Leclerc e il tabù Baku: in Azerbaigian i primi punti in carriera, ma la vittoria è sempre sfumata
Dopo quattro gare senza podio il weekend azero rappresenta per Charles la possibilità di invertire la rotta, in una stagioni fin qui di luci e ombre. Penalità permettendo
Dopo quattro gare senza podio il weekend azero rappresenta per Charles la possibilità di invertire la rotta, in una stagioni fin qui di luci e ombre. Penalità permettendo
22 settembre - 14:55 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn rapporto d'amore mai definitivamente sbocciato. Così si può riassumere l'esperienza di Charles Leclerc sulle strade cittadine di Baku, dove questo weekend andra in scena il 15° Gran Premio della stagione. Un tracciato, quello dell'Azerbaigian, che nel corso della sua carriera gli ha regalato gioie e dolori, e dove questo weekend punterà a sfatare il tabù della vittoria che, per un motivo o per un altro, nonostante 4 pole position gli è sempre sfuggita.
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—Il primo ricordo indelebile che lega Leclerc a Baku risale addirittura a quando Charles in F1 sognava ancora di arrivarci. Aveva 19 anni - era il 2017 - faceva parte della Ferrari Driver Academy e correva in F2 col team Prema. Il GP dell'Azerbaigian quell'anno si correva a fine giugno e, giusto qualche giorno prima, la famiglia Leclerc dovette fare i conti con una notizia terribile: la scomparsa di Hervè, il padre di Charles. La storia di quel weekend di giugno è quella di un ragazzo che nemmeno ventenne trasformò il dolore in forza e determinazione. Lo raccontò bene Maurizio Arrivabene (allora team principal Ferrari): "Quando lo vidi sul volo verso Baku rimasi sorpreso. Gli dissi: "Charles, che ci fai qui?". E lui mi rispose: "Prima devo vincere, poi posso tornare a casa e seppellire mio padre". Il resto è storia. Pole position, rifilando quasi 6 decimi al secondo, e vittoria nella Feature Race con tanto di dedica commossa, indicando la scritta "Je t'aime papa" sull'alettone della sua monoposto. "Non ho mai pensato di non correre, non ho mai dubitato di non andare a Baku perchè sono sicuro che mio padre avrebbe voluto che fossi lì e che vincessi per lui", dirà dopo la gara.
i primi punti in f1
—Charles ha continuato a inseguire il sogno di arrivare in F1 anche per una promessa che fece proprio a suo padre Hervè. A fine anno vinse il campionato di F2 e ottenne la tanto cercata promozione per la stagione 2018 con l'Alfa-Romeo Sauber. Il campionato iniziò con qualche problema: piste nuove, una macchina certamente non delle migliori e qualche difficoltà nell'adattamento ai nuovi metodi di lavoro. Tutto normale per un "rookie", ma fu proprio a Baku che Charles invertì la tendenza. In una gara caotica ottenne un incredibile 6° posto che significava primi punti iridati in carriera. Neanche un anno dopo ancora una volta le strade della capitale azera regalarono al monegasco la possibilità di rivalsa.
ferrrari, 4 pole (+1) e tanti rimpianti
—E veniamo alle stagioni in Ferrari. Nel 2019, alla prima annata in rosso, impressionò nelle prove libere (chiuse 1° in tutte e 3 le sessioni), mostrando un passo che nessuno sembrava poter avvicinare. In qualifica però ecco l'errore: nel corso del Q2 esagerò all'entrata del tratto del castello, colpendo il muretto all'interno e terminando la sua qualifica nelle barriere. Celebre il team radio "I am stupid, i am stupid". E arriviamo al 2021 (nel 2020 non si corse causa Covid) e alla striscia di 4 (+1) pole position consecutive. Quell'anno con un capolavoro riuscì a mettere in pole la non certo irresistibile SF-21, senza però avere reali chance di vittoria la domenica. Nel 2022 dominò le qualifiche, ma un problema al motore lo costrinse al ritiro quando si trovava in testa alla gara. Nel 2023 pole position sia per la Sprint che per la gara lunga, ma la Red Bull di quell'anno lasciava solo le briciole agli avversari e Perez si prese la doppietta (Sprint e Gran Premio). Nel 2024 sembrava finalmente arrivata la volta buona. Pole position - di nuovo - e prima parte di gara controllata agevolmente, salvo poi farsi beffare da Piastri pagando un out lap troppo conservativo dopo la sosta, nella famosa gara del "mini drs" McLaren. E infine l'anno scorso, quando la striscia di pole si è mestamente interrotta nel muro all'esterno di curva 15, dove Charles ha terminato la qualifica dopo un errore.
e quest'anno?
—In definitiva Leclerc è un pilota che ha sempre amato i circuiti cittadini e Baku non fa eccezione. Nelle pole position non convertite in vittorie c'è sì una componente di sfortuna (vedi 2022) ma anche qualche situazione dove il monegasco non è stato perfetto. Questo weekend sfatare il tabù appare complicato, visto il lunghissimo rettilineo dove la Ferrari dovrebbe pagare il deficit motoristico nei confronti della Mercedes, ma quel che è certo è che Charles non si tirerà indietro. I dubbi sul motore Aduo-2, recuperato dopo l'incidente di Monza, dovrebbero essere sciolti solo dopo le prime prove libere del giovedì. Qualora il motore non dovesse garantire affidabilità il monegasco potrebbe essere costretto a partire dal fondo della griglia.
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