Fratelli azzurri, Sebastiano Esposito: "Pio parava". E lui: "Qui c'è Gigio, così sono diventato punta"
I due rappresentano la 4ª coppia di fratelli convocati insieme in Nazionale: "Il legame tra noi è molto forte. Il ct ci ha spiegato come muoverci, come posizionare il corpo, è stato bello. Ci ha detto di godercela"
I due rappresentano la 4ª coppia di fratelli convocati insieme in Nazionale: "Il legame tra noi è molto forte. Il ct ci ha spiegato come muoverci, come posizionare il corpo, è stato bello. Ci ha detto di godercela"
Dal nostro inviato Andrea Ramazzotti 22 settembre - 12:48 - FIRENZE English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Pio Esposito e Sebastiano Esposito nel ritiro dell'ItaliaDue fratelli insieme in Nazionale. Come Franco e Beppe Baresi. Come Filippo e Simone Inzaghi. Adesso tocca a Sebastiano e Pio Esposito. In ordine d'età. Entrambi attaccanti, rispettivamente di Sassuolo e Inter. Seba è la novità, alla prima convocazione; Pio la certezza perché, nonostante sia più giovane del fratello, è già stato chiamato da Gattuso e ha segnato 5 reti. Di certo i due sono il volto sorridente di un'Italia che sta lavorando per aprire un ciclo vincente già venerdì all'Olimpico contro il Belgio. Oggi gli Esposito hanno parlato insieme a Vivo Azzurro e hanno raccontato le sensazioni del primo allenamento con Mancini: "Il mister è stato un grande attaccante - ha detto Pio - e ci dà tante indicazioni tecniche sul ruolo". "Ci ha detto di godercela, anche se non è facile per le emozioni che provi. Se giochi con tuo fratello è ancora più difficile... Mancini ci ha spiegato come posizionare il corpo, come muoverci. E' stato bello" ha raccontato Sebastiano.
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—L'Italia inizierà venerdì contro il Belgio. Pio ha ammesso: "Avere quattro incontri in due settimane è una cosa nuova per tutti, ma anche bella perché a noi calciatori piace giocare le partite: più incontri ci sono e più giocatori sono contenti. Saranno quattro sfide di un livello alto e non vediamo l'ora di iniziare". Seba ha osservato: "Esordire in casa è un'emozione e sarà ancora più bello farlo all'Olimpico. Cercheremo comunque di portare a casa punti perché sappiamo quanto è importante. Non vediamo l'ora che arrivi venerdì: c'è emozione, ma anche un pizzico di incoscienza". Poi l'attaccante del Sassuolo sul battesimo azzurro dei nuovi: "Ieri hanno cantato i primi cinque dopo aver cenato. Io sono stato il quinto e ho cantato 'O surdato 'nnammurato. Sono stato il più seguito (sorrisi, ndr)".
pregi e difetti
—I due fratelli si sono messi a confronto per gioco: entrambi hanno ammesso di essere disordinati, Pio ha confessato di essere il più permaloso e il più mammone, Sebastiano il più ritardatario, il più superstizioso, il più spericolato e testardo, ma anche il più intonato. "Pio è più bravo con i cori da stadio, io sono più neomelodico. Il più vanitoso? Entrambi" ha chiuso Seba.
sensazioni
—Pio ha raccontato le sue emozioni più belle in azzurro: "Anche se non è la prima volta, quando vengo qua a Coverciano è sempre come la prima volta ovvero un'emozione speciale. Il primo gol contro Estonia non lo scorderò mai: è stato frutto del mio istinto perché la palla era un po' avanti e ho provato la giocata. E' stata una liberazione incredibile perché la volevo con tutto me stesso". Eccoci al gruppo attuale: "Ci sono volti nuovi e il giusto entusiasmo per ripartire. I veterani ci tengono tanto alla nazionale, a cancellare la delusione per la non qualificazione ai Mondiali. Mi sembra ci sia il giusto mix". Sebastiano ha parlato del percorso con le Under: "E' stato bellissimo quel percorso per capire cosa è la Nazionale. Giocare tornei all'estero con l'Italia è fantastico: uno ha già l'amore per quella maglia, ma indossarla in una partita è qualcosa di speciale. Io con l'Under 17 ho perso la finale dell'Europeo Under 17. Rappresentare la nazionale è un orgoglio". Poi sull'infanzia, con Sebastiano che ha sorriso e ha rivelato: "Io e nostro fratello Salvatore mettevamo Pio in porta. Lui era il più piccolo di noi come età, ma era alto. Ce l'avevamo quasi fatta a trasformarlo in un portiere". Pio lo ha interrotto: "Poi ho capito che qui in porta c'era Gigio e allora ho pensato che era meglio provare a fare l'attaccante perché altrimenti... niente Nazionale". Entrambi hanno raccontato, quasi in coro, la soddisfazione per venire da Castellammare di Stabia: "E' un orgoglio essere nati lì. Abbiamo girato tante città belle, anche estero, ma la più bella del mondo è Castellammare. Siamo legati e quando torniamo, siamo felici e aiutiamo con orgoglio. I nostri genitori? Sono straordinari. Il legame tra di noi è forte: la nostra è una famiglia costruita su un amore straordinario". "Prendiamo tutti in giro Pio quando sbaglia gol clamorosi" ha aggiunto Pio. Sorrisi e saluti.
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