luminosi e comincia a ridurre progressivamente la velocità. Da quel momento trascina di fatto con sé il traffico che segue, rallentandolo fino eventualmente a fermarlo del tutto. Terminata l’operazione, la pattuglia consente la ripresa graduale della circolazione. La safety car, quindi, non ha una velocità standard: la sua andatura varia in funzione delle condizioni e delle esigenze. Normalmente sulle carreggiate a due o tre corsie basta una safety car, mentre il decreto prevede l’uso di almeno due veicoli su quelle a quattro o più corsie. C’è un’eccezione: in caso di emergenza improvvisa, se non c’è tempo di attendere l’arrivo di un secondo mezzo gli organi di polizia possono comunque operare con un solo veicolo, quale che sia il numero di corsie.
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La safety car degli organi di polizia compatta e rallenta il traffico dietro di sé, fino a fermarlo se è necessarioCOSA FARE
—Proprio come in Formula Uno, nemmeno sulle strade di tutti i giorni si può superare la safety car. I veicoli che la seguono, come prevede il comma 3-bis dell’articolo 177 del Codice della strada, devono rallentare progressivamente, accendere le quattro frecce e rispettare le eventuali indicazioni degli operatori. Poche regole, dunque, ma tassative. Chi contravviene infatti rischia una sanzione da 167 a 665 euro e la sospensione della patente da uno a tre mesi. Se il conducente ha la patente da meno di tre anni, la sospensione va da tre a sei mesi.
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