Kayode: "I giovani devono giocare e la Premier mi ha aiutato. L'interesse dell'Inter? Fa piacere"
Il terzino del Brentford si prepara per il debutto da titolare con l'Italia e spiega: "Nessun rimpianto. Inter? Ho saputo degli interessamenti ma la mia idea era restare dov'ero"
Il terzino del Brentford si prepara per il debutto da titolare con l'Italia e spiega: "Nessun rimpianto. Inter? Ho saputo degli interessamenti ma la mia idea era restare dov'ero"
Dal nostro inviato Roberto Maida 22 settembre - 15:39 - FIRENZE Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleEsordiente e titolare nella stessa partita: la carriera di Michael Kayode corre più veloce del suo passo sulla fascia e delle sue rimesse laterali, le specialità naturali che gli hanno consentito di raggiungere a 20 anni la Premier League. Espressione perfetta della nuova Nazionale, giovane e multietnica, Kayode potrebbe debuttare dal primo minuto già venerdì contro il Belgio allo stadio Olimpico di Roma. Roberto Mancini sta ragionando sull’alternanza con Di Lorenzo, che verrebbe schierato nella seconda partita in Turchia, nella posizione di terzino. “È una grande emozione indossare la maglia azzurra – racconta Michael a Coverciano – ho saputo della convocazione subito dopo la vittoria contro il Chelsea, nella quale avevo anche segnato. È stata la giornata perfetta, che mi ripaga di tanto lavoro. Comunque, io non ho mai avuto dubbi sulla scelta”. Nato a Borgomanero da genitori nigeriani, negli ultimi mesi era stato cercato anche dalla federcalcio africana: “È vero. Ma io ho fatto tutta la trafila nelle giovanili italiane, ho sempre considerato un onore essere parte di questa Nazionale. E ora eccomi qua”.
L’EVOLUZIONE
—Scartato quando era piccolissimo dalla Juventus, venduto frettolosamente dalla Fiorentina, oggi è un titolare del Brentford con prospettive di crescita illimitati. Rimpianti? Zero: “Se sono arrivato in questa stanza a parlare con voi dell’Italia, è perché ho fatto un certo percorso. Io credo che per i giovani sia fondamentale giocare, accumulare esperienza. Lo consiglierei a tutti. Per questo quando si è presentata l’opportunità di volare a Londra, l’ho colta. Ma magari per qualcun altro può avere senso andare in Spagna o in Germania: il mondo va avanti, è importante maturare attraverso i minuti in campo”. Gli chiedono delle differenze tra Serie A e Premier: “In Italia il calcio è più tattico, in Inghilterra il pallone va più veloce e le squadre puntano molto sulla verticalità. Pensate che da noi c’è un allenatore che si occupa di affinare le rimesse laterali, che a me vengono particolarmente lunghe: non so dire perché ma un giorno mi sono svegliato e ho compreso che potesse essere un talento da usare. Da parte mia posso dire che sto imparando tanto”. In estate, prima che rinnovasse con il Brentford, è stato cercato da diverse squadre italiane tra le quali l’Inter: “Fa piacere sapere di certi interessamenti ma la mia idea era restare dov’ero. È il posto giusto dove posso migliorare”.
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—Kayode ripercorre le tappe della sua giovane carriera dimostrando gratitudine generalizzata: “Devo molto ad Antonio Soda, l’allenatore che mi ha valorizzato quando avevo 16 anni”. Nel Gozzano, in Serie C, dove poi lo scovò la Fiorentina: “Ringrazio anche Firenze e la società viola. È stata un’esperienza meravigliosa. Senza di loro non sarei potuto tornare in città per entrare a Coverciano da calciatore della Nazionale”. Con quali modelli? “Se penso al passato, il numero 1 è Paolo Maldini. Oggi mi confronto molto con Gigio Donnarumma, uno che si fa ascoltare e dispensa i consigli giusti”.
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