Quanta Serie A a Clairefontaine, la Francia di Zidane parla italiano
La Gazzetta dello Sport

Quanta Serie A a Clairefontaine, la Francia di Zidane parla italiano

Martedì 22 settembre 2026
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Nell'elenco dei convocati di Zizou torna il blocco di calciatori che giocano nel nostro campionato. Soluzione utilizzata in passato anche da altri allenatori dei Bleus, e di solito le cose sono sempre andate bene

Nell'elenco dei convocati di Zizou torna il blocco di calciatori che giocano nel nostro campionato. Soluzione utilizzata in passato anche da altri allenatori dei Bleus, e di solito le cose sono sempre andate bene

Alessandro Grandesso 22 settembre - 14:38 - PARIGI English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il due ottobre si gioca Francia-Italia, in Nations League. Una partita mai banale, soprattutto per Zinedine Zidane che contro l’Italia ha chiuso la carriera di giocatore, perdendo il Mondiale del 2006, a Berlino, dopo essersi fatto espellere per via della testata a Marco Materazzi. Insomma, non sarà una sfida banale per il neo c.t. dei Bleus che tra l’altro ritrova lo Stade de France, dove invece nel 1998 vinse la coppa del Mondo, tramutandosi in una sorta divinità agli occhi dei connazionali. In ogni caso, per la gara contro gli Azzurri di Roberto Mancini, Zizou sembra aver rispolverato una strategia che funzionò molto bene anche nel 1998, convocando molti giocatori che frequentano la Serie A: sette in tutto, un terzo della prima lista da c.t..

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qualità

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Una scelta che rimanda appunto ai tempi in cui la Serie A era il campionato più bello e difficile, e dove i francesi migrarono in massa per acquisire qualità tattica e tecnica. La Francia che eliminò, ai rigori, l’Italia ai quarti di finale del Mondiale 1998 era imbottita di giocatori passati per il nostro campionato, o con le valige pronte per il trasloco. Zidane su tutti, naturalmente, in forza alla Juventus come Didier Deschamps. Ma pure Laurent Blanc (Napoli, Inter), Marcel Desailly (Milan), Youri Djorkaeff (Inter), Lilian Thuram (Parma, Juventus), Vincent Candela (Roma), Alain Boghossian (Napoli, Sampdoria, Parma), Christian Karembeu (Sampdoria), Christophe Dugarry (Milan), Thierry Henry (Juventus). Fu Zidane a segnare il primo rigore, e gli errori di Albertini e Di Biagio sentenziarono l’eliminazione della squadra di Maldini.

vene

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Insomma, se l’italianità della Francia fu l’arma fatale nel 1998, nelle vene della nazionale francese ha continuato a scorrere un po’ di sangue italico anche negli anni successivi. Soprattutto quando Deschamps è stato nominato c.t., nel 2012. L’ex bianconero ha sempre osservato con attenzione i convocabili della Serie A. Il Mondiale del 2018 l’ha vinto con gli “italiani” Pogba, Matuidi, Rami. In finale di quello del 2002 ci è arrivato con Rabiot, Giroud, Veretout, Coman, e Theo Hernandez. Prima di congedarsi, Deschamps si è portato in Nordamerica la scorsa estate Maignan e Rabiot (Milan), Koné (Roma), Thuram (Inter), di nuovo Hernandez e pure l’ex giallorosso Digne, ottenendo un’altra semifinale.

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identità

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Per la prima lista di convocati, Zidane ha voluto cambiare rotta, scaricando una decina di mondialisti. Ma senza rinunciare all’italianità. Così a Clairefontaine, la Coverciano francese, oltre a Maignan, Rabiot, Koné, Kalulu, sono arrivati anche Da Cunha e Butez del Como e Diouf dell’Inter. Ieri, al termine del primo allenamento, Zizou è andato poi a chiacchierare con Butez, scherzandoci in italiano, lingua che non ha mai dimenticato, nonostante viva ormai da più di vent’anni a Madrid dove ha consolidato la sua aurea di campione pure da allenatore, vincendo tre Champions League. Ma in fondo senza mai rinnegare l’imprinting della Serie A: “Giocheremo in modo offensivo, ma non con quattro attaccanti, altrimenti si esagera. La cosa più importante è l’equilibrio della squadra”. Pragmatismo italiano, ha commentato Le Figaro. Da far valere di nuovo il 2 ottobre, contro però un’Italia in cerca di una nuova identità.

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